Finanza

A Pechino una conferenza finanziaria per discutere i rischi di sistema

A Pechino una conferenza finanziaria per discutere i rischi di sistema <br />


Pechino, 13 lug. - La Cina si prepara ad affrontare i problemi del suo sistema finanziario nella prossima National Financial Work Conference, che si tiene domani e sabato prossimo. La Conferenza ha cadenza quinquennale, e cade a pochi mesi dal Congresso del Partito Comunista Cinese, l'appuntamento politico più importante dell'anno in programma nell'autunno prossimo, durante il quale si prevede il ricambio di una buona parte della classe dirigente cinesi ai massimi vertici. Ai lavori che cominceranno domani a Pechino è prevista la presenza dello stesso presidente cinese, Xi Jinping.

Tra gli obiettivi del meeting di quest'anno, secondo le anticipazioni delle ultime ore, ci saranno i rischi del sistema finanziario e le funzioni della People's Bank of China, la banca centrale cinese, per cui in molti prevedono un ruolo più  importante sul piano della supervisione del sistema finanziario e degli organi di regolamentazione. Dalla riunione del 14 e 15 luglio, gli analisti si attendono anche nuove misure per l'internazionalizzazione dello yuan, la valuta cinese. Già ad aprile scorso, al termine di una riunione del Politburo, l'ufficio politico del Partito Comunista Cinese composto dai venticinque più alti dirigenti a livello nazionale, Xi aveva sottolineato apertamente la necessità di salvaguardare il Paese dai rischi del sistema finanziario. Alle sue parole sono seguite altre dichiarazioni di funzionari della banca centrale cinese che sottolineavano l'urgenza dell'appello del presidente cinese.

Uno dei compiti più difficili per le autorità finanziarie è quello di contenere il settore bancario ombra, che l'agenzia di rating Moody's stima in circa 9500 miliardi di yuan, una cifra equivalente a circa l'87% del prodotto interno lordo del gigante asiatico. Il settore bancario ombra è stato identificato già a marzo scorso dal nuovo capo della China Banking Regulatory Commission, l'ente di sorveglianza del settore bancario cinese, Guo Shuqing, come il problema principale a cui deve fare fronte la Cina, riportando la serenità nel "caos" della regolamentazione finanziaria cinese. A pesare sulla situazione finanziaria cinese è anche il rapporto tra il debito e il prodotto interno lordo, che è del 260% secondo i calcoli di fine 2016, contro il 160% del 2008.

Intanto, oggi, la banca centrale cinese ha dato un segnale ai mercati con un'iniezione di 360 miliardi di yuan (53 miliardi di dollari) nel sistema bancario, un segnale di allentamento, per gli analisti, rispetto alla campagna di riduzione della leva finanziaria che il governo cinese sta conducendo. Proprio l'utilizzo del leverage è un punto cruciale che preoccupa anche Moody's: l'agenzia di rating, a maggio scorso, ha operato un downgrading del debito cinese, per la prima volta in 28 anni, oggi valutato A1 da Aa3, con outlook stabile da negativo. La Cina aveva giudicato "inappropriato" il declassamento da parte di Moody's, ma anche Fitch ha recentemente rivisto al ribasso le stime sulla Cina. Nell'ultimo Global Economic Outlook del mese scorso, l'agenzia di rating prevede una crescita del 5,9% nel 2018 e del 5,8% l'anno successivo. 

 

13 LUGLIO 2017

 

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