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PREMIER LI: NO A QUANTITAVE EASING
Nessun rischio hard landing per economia

PREMIER LI: NO A QUANTITAVE EASING<br />Nessun rischio hard landing per economia


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 set. - La Cina esclude il ricorso al quantitave easing per stimolare la crescita. Lo ha affermato il primo ministro cinese, Li Keqiang, durante il discorso di apertura del World Economic Forum di Dalian, spiegando che il qe non sarebbe in grado di risolvere problemi strutturali nella crescita economica e potrebbe avere effetti negativi sull'economia cinese. La Cina, ha poi spiegato ripercorrendo i concetti già espressi ieri, non intende innescare una guerra valutaria con un'ulteriore svalutazione dello yuan, dopo il deprezzamento di circa il 2% dall'agosto scorso.

Il premier ha poi rassicurato sullo stato di salute dell'economia cinese, che non è a rischio di hard landing perchè i fondamentali "non sono cambiati", anche se, ha precisato, non si dice "ciecamente ottimista" sul futuro dell'economia che deve affrontare ancora difficoltà nello sviluppo. "Ci sono stati alti e bassi - ha spiegato - ma l'andamento generale resta positivo". Il tasso di crescita della Cina, che ha viaggiato al 7% nei primi sei mesi dell'anno, è in linea con le aspettative del governo che da mesi parla di un'economia a velocità medio-alta rispetto allo sviluppo degli anni passati quando il pil cresceva a doppia cifra, anche se diversi economisti si dicono dubbiosi sul raggiungimento dell'obiettivo di crescita entro fine anno.

Il premier ha poi rivendicato i risultati della prima metà del 2015. "La Cina - ha sottolineato - ha contribuito nei primi sei mesi dell'anno al 30% della crescita globale". Le parole di oggi di Li Keqiang arrivano mentre i nuovi dati sull'inflazione cinese contribuiscono a fare aumentare la volatilità sui mercati asiatici, con l'indice dei prezzi alla produzione in calo del 5,9% ad agosto, lo scivolone più ampio degli ultimi sei anni. Il premier ha infine sottolineato l'importanza per l'economia interna delle aziende di piccole e piccolissime dimensioni, che ha definito "la speranza e il futuro della Cina", e ha promesso misure per promuovere le importazioni e gli investimenti cinesi all'estero.

 

 

10 SETTEMBRE 2015 

 

 

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