Economia

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Yuan tocca nuovi minimi
da 4 anni sul dollaro

Yuan tocca nuovi minimi<br />da 4 anni sul dollaro


 

Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 dic. - Lo yuan ha toccato oggi nuovi minimi sul dollaro, chiudendo la seduta a quota 6,4378 sul biglietto verde. Quella di oggi è la quinta seduta in ribasso per la valuta cinese che dall'inizio del mese ha perso lo 0,6% del suo valore. Ancora più marcato il calo dello yuan sulla piazza di Hong Kong che ha chiuso a circa 6,5221 sul dollaro, con un calo dall'inizio di dicembre dell'1,4%. Per il secondo giorno consecutivo, il valore di riferimento della valuta cinese fissato dalla banca centrale cinese prima dell'inizio delle contrattazioni è stato fissato ai valori minimi degli ultimi quattro anni: il midpoint era oggi a quota 6,4236 sul dollaro. Per Pechino, i ribassi dello yuan sono da valutare assieme al contemporaneo rafforzamento del dollaro, e "non ci sono le basi per un deprezzamento sul lungo termine", secondo quanto dichiarato oggi dal direttore della State Administration of Foreign Exchange, Wang Yungui.

L'occasione per il deprezzamento della valuta, secondo gli analisti, è data dalla combinazione di due fattori: l'inclusione, il 30 novembre scorso, dello yuan nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo (Sdr) del Fondo Monetario Internazionale (che sarà attiva a partire dal 1 ottobre 2016) e la decisione, data ormai per certa all'80%, della Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse sul dollaro al termine del prossimo meeting del 15-16 dicembre, dopo i rinvii di settembre e ottobre scorsi. "Una scusa perfetta", quest'ultima, per il deprezzamento del renminbi - altro nome della valuta cinese - secondo gli analisti di Bank of America, anche se non si tratterebbe di una svalutazione competitiva in grado di innescare guerre valutarie, come alcuni temevano dopo la svalutazione a sorpresa di agosto scorso.

Il deprezzamento dello yuan, secondo i trader, giustifica i timori degli analisti che ritenevano probabile l'avverarsi del fenomeno subito dopo l'inclusione della valuta cinese negli Sdr. Anche nella tempistica (la seconda settimana di dicembre, secondo l'opinione dei più pessimisti) lo scivolone degli ultimi giorni sembra rispettare le previsioni. Pechino difende la propria posizione, secondo cui l'andamento della propria valuta rispecchia sempre di più il rallentamento della propria economia, prevista in crescita intorno al 7% quest'anno, ai minimi degli ultimi venticinque anni, anche se a un ritmo ancora estremamente ragguardevole. Già a settembre scorso, le autorità cinesi avevano smentito l'intenzione di dare il via a una svalutazione competitiva, che sarebbe andata a svantaggio della stessa Cina, secondo le parole dello stesso primo ministro, Li Keqiang. Il no alla svalutazione era arrivato, il 1 dicembre scorso, anche dallo stesso vice governatore della People's Bank of China, Yi Gang.

 

10 DICEMBRE 2015

 

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