Economia

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DAVOS: OCCHI PUNTATI SULLA CINA
Vice presidente Li "siamo sulla strada giusta"

DAVOS: OCCHI PUNTATI SULLA CINA<br />Vice presidente Li  siamo sulla strada giusta


(Agi) Davos, 22 gen. - La questione migranti, l'andamento dei mercati alla luce delle parole di Mario Draghi e anche la Cina sono stati tra gli argomenti di dibattito piu' importanti al World Economic Forum, in corso nel resort svizzero e che proseguiranno anche oggi. E' stato il vice presidente Li a rassicurare il gotha della finanza e dell'economia globali sul fatto che il Paese "e' sulla strada giusta" per agganciare la crescita in forma spedita. Il Pil nel 2015 e' cresciuto del 6,9%, in rallentamento certo, ma i consumi contano il 66% del Pil (piu' degli investimenti) e il processo di riforme e di innovazione e' bene avviato dalle nuove generazioni.

 

La Cina, ha spiegato Li, e' entrata in una "normale" fase di stabilita' piuttosto che di crescita rapida. "Nonostante la volatilita' dei mercati finanziari globali, la Cina ha raggiunto una crescita del Pil di 500 miliardi di dollari, che e' comunque la piu' alta del mondo", ha ricordato Li. Il vicepresidente ha fatto presente che la Cina continuera' nel suo cammino delle riforme e a incoraggiare l'innovazione, forte del fatto che il settore high-tech e' salito del 2,2%. "Ogni singolo giorno dello scorso anno, piu' di 12 mila nuove societa' sono nate in Cina e nel futuro il governo cinese fara' il possibile per permettere loro di sfruttare al meglio le nuove tecnologie".

 

Sul tavolo dell'agenda dei lavori, anche la gestione del flusso di rifugiati, alla luce della promessa della Commissione Europea di una soluzione legislativa per marzo, che superi il regolamento di Dublino, togliendo la responsabilita' delle richieste d'asilo ai soli Paesi d'arrivo. Tema affrontato anche dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni, in una serie di incontri bilaterali che ha avuto a margine delle sessioni di lavoro, e che sara' argomento di dibattito anche nei prossimi giorni. Grande attesa, oggi, per l'intervento di Mario Draghi alla luce del pronunciamento di oggi al direttivo. Il numero uno dell'Eurotower parlera' domani sulle prospettive dell'Eurozona.  

 

Li: più sorveglianza sui mercati, possibili nuovi interventi

 

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 21 gen. - La Cina promette maggiore sorveglianza contro gli speculatori sul mercato azionario. Da Davos, dove prende parte al World Economic Forum in corso in questi giorni, il vice presidente cinese, Li Yuanchao, ha parlato della crisi delle Borse cinesi che da mesi destano grattacapi alle piazze internazionali. Il mercato azionario di Shanghai “non è ancora maturo”, ha spiegato Li ai microfoni dell’agenzia Bloomberg, e ha promesso che “il governo tutelerà gli interessi della maggiore parte delle persone e degli investitori”.

 

La crisi dei mercati cinesi, cominciata la scorsa estate, si è protratta anche nelle ultime settimane, con i forti crolli che hanno portato l’indice Composite della Borsa di Shanghai a perdere oltre il 15% del suo valore dall’inizio del 2016, nonostante le iniezioni di liquidità della People’s Bank of China nel sistema finanziario. “Da un lato dobbiamo rendere il mercato azionario più dinamico - ha poi continuato Li - ma dall’altra dobbiamo rafforzare la regolamentazione”.

 

Li Yuanchao è a capo della delegazione cinese, che comprende anche altre autorità: Li è un membro del Politburo del Partito Comunista Cinese, il vertice del potere allargato a 25 membri che si trova gerarchicamente un gradino sotto il vertice decisionale del Comitato Permanente dove siedono il presidente, Xi Jinping, e il primo ministro, Li Keqiang.

 

Durante l’intervista era presente anche Fang Xinghai, vice presidente della Consob cinese, la China Securities Regulatory Commission, che ha voluto chiarire la natura degli interventi del governo sul mercato azionario della scorsa estate, spiegando che non si è trattato di manovre per sostenere il prezzo delle azioni, ma per immettere liquidità nel mercato. Il governo, ha poi concluso Fang, è pronto a intervenire ancora nel caso in cui i problemi di liquidità siano “abbastanza gravi” e possano condurre a "rischi di sistema”.

 

22 GENNAIO 2016

 

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