Energia

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Cnpc-Gazprom, nessuna
conseguenza per Europa

Cnpc-Gazprom, nessuna <br />conseguenza per Europa


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 3 lug. - Il maxi-accordo firmato il 21 maggio scorso tra i due giganti degli idrocarburi, la russa Gazprom e la China National Petroleum Corporation (CNPC) non avrà forti ripercussioni sul mercato dell'approvvigionamento energetico in Europa. Lo afferma il direttore di IHS, Xizhou Zhou, a capo del settore ricerche per la Cina, che oggi ha parlato con acumi esponenti della stampa straniera presenti a Pechino. Il maxi-accordo tra Gazprm e CNPC, del valore complessivo di 400 miliardi di dollari, prevede a partire dal 2018 una fornitura trentennale di gas russo alla Cina per 38miliardi di metri cubi, che entreranno in territorio cinese attraverso la condotta orientale, la "Power of Siberia", i cui lavori cominceranno il mese prossimo, secondo quanto annunciato a giugno dal CEO di Gazprom, Alexei Miller, ai microfoni dell'agenzia russa Itar-tass.

"Per quanto riguarda il soddisfacimento della domanda di gas - spiega l'analista - l'accordo con CNPC e lo sviluppo di un programma orientale in futuro non avrà un forte impatto sul mercato europeo per quanto riguarda i volumi, ma avrà un impatto a livello geopolitico. Non prevediamo, quindi, un declino delle forniture in Europa da parte della Russia". Il mercato europeo, nelle stime di IHS, vale oggi circa 500 miliardi di metri cubi di gas. "Non ci aspettiamo che il mercato europeo del gas possa riprendersi ai valori di prima della crisi fino al 2027. L'Europa ha perso circa venti anni, il che potrebbe essere una buona notizia dal punto di vista geopolitico se pensiamo che la dipendenza dalle importazioni di gas potrebbe essere minore, ma anche che molti player cercheranno di trovare spazio in atri mercati. Il problema è che la produzione interna in Europa è in declino".

L'accordo tra Gazprom e CNPC permetterà alla Russia di sviluppare il gas in aree dove ancora non esiste un mercato per il gas, e in un momento in cui la Russia sta cercando di aprire il settore anche ad altri gruppi, oltre al gigante Gazprom. "Ci sono diversi attori in grado di estrarre il gas e immetterlo sul mercato: Rosneft è sicuramente uno di questi; Novatek, un altro, attivo soprattutto nel settore dello LNG nella parte orientale del Paese, ma anche in quella artica". Quello con CNPC rappresenta un accordo molto importante per la Russia, spiega ancora Xizhou Zhou, con forti implicazioni per il futuro. "Quando il programma di sviluppo del gas orientale prenderà piede non si tratterà solo di una condotta, ma anche di altri progetti legati allo sviluppo di LNG che potranno essere trasmessi nel resto dell'Asia".

Nello scenario energetico del prossimo futuro, il gas naturale liquefatto (LNG) avrà un ruolo crescente, grazie ad alcune scoperte di gas in posti dove prima non si pensava che ce ne fosse, come in alcuni Paesi dell'Africa orientale, come Mozambico e Tanzania, o come l'Australia. "Crediamo ancora che si sarà molto più LNG sul mercato mondiale e ovviamente potrà costituire un competitor per il gas russo -continua l'analista - Riteniamo quindi che l'Europa possa approvvigionarsi di LNG da diverse fonti, come il Mediterraneo, il Nord Africa, il Qatar e persino gli Stati Uniti". Lo LNG potrebbe essere una valida alternativa al gas russo per l'Europa, ma non potrà sostituirlo completamente. "Se guardiamo all'Europa ci sarà ancora bisogno del gas russo per essere sicuri che la domanda interna venga soddisfatta".

Uno scenario meno plausibile è quello che riguarda invece la possibilità di convogliare il gas americano in Europa, secondo il direttore di IHS. "Sappiamo che si parla molto di convogliare il gas americano in Europa, ma la difficoltà sta nel fatto che questa possibilità, con i costi di produzione e di trasporto renderebbe il gas non economicamente competitivo. Sembra difficile, quindi prevedere grandi quantità di gas americano dirette verso l'Europa". Nel panorama energetico attuale, l'analista di IHS inserisce anche le risorse non convenzionali, e in particolare  lo shale gas che, negli scorsi anni, ha cambiato il mercato energetico statunitense ed è presente in Cina maniera ancora più massiccia di quanto lo sia negli Stati Uniti. La Cina sta sviluppando, grazie soprattutto ai due colossi dell'energia Sinopec e CNPC questa risorsa che si trova prevalentemente nella Cina centro-meridionale, soprattutto nell'area di Chongqing e del Sichuan. Lo sviluppo dello shale gas in Cina potrebbe mutare gli scenari energetici della regione, anche se l'estrazione di questa risorsa è ancora molto complessa e richiede l'utilizzo di costose tecnologie. "Oggi, grazie alla rivoluzione dello shale gas, il prezzo del gas negli Stati Uniti è crollato a livelli che non avevamo mai visto prima in nessuna parte del mondo -conclude Xizhou Zhou - a circa cinque dollari per milione di btu, contro i 9-11 dollari per milione di btu in Europa, mentre i prezzi in Asia sono compresi un range tra i 12 e i 14 dollari per milione di btu".

 

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