Economia

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RIFORME ECONOMICHE PER YUAN
Moneta internazionale 2020

RIFORME ECONOMICHE PER YUAN<br /> Moneta internazionale 2020


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 nov. - La Cina andrà incontro a riforme economiche e finanziarie entro il 2020 che porteranno la valuta cinese, lo yuan, ad avere un ruolo sempre più internazionale, e dovrà combattere contro nuovi rischi finanziari. Lo scrive sul magazine economico-finanziario cinese, Caixin, il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan. Il governo e la banca centrale cinese porranno particolare attenzione nei confronti dei "rischi di sistema", con l'istituzione nuovi meccanismi per "migliorare l'efficenza del sistema finanziario al servizio dell'economia reale". Per il 2020, secondo le proposte formulate il mese scorso dai dirigenti nazionali del Partito Comunista Cinese, la Cina punta a un ruolo più internazionale per lo yuan, con oltre un terzo delle transazioni all'estero condotte nella valuta cinese.

"Guardarci dai rischi finanziari ed eliminarli è una sfida difficile per noi nei prossimi cinque anni", scrive su Caixin il governatore della People's Bank of China. Zhou spiega che la Cina "utilizzerà con efficacia gli strumenti di controlli dei rischi finanziari e ridurrà i livelli di leva per prevenire rischi sistemici". Proprio nelle scorse ore, la banca centrale cinese confermava per il futuro una linea di prudente politica monetaria. La People's Bank of China, ha poi continuato Zhou Xiaochuan senza entrare nel dettaglio, migliorerà anche il sistema di comunicazioni sulle linee che intende seguire, in maniera analoga a quanto avviene nelle economie industrializzate.

L'articolo del governatore della banca centrale segue di poche settimane la conclusione del quinto plenum del Pcc, in cui i dirigenti politici di Pechino hanno formulato le proposte per il nuovo piano quinquennale per il periodo tra il 2016 e il 2020. Il sistema finanziario cinese è stato sottoposto a molte critiche nei mesi scorsi, dopo la crisi dei mercati azionari che ha fatto tremare anche le piazze europee, e la svalutazione a sorpresa dello yuan, che ha provocato una fuga di capitali da Pechino. L'intervento del governo sui mercati è stato difeso dallo stesso primo ministro, Li Keqiang, ma la reazione dura contro i broker accusati di manipolazione del mercato è stata criticata da molti come draconiana, con una serie di arresti tuttora in corso.

 

 

10 NOVEMBRE 2014 

 

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