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Scambi Cina-Russia
quadruplicheranno

Scambi Cina-Russia<br />quadruplicheranno


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 27 set. - I volumi degli scambi commerciali di fonti energetiche tra Russia e Cina nel 2025 saranno quattro volte superiori ai valori attuali. E' la previsione di un sondaggio condotto dalla societa' di consulenza Wood McKenzie. Secondo il rapporto "Russia pivot East" compilato dagli analisti, Mosca nei prossimi dodici anni potrebbe arrivare a vendere oltre cento milioni di tonnellate metriche di petrolio a Pechino. La Russia da tempo ha mostrato il proprio interesse verso il mercato cinese, affamato di gas e petrolio.

 

Ansiosa di assicurarsi i grandi volumi di energia che la Russia puo' fornire - si legge in una nota di Wood McKenzie a margine del rapporto - la Cina sta finanziando i costi delle infrastrutture. La combinazione di un mercato enorme e in crescita e di finanziamenti anticipati ha prodotto un riallineamento strategico tra Russia e Cina, con un legame molto piu' stretto e una crescente dipendenza reciproca negli scambi energetici".

 

I finanziamenti cinesi si riversano su diversi progetti che vanno dalla linea orientale della condotta che portera' dal 2018 il petrolio russo in Cina dalla Siberia all'entrata, con quote di minoranza, in promettenti giacimenti di gas e petrolio, come nel caso dell'acquisizione finalizzata a giugno scorso da parte di China National Petroluem Corporation (CNPC) del 20% del progetto di GNL sviluppato dalla russa Novatek nella penisola di Yamal, che e' stata vista dal presidente russo Vladimir Putin come un segnale dell'importanza strategica della Cina come partner di Mosca. La penisola di Yamal e' giudicata da Mosca una delle aree piu' promettenti per lo sviluppo di gas e petrolio.

 

Ulteriori investimenti cinesi in Siberia sarebbero poi in attesa di approvazione: PetroChina, l'unita' quotata di China National Petroluem Corporation (CNPC) vorrebbe investire almeno dieci miliardi di dollari, secondo quanto riportava l'agenzia Bloomberg nei giorni scorsi, per una quota di minoranza negli stabilimenti siberiani di Gazprom e Rosneft. L'accordo dovrebbe arrivare entro la fine del 2013. La portata degli interessi cinesi nel greggio e nel gas russo ha pero' sollevato gia' i primi dubbi nel settore energetico russo. "Se si decidera' di realizzare enormi progetti -aveva dichiarato nei giorni scorsi ai media russi Ian Thom, direttore delle ricerche upstream di Novatek- la Russia dovrebbe permettere un coinvolgimento cinese piu' vasto, un fatto di cui ci sono solo piccoli precedenti storici".

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