Economia

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INFLAZIONE AL 2,4% A MARZO,
PRIORITA' PER LA BANCA CENTRALE

INFLAZIONE AL 2,4% A MARZO, <br />PRIORITA  PER LA BANCA CENTRALE


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 11 apr. - E' al 2,4% su base annua l'inflazione in Cina nel mese di marzo, in crescita rispetto al valore di febbraio scorso, quando il Consumer Price Index era al 2%. Principali responsabili delle crescita del dato sono i generi alimentari, con prezzi in aumento del 4,1%, secondo i calcoli dell'Ufficio Nazionale di Statistica. In aumento soprattutto frutta e verdura, rispettivamente del 17,3% e del 12,9%, mentre hanno registrato un calo le carni, in particolare quella di maiale, tra i generi alimentari più comuni nella dieta cinese, che è scesa del 6,7%, il mese scorso. In aumento dell'1,5% anche i prezzi di gas, luce e degli affitti. Nel 2013, l'inflazione ha toccato il 2,6%, lo stesso tasso di crescita raggiunto nel 2012.

 

L'aumento dell'inflazione è la principale preoccupazione della banca centrale cinese, come specificato oggi dal governatore della Banca Popolare Cinese, Zhou Xiaochuan, più importante anche della crescita, del tasso di impiego e della bilancia dei pagamenti. Dopo i toni rassicuranti di ieri del primo ministro Li Keqiang, sul futuro dell'economia cinese, ora è il turno di Zhou di rassicurare la Cina e gli investitori sulla tenuta della crescita. "Non dobbiamo mettere in atto politiche significative" ha spiegato il governatore della banca centrale, se la crescita si trova all'interno di un range che definisce "normale". Le parole di Zhou ricalcano il messaggio di Li all'apertura del forum di Boao, che aveva escluso interventi per stimolare la ripresa sul breve periodo, dopo che i dati dei primi tre mesi segnalavano un mercato in contrazione.

 

Nonostante l'aumento rispetto ai valori di febbraio, l'inflazione a marzo si mantiene all'interno delle aspettative del governo e degli analisti di Dow Jones Newwires, che l'avevano stimata al 2,5% per il mese scorso. In rialzo anche il Producer Price Index a marzo, al 2,3%, contro il 2% di febbraio, segnale di una domanda debole per gli analisti, con il rischio di deflazione all'orizzonte. I dati di inizio anno hanno segnato un momento di rallentamento della crescita economica, con l'indice del manifatturiero sempre sotto quota 50 e un crollo nelle importazioni e nelle esportazioni il mese scorso, contro un'aspettativa di crescita moderata. Settimana scorsa, il governo ha varato un pacchetto di stimoli all'economia che vedrà crescere le infrastrutture soprattutto nelle aree centrali e occidentali del Paese, e prolungherà gli sgravi fiscali alla piccola e micro impresa. In cantiere, poi, anche la costruzione di nuovi alloggi di edilizia popolare, per contrastare il degrado delle aree più arretrate e favorire l'urbanizzazione delle città di seconda e terza fascia.

 

Le incertezze di inizio anno non hanno condizionato eccessivamente i giudizi dei maggiori istituti internazionali, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, con la prima che ha lievemente rivisto al ribasso, dal 7,7% al 7,6% le prospettive di crecsita del Drago per quest'anno, e il secondo che ha confermato le attese di crescita per la Cina la 7,5% nel 2014. La ripresa è attesa per i mesi centrali dell'anno, secondo la Banca Mondiale, che oggi ha avvertito le economie emergenti a "mantenere i fondamentali in linea" per evitare le conseguenze del tapering della Federal Reserve. Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, ha però sottolineato che "le prospettive per le economie emergenti sono ancora molte positive".



11 aprile 2014

 

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