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Taiwan entra nell'Aiib:
proteste a Taipei, 4 arresti

Taiwan entra nell Aiib:<br />proteste a Taipei, 4 arresti


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 1 apr. - Taiwan sarà benvenuta nella nuova banca di sviluppo, la Asian Infrastructure Investment Bank a guida cinese, ma dovrà utilizzare un "nome appropriato" per farne parte. "La Aiib è aperta e inclusiva - ha dichiarato il portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo cinese Ma Xiaoguang - Accogliamo Taiwan nell'Aiib sotto un nome appropriato". Taiwan ha fatto richiesta formale nella notte tra lunedì  e martedì scorso, a poche dalla scadenza per richiedere di entrare nella nuova banca come membro fondatore. Taipei e Pechino sono giunti a un accordo nel 1992 per riconoscere una "Cina unica", ma spesso nelle organizzazioni internazionali di cui entrambi i lati dello stretto fanno parte, come le Olimpiadi, Taiwan si presenta come "Chinese Taipei". Nella breve lettera di richiesta di ingresso nell'Aiib firmata dal ministro delle Finanze, Sheng-Ford Chang, e resa nota nella serata di ieri, il Paese si indica come "Taiwan".

La decisione presa all'ultimo minuto da parte dell'Ufficio Presidenziale di Taiwan di entrare nella nuova banca a guida cinese non è stata bene accolta da un gruppo di oltre trenta manifestanti che nella tarda serata di ieri, ora locale, hanno inscenato una manifestazione sotto gli uffici del presidente Ma Ying-jeou, nel centro di Taipei, prima di essere bloccati dal personale della sicurezza e dalla polizia, che ha preso in consegna quattro di loro. I giovani appartengono al gruppo Black Island Youth Front e, secondo quanto scrive l'agenzia di Taiwan Central News Agency, agitavano slogan a favore di "procedure trasparenti" e contro il rischio di erosione della sovranità dell'isola.

Alla scadenza dei termini per presentare la richiesta di ingresso nel nuovo soggetto bancario asiatico, sono almeno 47 i Paesi che hanno presentato richiesta formale, tra cui anche Svezia e Kirghizistan, richiedenti dell'ultimo minuto. Trenta di loro sono già stati approvati come possibili membri fondatori, secondo quanto dichiarato ieri dalla portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ma il numero esatto verrà confermato entro il 15 aprile prossimo. Tra questi non c'è il Giappone, che ieri ha escluso una partecipazione al nuovo soggetto finanziario asiatico ancora per alcuni mesi.

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