Economia

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PECHINO APRE SU BANCHE E TELECOMUNICAZIONI

PECHINO APRE SU BANCHE E TELECOMUNICAZIONI


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 8 gen. - Banche e telecomunicazioni saranno i settori dell'economia che per primi andranno incontro nel 2014 a cambiamenti strutturali. Nel primo caso, il governo cinese ha aperto, lunedì scorso, all'ingresso dei privati, mentre oggi, è stato annunciato che alcuni settori del mondo delle telecomunicazioni e dei servizi internet saranno aperti anche agli investitori stranieri, che potranno arrivare a detenere una partecipazione fino al 55% del capitale, nei casi di aziende che forniscono dati on line e servizi di analisi. I gruppi che entreranno in questo segmento di mercato, spiega l'agenzia di stampa Xinhua, saranno tenuti ad avere il loro quartier generale in Cina nella Free Trade Zone di Shanghai, lanciata a settembre 2013.


E' soprattutto il settore bancario ad essere interessato dalle riforme. Entro il 2014 saranno istituite fino a cinque banche interamente create con capitali privati. Lo ha annunciato in una nota emessa al termine di una riunione, la China Banking Regulatory Commission, l'authority del settore bancario cinese. "Il primo lotto di tre-cinque banche verrà creato come prova" ha spiegato la CBRC. Fino ad oggi, le banche cinesi erano controllate dallo Stato o dalle amministrazioni pubbliche con, in alcuni casi, quote di minoranza detenute da privati. L'authority bancaria cinese metterà a punto "standard e procedure severe" per gli istituti di credito che faranno parte del progetto pilota, e sottolinea che gli investitori interessati dovranno accollarsi tutti i rischi collegati alla nuova attività. La CBRC prevede anche un aumento nella supervisione in questa prima fase e l'introduzione di un meccanismo di gestione del rischio. Tra i gruppi cinesi interessati all'apertura voluta dall'autorithy, in prima fila ci sono il gruppo di elettrodomestici cinese Suning e il gigante dell'e-commerce Alibaba, mentre per il prossimo futuro il settore bancario dovrebbe aprirsi anche al capitale straniero.

Contemporaneamente all'istituzione di istituti di credito privati, la Cina punta anche a regolamentare il proprio settore bancario ombra, da tempo oggetto di osservazione da parte della banca centrale, per la crescita, da molti giudicata fuori controllo, delle sue dimensioni. In base ad alcune bozze del nuovo sistema di controllo, il settore sarà soggetto a una maggiore supervisione, anche se non verrà bandito dal panorama cinese del credito: il settore bancario ombra, si legge nella bozza, "ha avuto un ruolo positivo nel servire l'economia reale e nell'arricchire i canali di investimento per i cittadini". Emesso dal Consiglio di Stato, il governo cinese, la bozza deve ancora essere sviluppata nei dettagli dalla China Banking Regulatory Commission. Uno dei primi effetti delle nuove regole, secondo le due maggiori società di brokeraggio cinesi, Haitong e China Securities, sarà la limitazione dei conti fuori bilancio degli istituti di credito cinesi, che dal 2008 a oggi sono cresciuti esponenzialmente, anche se le nuove regole potrebbero non essere così severe da limitare il prestito interbancario.

L'apertura del settore bancario ai privati è una mossa prevista da tempo, e decisa nel corso del terzo plenum di novembre scorso. A dicembre era stata introdotta per gli istituti di credito la possibilità di fare trading con i propri depositi tramite l'emissione di certificati di deposito nel mercato interbancario, una misura, hanno commentato le autorità, che va nella direzione della liberalizzazione dei tassi di interesse. Tra i cambiamenti più significativi del settore c'era poi stato a luglio scorso l'annuncio della banca centrale di permettere alle banche cinesi di decidere il tasso di prestito per i loro clienti "seguendo principi commerciali". In quel caso erano rimasti inalterati i tassi di deposito.

8 gennaio 2014

 

 

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