Economia

Economia

Infrastrutture e riforma
del fisco per la crescita

Infrastrutture e riforma <br />del fisco per la crescita


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@eastofnowest

 


Pechino, 9 set. - Pechino sfodera le armi per rispondere al rallentamento economico. Il Ministero delle Finanze cinese promette di rafforzare la politica fiscale, spendere più soldi per le infrastrutture e accelerare la riforma del fisco per ridare vigore alla crescita. Il governo, promette il Ministero diretto da Lou Jiwei, accelererà sulla realizzazione dei progetti più importanti e contemporaneamente ridurrà il carico fiscale per le piccole aziende, una realtà sempre più importante per la Cina, che ha contato nel secondo trimestre la nascita di 4,85 milioni di start-up, secondo i dati ufficiali presentati a luglio scorso. Previsti anche incentivi per attrarre investimenti privati nelle aree economiche su cui Pechino punta.

La possibilità dell'introduzione di nuove misure per sostenere la crescita ha spinto oggi al rialzo le piazze cinesi, che per il secondo giorno consecutivo hanno registrato segno positivo, ai valori più alti delle ultime tre settimane e tornando in territorio positivo dall'inizio dell'anno. Shanghai è cresciuta del 2,29%, finendo a 3243,09 punti, mentre Shenzhen ha chiuso in rialzo del 2,91%. Tra i risultati migliori di oggi ci sono quelli delle azioni dei gruppi statali cinesi, su cui si stanno concentrando gli sforzi del governo per varare la riforma delle imprese di Stato. Le nuove linee guida ancora in fase di elaborazione, secondo quanto scriveva ieri l'agenzia Bloomberg, prevedono la divisione dei gruppi in due categorie, divisi tra quelli che sono orientati al commercio e quelli che hanno vocazione no profit. Per le prime è prevista la vendita di parte delle proprie azioni a investitori privati, mentre la gestione delle seconde, in particolare quelle relative alla sicurezza nazionale, rimarrebbe nelle mani dello Stato.

A rassicurare gli animi degli investitori è poi intervenuto direttamente il primo ministro, Li Keiqnag. I rischi dell'economia cinese sarebbero sotto controllo, secondo le parole pronunciate oggi dal premier durante un incontro con i membri della comunità economica internazionale presenti a Dalian per il World Economic Forum di questi giorni focalizzato sulle economie emergenti. L'economia cinese procede al un ritmo "ragionevole", ha detto, e i rischi connessi al debito sono ridotti. La Cina ha messo in atto una serie di misure negli scorsi mesi come i cinque tagli dei tassi di interesse, a partire da novembre 2014 e i quattro tagli dei requisiti di riserva obbligatori delle banche per sostenere la crescita. Gli ultimi dati parlano però di un rallentamento molto più pronunciato del previsto, con il manifatturiero ai minimi degli ultimi sei anni e mezzo ad agosto e gli ultimi dati del commercio in calo di quasi il 10%, secondo le statistiche pubblicate ieri dal Ministero del Commercio cinese.

Il premier ha rassicurato la platea di leader presenti al forum sulla tenta dell'economia cinese anche su possibili ulteriori svalutazioni dello yuan - che ha escluso - e spiegando che la Cina non intende innescare guerra valutaria, che la danneggerebbe. Nell'economia cinese "rimangono difficoltà", ha spiegato, anche se la Cina rimane uno dei motori della crescita mondiale. Oltre al premier, al forum di Dalian, oggi, era presente anche Xu Shaoshi, il capo della principale agenzia di pianificazione economica del governo cinese, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme. Il maggiore problema è la sovrapproduzione industriale, ha spiegato Xu, che ha, però definito "sani" i fondamentali dell'economia cinese.  


09 SETTEMBRE 2015

 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci