Economia

Economia

Italia e Francia,potenziali
membri fondatori Aiib

Italia e Francia,potenziali<br /> membri fondatori Aiib


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 2 apr. - Italia e Francia sono state approvate come potenziali membri fondatori della Asian Investment Infrastructure Bank, la nuova banca di investimenti asiatica a guida cinese con un fondo iniziale di 50 miliardi di dollari. Lo ha reso noto il Ministero delle Finanze cinese. "La decisione è stata presa da tutti i membri esistenti dopo una discussione - spiega in un comunicato ripreso dall'agenzia Xinhua il Ministero delle Finanze - portando il numero totale dei membri fondatori a 33". L'ingresso di Francia e Italia arriva all'indomani dell'approvazione all'ingresso della Germania.

Il numero finale dei Paesi membri fondatori della nuova banca verrà svelato il 15 aprile prossimo, considerati i pareri di tutti i Paesi faccettati. I membri fondatori avranno diritto a ruoli di governance e operativi nel nuovo soggetto finanziario, mentre i Paesi che non hanno ancora presentato richiesta ufficiale di adesione - il termine era il 31 marzo scorso - avranno solo diritto di voto. La nuova banca di investimento asiatica (Aiib) dovrebbe nascere entro la fine dell'anno e avrà come scopo quello di sostenere lo sforzo infrastrutturale dei Paesi che sono percorsi dalla via della Seta marittima e logistica.

Ancora oggi sono giunte a Pechino richieste di adesione al nuovo organismo finanziario. Tra gli ultimi Paesi a presentare richiesta ci sono Israele, Norvegia, Portogallo e Islanda, che hanno presentato richiesta ieri. La Asian Infrastructure Investment Bank era nata uficialmente a Pechino nell'ottobre scorso, quando i rappresentanti di 21 Paesi avevano firmato alla Grande Sala del Popolo in piazza Tian'anmen, un memorandum d'intesa per la creazione del nuovo soggetto finanziario: tra i primi Paesi ad aderire c'erano molti dell'Asia centrale, come Kazakistan e Uzbekistan, e dell'Asia meridionale, tra cui Bangladesh, Sri Lanka, Nepal, Pakistan, Thailandia, Malaysia, Cambogia e Laos.

A non avere presentato richiesta sono, invece, Stati Uniti e Giappone, con i primi inizialmente molto critici nei confronti degli alleati europei, e soprattutto della Gran Bretagna, che hanno deciso nelle scorse settimane di aderire alla Aiib. I toni della polemica si sono raffreddati negli ultimi giorni, anche dopo che la nuova banca ha ottenuto riscontri positivi da parte del Fondo Monetario Internaizonale e dalla Asian Development Bank, con sede a Manila. La Cina ha rassicurato in più riprese nelle ultime settimane che il nuovo soggetto finanziario non sarà concorrenziale a organismi esistenti come la Banca Mondiale o la stessa Asian Development Bank, sottolineando, invece, il carattere "complementare" della nuova banca.

 

02 aprile 2015

 

@Riproduzione riservata

 


每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci