Economia

L'economia accelera ai massimi dal 2010
Real estate traina la crescita

L economia accelera ai massimi dal 2010<br />Real estate traina la crescita<br />


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 17 lug. - La Cina cresce del 6,9% nel secondo trimestre 2017, allo stesso livello dei primi tre mesi dell'anno, e al di sopra degli obiettivi fissati dal governo cinese per l'anno in corso, che punta a una crescita attorno al 6,5% entro fine 2017. Il dato pubblicato oggi consolida la crescita cinese al 6,9% nei primi sei mesi del 2017, l'anno in cui si terrà il Congresso del Partito Comunista Cinese previsto per l'autunno prossimo, e punta, per la prima volta dal 2010, a un'accelerazione di crescita rispetto all'anno precedente. Lo scorso anno anno la Cina era cresciuta del 6,7%. A contribuire alla crescita sono gli investimenti nello sviluppo del settore immobiliare, che sono cresciuti nel primo semestre dell'8,5% su base annua, in accelerazione rispetto al dato dello scorso anno, quando erano aumentati del 6,9%, anche se il settore ha subito un lieve calo negli ultimi due mesi. Il dato dei primi sei mesi dell'anno vede gli investimenti a quota 5061 miliardi di yuan (747,1 miliardi di dollari), in calo dello 0,6% rispetto al primo trimestre, ma l'aumento è comunque superiore alla crescita dello scorso anno.

Il dato del periodo compreso tra gennaio e giugno scorsi equivale a 38149 miliardi di yuan (5631 miliardi di dollari), ed è complessivamente al di sopra delle attese degli analisti. "Lo sviluppo economico nazionale è diventato più stabile, coordinato e sostenibile", sostiene in una nota l'Ufficio Nazionale di Statistica. L'economia risente di un "buono slancio e ha raggiunto una crescita stabile". A crescere, nelle voci del prodotto interno lordo cinese, sono soprattutto i dati delle vendite al dettaglio, che hanno registrato un aumento del 10,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a quota 17236,9 miliardi di yuan (2544 miliardi di dollari). In particolare, le vendite al dettaglio on line nei primi sei mesi dell'anno hanno registrato una crescita annua del 33,4%, a 3107,3 miliardi di yuan, (459 miliardi di dollari). L'inflazione per i primi sei mesi dell'anno è all'1,4%. Cresce anche il dato della produzione industriale delle grandi industrie cinesi che ha avuto un'espansione del 6,9%, contro un'espansione del 6,8% nel primo trimestre. Nel solo mese di giugno, la crescita della produzione industriale è stata del 7,6%. A sostenere il settore manifatturiero ci sono anche i dati della bilancia commerciale, diffusi già giovedì scorso e che vedono un aumento delle esportazioni nel primo semestre del 15% nel primo semestre 2017, secondo i dati in yuan, grazie anche a una ripresa della domanda da Stati Uniti e Unione Europea, mentre le importazioni sono cresciute del 25,7% su base annua, generando un surplus commerciale di 1278,2 miliardi di yuan, secondo i dati di Pechino.

Rallentano, invece, gli investimenti in asset permanenti, che sono cresciuti dell'8,6% nei primi sei mesi dell'anno, in calo dello 0,6% rispetto ai valori toccati nei primi tre mesi del 2017. I calcoli dell'Ufficio Nazionale di Statistica rivelano anche un sostenuto ritmo degli investimenti da parte dei gruppi statali, con una crescita del 12%, mentre quelli dei gruppi privati si sono fermati a un aumento del 7,2%. In lieve aumento su base annua, invece, il settore dei servizi, che ha registrato un aumento dell'8,3% nella prima metà dell'anno, in crescita dello 0,1% rispetto ai primi sei mesi del 2016. Nonostante il buon risultato del secondo trimestre, gli analisti avvertono comunque la possibilità di un rallentamento nella seconda parte dell'anno, soprattutto nel caso di una stretta alla concessione di prestiti per i mutui, anche se si tende a escludere uno spiccato calo dell'economia. Tra i fattori che preoccupano i dirigenti cinesi ci sono i rischi del sistema finanziario e l'eccesso di leva finanziaria specialmente tra le grandi imprese statali. I rischi di sistema sono stati evidenziati anche dallo stesso Ufficio Nazionale di Statistica, secondo cui la Cina deve essere consapevole che "ci sono molti fattori di instabilità e incertezza all'estero", mentre a livello interno permangono "contraddizioni strutturali di lungo termine".

 

17 LUGLIO 2017

 

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