Economia

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Guerra alle aziende 'zombie'
e nuove riforme strutturali

Guerra alle aziende  zombie <br /> e nuove riforme strutturali


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 4 dic. - La Cina promette guerra alle zombie companies, i gruppi statali improduttivi, e si prepara a nuove riforme strutturali per sostenere l'economia. E' il programma del primo ministro cinese, Li Keqiang, che ha parlato di fronte a una platea degli economisti cinesi, a pochi giorni dall'inizio dei lavori alla Central Economic Work Conference, prevista per la metà di dicembre. "Dobbiamo accelerare il processo di eliminazione delle industrie arretrate e delle zombie companies, aumentando la performance delle aziende e l'efficenza nello stanziamento delle risorse". Toni abbastanza duri da parte del premier -secondo le parole riprese dall'agenzia Xinhua - soprattutto rispetto alle ultime dichiarazioni sulle aziende di Stato improduttive di ottobre scorso, in cui Li Keqiang si era limitato ad affermare la necessità più complessiva della riforma delle imprese di Stato, uno dei punti più importanti delle riforme dell'economia cinese, inclusa anche nel prossimo piano quinquennale 2016-2020 che verrà varato a marzo prossimo.

Il meeting di metà dicembre è uno degli appuntamenti più importanti prima della fine dell'anno per la Cina, in cui i dirigenti del Partito Comunista Cinese si ritrovano per discutere gli obiettivi economici per l'anno successivo. La scorsa edizione della Central Economic Work Conference aveva stabilito la linea della "nuova normalità" della Cina che prevede un tasso di crescita ridotto rispetto al passato e una maggiore attenzione alla qualità della crescita. Le zombie companies sono uno dei maggiori problemi per la riforma delle imprese di Stato cinesi: i bond in scadenza entro fine anno dei gruppi statali improduttivi ammontano a 5570 miliardi di yuan, una cifra pari a circa 1250 miliardi di dollari, un valore che si è triplicato negli ultimi tre anni. Per molti analisti, l'unica soluzione nelle mani del governo è quella di abbandonare le zombie companies al loro destino, lasciandole fallire e lanciando un segnale forte sulla riforma delle imprese di Stato. I primi effetti della riforma delle imprese di Stato si sono già fatti sentire sui giganti statali del gas e del greggio: nei giorni scorsi, China National Petroleum Corporation, il più grande dei conglomerati dell'energia cinese, ha annunciato la vendita del 50% del proprio network di gasdotti che si stende dal Turkmenistan fino alla regione autonoma dello Xinjiang, passando per l'Asia centrale.

Durante il meeting, il premier cinese ha parlato, più in generale, anche dell'importanza dell'approfondimento delle riforme strutturali dell'economia. "Per assicurare un buon inizio al periodo di sviluppo 2016-2020 - ha dichiarato il premier - la Cina deve essere innovativa e stimolare la domanda" stimolando i consumi interni, uno dei punti principali della trasformazione economica del Paese nei prossimi anni. Il governo, ha dichiarato Li, continuerà a incoraggiare il mix di capitali pubblici e fondi statali per gli investimenti e ha sottolineato l'importanza dell'urbanizzazione, dell'ammodernamento del settore industriale e dei progetti a sostegno delle fasce più deboli. La lotta alla povertà è stata oggetto nei giorni scorsi delle parole del presidente cinese, Xi Jinping. L'eliminazione della povertà è anche uno dei progetti del nuovo piano quinquennale, che prevede un aumento del reddito per oltre settanta milioni di abitanti di alcune delle aree più arretrate del Paese entro il 2020.

 

04 DICEMBRE 2015

 

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