Economia

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PIL AL 7,7% NEL 2013, CINA VERSO STABILIZZAZIONE

PIL AL 7,7% NEL 2013, CINA VERSO STABILIZZAZIONE


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 20 gen. - La crescita cinese è stata del 7,7% nel 2013, al valore più basso dal 1999. Lo ha reso noto oggi l'Ufficio Nazionale di Statistica. In totale, il prodotto interno lordo dello scorso anno ha raggiunto i 56.880 miliardi di yuan, cifra pari a 6.934 miliardi di euro. Anche negli ultimi tre mesi del 2013 la crescita è stata del 7,7%, in lieve calo rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, quando aveva raggiunto il 7,8%. "La performance economica cinese si è stabilizzata nel 2013" ha dichiarato Ma Jiangtang, direttore dell'Istituto Nazionale di Statistica, durante l'incontro con la stampa per la presentazione degli ultimi dati. Il 7,7% di crescita è lo stesso dato raggiunto nello scorso anno dopo la revisione dei conti operata a settembre scorso dall'istituto, che aveva rivisto al ribasso il dato iniziale di crescita per il 2012, al 7,8%. Il nuovo dato annuale risulta comunque superiore all'obiettivo del 7,5% fissato dall'Assemblea Nazionale del Popolo nel marzo scorso.


"In linea generale, la crescita cinese ha mostrato un livello stabile e moderato nel 2013, che è un obiettivo difficile da raggiungere" ha spiegato Ma Jiangtang, a commento dei dati ufficiali. Buono anche il dato dell'inflazione, rilasciato dall'istituto nei giorni scorsi, che nel 2013 si è attestata al 2,6%, al di sotto del limite massimo fissato dal governo, al 3,5%, e in linea con i valori del 2012. L'inflazione è stata molto al di sotto dei valori del 2011, quando su base annua aveva subito una fiammata al 5,4%. Una crescita significativa per lo scorso anno, l'hanno poi realizzata i dati sugli investimenti diretti esteri, il 5,25% in più su base annua, e quelli sul commercio, che hanno segnato un livello di crescita di oltre 4000 miliardi di dollari, superando quello statunitense. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 13,1% lo scorso anno, e la produzione industriale ha registrato un aumento del 9,7%.

Le previsioni per il 2014 vedono la Cina crescere del 7,5%, secondo le prime stime degli economisti dell'Accademia di Scienze Sociali, il maggiore think-tank cinese. Circa la metà di loro, il 48% ritiene che le amministrazioni locali andranno incontro a difficoltà per pagare il proprio debito, che secondo l'ultima revisione contabile a livello nazionale, è ora a 17900 miliardi di yuan, equivalenti a 2181 miliardi di euro. L'ultima stima ufficiale, del 2010, vedeva il debito delle amministrazioni locali a quota 10700 miliardi di yuan. Nei giorni scorsi, l'Ufficio Nazionale di Statistica ha poi confermato che la Cina sta lavorando a un nuovo meccanismo di conteggio del pil, che rifletta un'interpretazione univoca delle prestazioni economiche a livello nazionale e provinciale, scrive oggi l'agenzia di stampa Xinhua.

 

La Cina sta andando incontro a un processo di riorganizzazione della sua economia per privilegiare la domanda interna rispetto alle esportazioni e agli investimenti, e prevede un abbassamento della crescita nei prossimi anni. Il primo ministro cinese, Li Keqiang, aveva ipotizzato, a novembre scorso, un tasso minimo di crescita del 7,2%, al di sotto delle previsioni del 7,5% per gli anni 2012 e 2013, poi superate dai dati ufficiali. La soglia del 7,2%, aveva dichiarato il premier, è il livello minimo per assicurare un numero adeguato di posti di nuovi posti di lavoro annuali, capaci di assorbire gran parte della domanda dei neo-laureati che ogni anno escono dalle università cinesi. Nel 2013, secondo gli ultimi dati ufficiali, i nuovi posti di lavoro creati in Cina sono stati più di dieci milioni.

 

20 gennaio 2014

 

 

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