Energia

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Incidenti sul lavoro, 20mila
situazioni a rischio nell'energia

Incidenti sul lavoro, 20mila<br />situazioni a rischio nell energia


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 10 gen. - Sono circa ventimila le situazioni di rischio connesse alle 655 condotte petrolifere che si estendono per oltre centomila chilometri in Cina. E' il risultato di un'ispezione nazionale ordinata direttamente dal presidente Xi Jinping all'indomani della tragedia di Qingdao, nel nord-est del Paese, dove sono morte 62 persone e altre 136 sono rimaste ferite in seguito all'esplosione di una condotta petrolifera operata dal gigante della raffinazione Sinopec. Quello di Qingdao è stato uno dei più gravi incidenti sul lavoro dello scorso anno, che aveva messo sotto accusa uno dei maggiori gruppi energetici cinesi. Le prime indagini sull'accaduto avevano appurato che alla base della tragedia c'erano prassi di lavoro irrispettose delle norme di sicurezza e una scarsa manutenzione degli impianti, ma anche carenze nella pianificazione degli impianti e degli allacciamenti da parte delle autorità locali. I danni economici della tragedia sono stati stimati in 750 milioni di yuan, poco più di novanta milioni di euro.

Il settore energetico cinese soffre di una profonda sicurezza degli impianti, secondo gli stessi ispettori dell'Amministrazione Statale per la Sicurezza sul Lavoro che hanno compiuto le indagini su scala nazionale. "Quello che ci preoccupa -ha spiegato uno di loro, Wang Haoshui- è che alcune condotte si intrecciano con le infrastrutture urbane e sono fonte di pericoli nascosti". Gli ispettori hanno controllato circa tremila tra aziende petrolchimiche e siti di stoccaggio di greggio, e il quadro che ne è scaturito non è affatto incoraggiante per il processo di urbanizzazione massiccia su cui la Cina punta per cambiare marcia in economia. "Alcune situazioni vacillano, e difetti si trovano ovunque" ha spiegato il portavoce dell'agenzia per la sicurezza sul lavoro, Huang Yi.

Proprio per evitare il ripetersi di tragedie come quella di Qingdao o l'incendio che è costato la vita a 121 persone in un allevamento di pollame nel nord-est, la Cina ha lanciato nei primi giorni dell'anno un'ispezione nazionale sulla sicurezza sul lavoro, inviando sedici squadre di ispettori nelle 31 tra province, municipalità e regioni autonome del Paese. l settori dell'energia e dello sfruttamento delle risorse sono nel mirino dei controlli: tra questi le miniere di carbone, il settore petrolchimico e le condotte, oltre al sistema dei trasporti e ai luoghi pubblici sono quelli individuati come prioritari per le ispezioni, secondo l'Amministrazione Statale per la Sicurezza sul Lavoro. Il lavoro degli ispettori non sarà facile, soprattutto nel settore delle aziende di Stato, che riceveranno la visita degli ispettori nei prossimi mesi. "Ci sono molte gerarchie all'interno delle aziende di Stato -ha spiegato Huang- e un numero ancora maggiore di progetti esternalizzati, che rendono il lavoro di supervisione della sicurezza ancora più difficile".

 

10 gennaio 2014

 

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