Economia

Economia

DEBITO CORPORATE CINA SUPERA QUELLO USA

DEBITO CORPORATE CINA SUPERA QUELLO USA


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest


Pechino, 17 giu. - Il debito contratto dalle società cinesi è più alto di quelle americane di oltre mille miliardi di dollari. Lo rivela uno studio condotto dall'agenzia di rating Standard & Poor's, secondo cui le imprese cinesi hanno un volume di prestiti di 14.200 miliardi di dollari (pari a 10470 miliardi di euro) contro un più contenuto debito di 13100 miliardi di dollari (9659 miliardi di euro) delle imprese americane. E le previsioni dell'agenzia di rating danno ancora in aumento la crescita dei prestiti che verranno contratti dalle imprese cinesi, fino a superare quota ventimila miliardi di dollari (14478 miliardi di euro) entro fine 2018, un terzo del totale mondiale per allora, contro i 14mila miliardi di dollari delle imprese americane.

 

Dal 2016, poi, il debito corporate delle società asiatiche è destinato a superare quello delle rivali europee e nord-americane e i bond diventeranno uno strumento sempre più importante per il rifinanziamento delle attività delle imprese: secondo le stime dell'agenzia di rating statunitense, aumenteranno del 3,5% rispetto ai volumi attuali, raggiungendo quota 3100 miliardi di dollari (2286 miliardi di euro). Il debito corporate delle aziende cinesi, rispetto alle autlime stime, relative a fine 2013, è già cresciuto di oltre duemila miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno, si attestava intorno ai dodicimila miliardi di dollari, una cifra pari al 120% del prodotto interno lordo cinese, che fa temere gli analisti per i rischi di insolvenza da parte dei grandi gruppi.

 

Da anni, la Cina sta tentando di adottare politiche per il contenimento del credito e di rimodellare contemporaneamente verso i consumi interni la propria economia, troppo spesso dipendente da onerosi investimenti infrastrutturali: a fare lievitare il debito dei grandi gruppi e delle aziende di Stato hanno contribuito soprattutto l'alto ammontare di liquidità delle banche degli scorsi anni e le spese in conto capitale dei grandi conglomerati statali. "La combinazione di indeboliti profili finanziari, di una crescita economica più lenta, di un più stretto accesso al credito e di alti tassi di interesse - scrive S&P nel suo rapporto - hanno posto difficoltà significative alle richieste di prestiti corporate, soprattutto nei confronti delle piccole e medie aziende". Il pericolo evidenziato dall'agenzia di rating è quello del contagio. "Qualsiasi significativa inversione di tendenza per il settore corporate cinese - spiega S&P - può velocemente contagiare altri Paesi".

 

Solo negli ultimi mesi, il governo cinese ha dato segnali di un cambiamento nell'atteggiamento verso i debiti delle società, tollerando maggiormente rispetto al passato il default di alcuni gruppi, come successo a marzo scorso con il primo fallimento di un corporate bond, quello del gruppo Chaori Solar, attivo nell'energia solare. Per evitare la bancarotta, il governo ha poi incoraggiato in alcuni settori, come quelli che soffrono di sovrapproduzione, le fusioni e le acquisizioni, e molte aziende a rischio di default hanno cominciato a vendere asset per evitare di finire sul lastrico e provocare un effetto domino con forti conseguenze a livello sociale.

 

A subire maggiormente il rischio di default nell'analisi di S&P saranno soprattutto il settore immobiliare e il comparto delle acciaierie. Quest'ultimo è uno dei settori maggiormente presi di mira dal governo anche nella lotta all'inquinamento per l'alto tasso di gas serra emesso dagli impianti che si concentrano soprattutto nell'area attorno alla capitale cinese e per il quale le autorità cinesi prevedono un forte ridimensionamento nei prossimi anni.


17 giugno 2014

 

@ Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci