Economia

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INFLAZIONE AL 3% NEL 2013, PREZZI SOTTO CONTROLLO

INFLAZIONE AL 3% NEL 2013, PREZZI SOTTO CONTROLLO


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 4 mar.- Il tasso di inflazione cinese salira' leggermente quest'anno fino al 3%, aumento dovuto in parte agli effetti del rallentamento. Tuttavia Pechino e' fiduciosa sulla sua capacita' di riuscire a tenere sotto controllo l'andamento dei prezzi. E' lo scenario tracciato all'apertura della Conferenza Consultiva Politica del Popolo dal vice governatore della Banca Centrale Yi Gang, secondo cui qualsiasi ipotesi di una stretta alle politiche monetarie e' improbabile.

 

Al contrario, un previsioni positive sull'inflazione potrebbero fornire ampio margine per Pechino per mantenere le sue politiche di sostegno alla crescita, dopo che l'economia ha raggiunto il tetto massimo del +7,8%, il tasso piu' basso dal 1999.

 

L'indice dei prezzi al consumo, dunque, ha garantito Yi Gang, tocchera' il 3,6%, contro il 2,6% dello scorso anno. "Nel 2013 dovremo affrontare qualche spinta inflattiva, ma in generale siamo assolutamente certi di riuscire a contenere i prezzi". Il vice governatore si e' poi rifiutato di commentare l'ipotesi di dirottare le politiche monetarie per frenare l'incremento dei prezzi dell'immobiliare.

 

A questo proposito, venerdi' il Consiglio di Stato ha emanato nuove direttive, spingendo le autorita' a limitare le attivita' speculative attraverso vari canali che includono la stretta attuazione del 20% di tasse sui guadagni provenienti dalle vendite immobiliari. Tuttavia alcuni analisti temono che le limitazioni sulle transazioni immobiliari possano rilanciare i prezzi delle case.

 

Quanto all'inflazione, sono in molti ad essere d'accordo con Yi Gang; e a tenere basso l'aumento del costo dei generi alimentari saranno sopratutto gli abbondanti raccolti di grano. Tuttavia, una minoranza non la pensa esattamente cosi', e' il caso ad esempio degli analisti di Standard Chartered Bank secondo cui l'indice dei prezzi al consumo crescera' nel quarto trimestre a causa di una bassa base di comparazione.

 

La stabilita' economica resta ad ogni modo la priorita' del Paese e della nuova classe dirigente guidata da Xi Jinping, attuale segretario del partito comunista cinese, e che tra pochi giorni l'Assemblea Nazionale del Popolo nominera' ufficilamente. E avrebbe proprio lo scopo di manterene stabile la crescita - riferiscono diverse fonti al South Chin Morning Post - la scelta di lasciare per un anno o due, il sessantacinquenne e ormai prossimo alla pensione Zhou Xiaochuan al timone della Banca centrale, l'uomo - sostengono in molti - che potrebbe aiutare a portare avanti profonde riforme finanziarie. Voci che, pero', Yi Gang si e' rifiutato di commentare.


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