Economia

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Inflazione al 3,2%,
ai livelli più alti da 10 mesi

di EugenioBuzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

 

Pechino, 11 mar. - L'inflazione tocca i livelli più alti degli ultimi 10 mesi a febbraio scorso, registrando quota 3,2%, al di sopra delle aspettative degli analisti che prevedevano un aumento al 3% per il mese scorso. A incidere sul dato finale sono stati soprattutto i prezzi dei generi alimentari, in crescita del 6% su base annua, in concomitanza con le feste per il capodanno lunare, caduto quest'anno il 10 febbraio scorso. I dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica registrano anche un tasso di crescita della produzione industriale per i primi due mesi del 2013 al 9,9%, il valore minimo da ottobre scorso, quando era cominciata la ripresa del Dragone. A registrare un'altra parziale battuta d'arresto sono poi le vendite al dettaglio, che nei primi sessanta giorni dell'anno hanno registrato il ritmo di crescita più lento dal 2004, con un aumento del 12,3% su base annuale.

 

A trainare la crescita economica sono ancora gli investimenti statali, che nei primi due mesi del 2013 sono cresciuti a un ritmo del 21.2% su base annua, ai valori più alti degli ultimi dodici mesi. I dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica, secondo gli analisti rimandano l'immagine di un'economia a un bivio, e di una ripresa ancora fragile. Per il prossimo futuro, gli analisti prevedono misure di politica monetaria per raffreddare i prezzi, prima che l'attività industriale e le vendite al dettaglio riprendano il vigore che avevano prima del rallentamento economico. I valori degli investimenti statali, della produzione industriale e il dato del Purchasing Managers' Index sulla performance del settore manifatturiero -pubblicato il 1 marzo scorso- mostrano un momento di parziale ripiegamento. Il PMI nel mese scorso, secondo i dati di HSBC, era calato a 50,4 dopo il livello record di gennaio, quando aveva raggiunto quota 52,3, destando perplessità tra gli osservatori sulla tenuta della ripresa cinese. A destare dubbi, infine, sono i dati sulle esportazioni, che a febbraio scorso erano aumentate del 21,8% rispetto allo stesso periodo del 2012, a quota 139,4 miliardi di dollari, mentre le importazioni erano scese del 15,2% a 124,1 miliardi di dollari, al livello più basso degli ultimi tredici mesi.

 

Dopo l'aumento nei dati relativi ai prestiti a gennaio scorso, gli analisti prevedono per il mese di febbraio un valore ancora alto, e politiche monetarie non restrittive. Per il 2013, la Banca Centrale prevede di erogare prestiti per 8500 miliardi di yuan, poco oltre i mille miliardi di euro, e una crescita del 13% nella massa monetaria M2, secondo quanto riportato dall'autorevole China Securities Journal, pubblicazione di attualità finanziaria dell'agenzia di stampa Xinhua. Infine, gli investimenti nel settore immobiliare -sotto osservazione per la possibilità dello scoppio di una bolla- sono cresciuti del 22,8% su base annua nei primi due mesi del 2013, spingendo i prezzi delle case e generando rumors su possibili misure restrittive da parte del governo per raffreddare il settore ampiamente surriscaldato. "Il governo cinese -spiega ai microfoni della Reuters Ren Xianfang, senior economist presso la società di consulenza IHS Global Insight di Pechino- è al guado tra una crescita più lenta e un'inflazione di nuovo alta. La sfida per il governo è rappresentata quest'anno dal contenimento della bolla e dall'allontanamento dei fattori di disturbo alla crescita economica".


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