l'occasione dell'Italia" /> agiChina - "Il risveglio del consumatore",<br />l'occasione dell'Italia

Economia

Economia

"Il risveglio del consumatore",
l'occasione dell'Italia

 Il risveglio del consumatore ,<br />l occasione dell Italia


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 16 ott.- Quando il consumatore cinese si risveglierà - e il processo è già in atto - l'Italia, che oggi conta appena per il 2% dell'import della Cina, sarà lì, in prima linea, a coglierne tutte le opportunità. Ne è convinto il ministro plenipotenziario Andrea Perugini, Direttore Centrale per l'Asia Pacifico del ministero degli Esteri, intervenuto ieri alla tavola rotonda "Cina: il risveglio del consumatore". L'evento, organizzato presso l'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese di Roma nell'ambito del Festival della Diplomazia 2013, ha visto tra gli altri la partecipazione di Beniamino Quintieri, Presidente della Fondazione Manlio Masi - Osservatorio Nazionale per l'internazionalizzazione e gli scambi; Romeo Orlandi, Presidente del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia; Thomas Rosenthal, economista e responsabile relazioni esterne della Fondazione Italia-Cina; e Francesco Marcolini, Presidente di Zètema. Il convegno è stato diretto e moderato da Giovanni Cubeddu, Direttore Responsabile di Cinitalia, la rivista ufficiale di Radio Cina Internazionale.


Da fabbrica del mondo a Paese di consumatori, da un economia export-led a un modello qualitativo, da popolo rurale a urbano: la Cina è a un punto di svolta e l'Occidente, che quanto a consumi arranca dietro una crisi che ancora mostra i suoi strascichi, osserva il Drago con interesse, nella speranza che dopo decenni di esportazioni 'ricambi il favore'.


"Tra il 2000 e il 2012 – ha spiegato Perugini - il tasso di urbanizzazione e' cresciuto dell'1,3% su base annua. Oggi oltre il 50% della popolazione vive nelle città e la nuova leadership ha confermato la volontà di proseguire in questa direzione con un maxipiano di urbanizzazione, che dovrebbe portare oltre 300 milioni di persone dalle campagne alle città nei prossimi 15 anni".


Secondo le proiezioni di osservatori e analisti occidentali, entro il 2022 si calcola che più del 75% dei consumatori urbani cinesi possa disporre di un reddito annuo compreso tra i 9mila e i 34mila dollari, collocandosi a metà circa tra i livelli di reddito medio del Brasile e dell'Italia. E non bisogna sottovalutare  – ha continuato il Ministro – il ruolo della fascia emergente dei giovani consumatori, quelli nati della seconda metà degli anni 80, la maggior parte dei quali figli unici e quindi cresciuti in situazione di abbondanza. Si calcola siano 200 milioni di consumatori, pari al 15% dei consumi urbani.


Solo considerando il settore del luxury, le stime rilevano che negli ultimi quattro anni l'acquisto annuale di beni di lusso si sia attestato tra il 16% e il 20%. Entro il 2015, inoltre, una parte significativa della spesa globale di calzature, borse, orologi e gioielli e abbigliamento verrebbe coperto di consumatori cinesi.

Ed è qui che – secondo Beniamino Quintieri - si colloca l'Italia, nei consumi di fascia alta.  Pechino "ha avviato un processo di crescita domestica che dovrebbe sopperire al calo della domanda estera". Come? "Un  volume di Banca Italia sostiene che il numero di persone che entreranno nella income-class (30mila dollari annui) raddoppierà in medo di dieci anni. Ad oggi la fascia conta tra i 120 e i 130 milioni di persone destinate a toccare i 300 milioni entro il 2020".


"Se ci si chiede se quello che sta succedendo in Cina sia frutto di una decisione politica o meno la risposta e' sicuramente affermativa" sostiene Romeo Orlandi. "E' difficile che qualcosa avvenga senza il consenso politico. Il Paese da tempo sta cercando di uscire da una dimensione quantitativa per entrare in una qualitativa. E per far questo paradossalmente sta rinnegando sé stessa". La base del successo di questa crescita trainata dall'export e dagli investimenti stranieri è avviata verso il tramonto a favore del ruolo preponderante della domanda interna rispetto agli investimenti. "Se la Cina proseguisse con il modello quantitativo andrebbe incontro a dei problemi, primo fra tutti l'emergere di nuovi concorrenti a basso costo, risultato naturale dell'inerzia dell'andamento economico. Oggi il salario minimo di un cinese è di 170 dollari al mese contro i 37 dollari di un bengalese".


Ora, se le economie industrializzate sono in crisi di consumo, si chiede Orlandi, dove vanno le merci cinesi? La risposta è "restano in Cina". "L'aumento dei salari e il miglioramento del proprio assetto vanno in questa direzione. La leva fondamentale per cambiare l'assetto e' rappresentato dalle casse governative che custodiscono riserve per 3.500 miliardi di dollari. L'uso di queste riserve è oggi fonte di dibattito. La parte innovativa del Paese sostiene che bisogna riutilizzarle per migliorare il welfare, la sanità, il sistema pensionistico e aumentare il tenore di vita. In poche parole per ridare al popolo quello che e' stato frutto di sacrifici'. E in questo l'aumento di consumi e' fondamentale".


La storia insegna che c'è sempre una generazione che deve soffrire e ridurre i consumi, ma questa generazione in Cina è durata troppo a lungo. Sostiene Quintieri: "Il popolo cinese ha una propensione al risparmio che si attesta al  25%, la più alta di tutti i Paesi. Ciò è dovuto di sicuro a un fattore legato alla tradizione, ma anche alla necessità: in genere quando una popolazione si trova di fronte un sistema sanitario, di assistenza e pensionistico inefficace mette al mondo più figli, per trovare in casa quell'aiuto di cui ha bisogno. In Cina la politica del figlio unico lo proibisce ed ecco che alle persone non resta che risparmiare soldi per far fronte a qualsiasi evenienza". "I cinesi risparmiano per l'incertezza del domani" gli fa eco Rosenthal. "Il contributo dei consumi privati alla crescita del Pil sono scesi dal 46,2 al 36 ciò significa che i consumi privati sono scesi di importanza. Perche un contributo così basso? Oltre alla tendenza al risparmio bisogna considerare che i risparmi dei cinesi sono mal remunerati dal sistema bancario cinese ciò significa che i soldi in banca spesso sono a perdita".


Tornando alle riserve, se una parte dell'elite politica vuole investire sui consumi, l'altra - spiega Orlandi - "sostiene invece che bisogna utilizzare le riserve per continuare a comprare debito pubblico americano. Mantenendo vivo questo meccanismo per cui i risparmi dei cinesi vanno a finanziare il mercato americano".


Conclude Orlandi: "A mio avviso è probabile che si arriverà a una sorta di mediazione e che il Terzo Plenum mostrerà soluzioni innovative. Ma secondo me si tratta più di una   necessità che di una decisione perche la Cina ha rimandato per troppo tempo le riforme".


Alla nuova leadership spetta insomma il difficile compito di cambiare modello e stabilizzare la crescita. Per farlo punta soprattutto sull'urbanizzazione, "foriera di benessere" sostiene Quintieri.  "Entro il 2020 – spiega Rosenthal - la Cina conterà tra le 70 e le 100 città con più di un milione di abitanti. Mentre oltre 600 città si aggiungeranno alle attuali 40 di seconda, terza e quarta fascia. Il governo ha già in cantiere 36 milioni di nuove abitazioni. Ciò costituisce un'opportunità infinita per architetti italiani".


Tuttavia – osserva Perugini - l'urbanizzazione da sola non basta, tra le altre variabili stabilizzatrici: la politica industriale, lo sviluppo settore meccanico, internet e gli acquisti online, la capacità di promuovere l'aumento delle piccole e medie imprese in grado di garantire l'assunzione. E infine una più equa distribuzione della ricchezza. Oggi, ha confermato Rosenthal, "il coefficiente di Gini, che misura la forbice tra ricchi e poveri, è allo 0,47". La scala del Coefficiente di Gini va da 0 a 1, dove lo 0 rappresenta una condizione di perfetta uguaglianza in cui tutti hanno lo stesso reddito, mentre 1 è indice di massima disuguaglianza con una sola persona che detiene tutta la ricchezza. Si parla di disuguaglianza già tra 0.3 e 0.4.


E' nell'ottica di questo mutamento e di queste nuove prospettive – ha annunciato Perugini - che il governo italiano ha deciso di aprire un consolato a Chongqing che sarà attivo da 30 dicembre di quest'anno e che coprirà 200 milioni di persone in termini di circoscrizione consolare, ovvero 200 milioni di potenziali consumatori. In questo panorama l'Italia ha delle forti potenzialità di inserimento. "La Cina e' già il primo mercato globale di auto e per internet, dovrà costruire 170 nuovi sistemi di trasporto di massa, 5 miliardi di metri quadri di strade, e infine ospedali, infrastrutture e strade. Per tutti questi progetti il governo cinese ha previsto un investimento di 5mila miliardi di euro; appare inevitabile, dunque, il coinvolgimento delle aziende straniere e quindi italiane nei settori dell'urbanistica, delle tecnologie per l'edilizia sostenibile, per la gestione dei rifiuti, nei trasporti. Soprattutto se progetti attenti all'ambiente".


"Per il nostro sistema si presentano quindi enormi opportunità; fatte le dovute proporzioni in scala anche i nostri distretti e la valorizzazione del territorio costituiscono punti di forza. Abbiamo già avviato i rapporti istituzionali tra il governo italiano e quello cinese con cui si sta costruendo un dialogo strutturato" ha concluso il Ministro.

 

ALTRI ARTICOLI

 

I CENTO ANNI DI XI ZHONGXUN

PECHINO RIFIUTA ACCUSA DI GENOCIDIO PER HU JINTAO

ONG: MATTEL "LADRA DI SALARI" IN CINA


SEI ANNI DI CARCERE A JI ZHONGXING

 

CINA E ITALIA INSIEME CONTRO CRIMINALITA': INTERVISTA A EX MINISTRO GIUSTIZIA SEVERINO

 

PECHINO, AL VIA SETTIMANA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

 

EREDITA' POLITICA DI BO ANCORA VIVA A CHONGQING

 

UN QUARTIERE, UNA CITTA', UNA RAGAZZA

 

TIBET, CORTE SPAGNOLA RIAPRE CAUSA GENOCIDIO

 

FOXCONN AMMETTE: STUDENTI COSTRETTI A TURNI DI NOTTE

 

CINA E BCE,ACCORDO CURRENCY SWAP DA 45 MLD DI EURO

 

IN MANETTE PER 'RUMORS' GIORNALISTA D'INCHIESTA LIU HU

 

CASS, BANCHE OMBRA 40% DEL PIL CINESE

 

I CINESI DEVONO IMPARARE L'ARTE DI RASSICURARE: INTERVISTA A EDWARD LUTTWAK

 

LI KEQIANG: COOPERARE NEL MAR CINESE MERIDIONALE

 

OBAMA, SAREI DOVUTO ESSERE IN ASIA E A CINA NON SPIACE

 

BO XILAI, ACCETTATO RICORDO IN APPELLO

 

TIBET, ALMENO SESSANTA FERITI NEGLI SCONTRI CON POLIZIA

 

UCCISO FONDATORE PRIMO MONASTERO TIBETANO IN OCCIDENTE

 

L'AMANTE DEL TIBET:RICORDO DI ROBERT FORD

 

TAIWAN TEME INVASIONE CINESE ENTRO IL 2020

 

AL VIA ASIATICA, 77 FILM PER CONOSCERE IL 'DIVERSO'

 

XI JINPING, PIENA FIDUCIA NELL'ECONOMIA CINESE


BANCA MONDIALE: CINA IN LINEA CON GLI OBIETTIVI

CINA E TAIWAN A COLLOQUIO DURANTE IL VERTICE APEC

BLCU:STUDENTESSA ITALIANA MUORE DOPO CADUTA DA OTTAVO PIANO


CINA: NO ALLEANZE INDIGESTE

 

XI JINPING IN MALAYSIA TRA ACCORDI E DIPLOMAZIA
Obama cancella tour asiatico

 

'EFFETTO NOBEL' A GAOMI, BOOM DI TURISTI NEL PAESE DI MO YAN

 

PMI UFFICIALE SERVIZI AI LIVELLI PIU' ALTI DA SEI MESI

 

ITALIA IN CRISI DI GOVERNO: LA VISIONE DEI MEDIA CINESI

 

TURISMO: NO ALLO SHOPPING FORZATO, SI AL GALATEO

 

L'AFFARE SINO-TURCO CHE FA ARRABBIARE GLI USA

 

SEGNALI INQUIETANTI

 

BATTAGLIE LEGALI PER IL PADRE DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE

 

CHEN GUANGCHENG ENTRA IN THINK TANK AMERICANO

 

LE SETTE VITE DI ZHOU YONGKANG

 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci