Economia

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PREVISIONE PMI DI MARZO A 51,7
Cina e Ue sullo sfondo della crisi di Cipro

PREVISIONE PMI DI MARZO A 51,7 <br />Cina e Ue sullo sfondo della crisi di Cipro<br />


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 21 mar. - La crisi di Cipro non fa paura alla Cina, impegnata, dopo le nuove nomine dei giorni scorsi, a trovare la via per una crescita stabile anche se contenuta a un tasso del 7,5% l'anno, ed evitare rischi finanziari. Nemmeno la bocciatura del parlamento di Nicosia del piano di prelievo forzoso sui depositi bancari come condizione per il salvataggio comunitario da dieci miliardi di euro sembra spaventare il Dragone, secondo quanto riferito ieri da due alti funzionari del governo Usa. Durante l'incontro di ieri a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il Segretario al Tesoro Usa, Jacob J. Lew, le due parti non sono andate oltre un accordo per sostenere la crescita a livello globale. La questione Cipro è stata sfiorata da Usa e Cina, che si sono invece soffermate sui temi della sicurezza informatica e della convertibilità dello yuan. "Un yuan dal valore determinato dal mercato -ha dichiarato Lew- è nell'interesse di ogni Paese, e i cinesi riconoscono di doverlo fare anche per ragioni interne".

CINA E UE

Mentre l'eurozona è alle prese con la crisi di Cipro, gli ultimi dati lasciano presagire un ripresa sostenuta del Dragone. La crescita cinese riprende vigore a marzo, secondo la previsione di HSBC. Dopo un mese di febbraio ai valori minimi dall'ottobre scorso, quando era cominciata la ripresa del Dragone, per marzo il Purchasing Managers' Index che calcola la performance del settore manifatturiero, è a quota 51,7, ben al di sopra del valore 50, che divide un'economia in espansione da una in contrazione, al di sotto di questa soglia. Il dato cinese di scontra con quello dell'eurozona. Per il mese di marzo 2013, il PMI aggregato dei 27 si dovrebbe attestare a 46,5, in discesa rispetto al 47,9 di febbraio scorso. Il dato del manifatturiero europeo è quindi ancora sotto quota 50 per 18 degli ultimi 19 mesi. Acneh al Germania, secondo le previsioni di Markit Economics vede il proprio pmi in calo, a quota 48,9, dopo il 50,3 del mese scorso; ancora più deludente il risultato francese, con un PMI a 42,1, il valore minimo degli ultimi quattro anni. E i valori dell'eurzona, secondo quanto affermato da Chris Williamson, cief economist di Markit economica che compila i dati del manifatturiero, risalgono a prima della crisi cipriota.

Il valore di 50,4 registrato dal Dragone a febbraio aveva destato preoccupazioni negli analisti sulla tenuta della crescita cinese, un timore che ora sembra svanito, alla luce della previsione di marzo, il valore più alto registrato in questi mesi, dopo quello di gennaio scorso che aveva toccato il record di 52,3. Il PMI è generalmente considerato uno dei dati più importanti per valutare lo stato di salute di un'economia. Calcolato su un campione di oltre 420 industrie manifatturiere, la previsione dell'indice manifatturiero viene stilata quando l'istituto bancario è a conoscenza dei dati dell'85-90% delle imprese coinvolte nel sondaggio. Anche i sotto-indici che calcolano gli ordini e gli ordini per le esportazioni hanno raggiunto ottimi risultati. Il picco viene registrato per il mese in corso dalla produzione industriale, a quota 52,8.

Il dato di marzo "implica che l'economia cinese è sulla strada giusta per una graduale ripresa della crescita" secondo il commento del China economist di Hsbc, Qu Hongbin. "L'inflazione rimane ben controllata, lasciando spazio a Pechino per mantenere politiche di sostegno alla ripresa della crescita". Il dato finale per il primo trimestre dell'anno dovrebbe però essere più basso del 7,9% registrato negli ultimi tre mesi del 2012. Il dato del consumo di energia elettrica, altro importante indicatore di salute economica di un Paese, ha registrato a febbraio scorso un calo del 12,5% su base annua, a causa anche delle festività per il capodanno lunare, con la chiusura di moltissime fabbriche. Nei primi due mesi del 2013, l'aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stato del 5,5%.

RIFORME ECONOMICHE

Crescita basata più sulla qualità che sulla quantità, debito delle amministrazioni locali da tenere sotto controllo con una stretta sull'emissione di bond, e operazioni fuori bilancio delle banche commerciali. Sono alcune tra le priorità del nuovo governo cinese per l'economia. Il nuovo corso targato Li Keqiang si accompagnerà a riforme in economia e finanza da lungo tempo annunciate. Chi auspicava una crescita economica meno influenzata dagli investimenti statali, rimarrà deluso, dopo che i delegati all'Assemblea Nazionale del Popolo hanno rivisto una legge del governo centrale che prevede una spesa di 437,6 miliardi di yuan per l'anno in corso, 35 miliardi in più del 2012. Il piano di investimenti si concentrerà sul settore immobiliare, sull'agricoltura, i trasporti e l'energia, oltreché su altri progetti di interesse pubblico. Per evitare una fiammata inflazionistica il riconfermato governatore della Banca Centrale Zhou Xiaochuan ha parlato di un aumento della massa monetaria M2 del 13% entro fine anno, di poco inferiore al 14% dello scorso anno. Secondo Zhang Zhuoyuan, economista dell'Accademia di Scienze Sociali interpellato da Ciaxin, la Cina deve puntare sullo sviluppo del terziario e dei servizi, e su un controllo maggiore degli amministratori locali che hanno guadagnato punti a livello politico grazie a forti investimenti e a danni ambientali.

Tra le riforme in vista, c'è quella dei wealth management products, ovvero i servizi integrati di pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale verso i quali molto critico è Xiao Gang, il nuovo presidente della China Securities Regulatory Commission, l'authority che regola i listini del Dragone. Spesso gestiti fuori bilancio, i wealth managements products, nella visione di Xiao sono un esempio di "sistema bancario ombra" il cui sistema, nella  sua visione, non è distante dallo schema di Ponzi alla base di molte truffe finanziarie. Dalle prime battute Xiao Gang ha dato l'impressione di essere un riformista come il suo predecessore, Guo Shuqing, ora eletto vice segretario del partito nella provincia dello Shandong. Attenzione agli standard di valutazione internazionali, un numero crescente di donne in posizioni manageriali negli istituti da lui diretti in precedenza, e gli sforzi di imparare l'inglese superati i quaranta anni giocano a suo favore. Xiao avrà tra i suoi compiti quello di attuare e migliorare le normative volute dal suo predecessore sia in materia di apertura del mercato azionario agli investitori stranieri che per evitare casi di frode da parte delle compagnie che si quotano in Borsa. Per il momento ha dichiarato solo di cercare di attuare misure sostanziali per il mercato azionario: come intenda farlo lo scopriranno investitori e società quotate nei prossimi mesi.

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