Economia

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INFLAZIONE AL 2,6% AD AGOSTO, IN CALO DELLO 0,1%

INFLAZIONE AL 2,6% AD AGOSTO, IN CALO DELLO 0,1%


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 9 set. - E' al 2,6% l'inflazione in Cina nel mese di agosto, secondo i dati diffusi dall'Ufficio Nazionale di Statistica cinese, in calodello 0,1% rispetto al valore di luglio scorso. I prezzi alla produzione, invece, sono scesi all'1,6%, in calo rispetto al 2,3% registrato il mese precedente. Gli ultimi dati, in linea con le aspettative degli analisti mostrano un miglioramento dell'economia cinese dopo quattro trimestri con segnali contrastanti. Entrambi gli indici PMI per il settore manifatturiero e dei servizi sono stati positivi ad agosto, con una crescita anche nel sotto-indice degli ordini. Nuovi segnali di vitalità dell'economia arrivano anche dalle esportazioni, in crescita più del previsto il mese scorso, al 7,2%, mentre le importazioni  scendono al 7%, secondo i dati dell'Amminstrazione delle Dogane. Sul dato finale pesa soprattutto il calo nell'import di greggio, ai livelli più bassi degli ultimi sei mesi. A completare il quadro dei dati economici di oggi c'è poi l'aumento del 17,6% degli investimenti diretti esteri nel 2012, a quota 87,8 miliardi di dollari.

A rassicurare sulla tenuta del Dragone è ancora il primo ministro Li Keqiang, che dalle pagine del Financial Times ha scritto ieri di tutti i principali temi economici della Cina: l'espansione della domanda interna, l'urbanizzazione, i servizi, e il superamento del vecchio schema di investimenti. Nel lungo articolo, pubblicato a pochi giorni dall'apertura dei lavori del World Eocnomic Forum che si terrà nella città costiera di Dalian dall'11 al 13 settembre prossimo, il primo ministro cinese ha ribadito la sua fiducia negli obiettivi di crescita al 7,5% entro fine anno, e promesso riforme nei settori amministrativo, fiscale, finanziario e dei prezzi. Li ha più volte ribadito di fronte ai media cinesi nelle ultime settimane, che la Cina ha tutte le carte in regola per rispettare i propri obiettivi. "Le riforme sono la linea guida" da seguire, scrive Li sul quotidiano della city e devono esser messe in atto seguendo "un approccio olistico" che possa garantire la crescita. Per aumentare i consumi un ruolo chiave lo avranno le telecomunicazioni e il rilascio delle licenze per la banda ultra-larga 4G. Altri settori chiave sono quelli della protezione ambientale, dello sfruttamento delle risorse e dei progetti ferroviari che miglioreranno la situazione dei trasporti nelle aree centrali e occidentali, più trascurate dallo sviluppo. Li Keqiang ha poi fissato un limite minimo alla crescita, il 7,5% fissato a marzo scorso, e di un limite massimo dell'inflazione al 3,5%.

Li Keqiang ha poi parlato dell'importanza che riveste per la crescita il settore dei servizi, responsabile oggi del maggiore numero di posti di lavoro creati ogni anno nel Paese, e l'urbanizzazione, che porterà cento milioni di persone in più a vivere nella città cinesi nei prossimi anni. Il costo di questo processo è stato calcolato a fine luglio dell'Accademia di Scienze Sociali -il più importante think-tank di Pechino- in 650 miliardi di yuan all'anno, poco meno di ottanta miliardi di euro, una cifra pari al 5,5% delle entrate fiscali dello scorso anno. Il tema dell'urbanizzazione è stato al centro di un intervento di ieri dello stesso primo ministro cinese pubblicato dal quotidiano in lingua inglese China Daily, nel quale Li Keqiang in un incontro con dieci esperti, ha parlato di urbanizzazione "centrata sull'uomo", e quindi su fattori come la qualità della vita, dell'ambiente e sulla creazione di nuovi posti di lavoro.


 

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