Economia

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CRESCITA AL 7% NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2015
Dati Pil spingono mercati asiatici, ma Shanghai negativa

CRESCITA AL 7% NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2015<br />
Dati Pil spingono mercati asiatici, ma Shanghai negativa


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 15 lug. - Cresce del 7% la Cina nel secondo trimestre  del 2015, poco al di sopra delle aspettative degli analisti che  prevedevano una crescita compresa tra il 6,8% e il 6,9% nel periodo  compreso tra aprile e giugno scorsi. Il dato di oggi è in linea con il  risultato dei primi tre mesi dell'anno e porta la crescita della  seconda  economia del pianeta al 7% nella prima metà del 2015. Tra i cali più  significativi c'è quello del settore immobiliare, in crescita del 4,6%  nel periodo compreso tra gennaio e giugno, a quota 4400 miliardi di  yuan, 708,8 miliardi di dollari, ma in rallentamento del 4,9% rispetto  al dato complessivo del primo trimestre. Flessione significativa anche  per gli investimenti a lungo termine, che tra gennaio e giugno hanno  registrato un aumento su base annua dell'11,4%, in calo del 2,1%  rispetto al dato dei primi tre mesi del 2015. Dati commerciali in calo  del 6,9% nei primi sei mesi dell'anno, trainati al ribasso dalla caduta  delle importazioni (-15,5%) mentre le esportazioni sono cresciute dello  0,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A fine giugno, il  saldo della bilancia commerciale rimane in attivo di circa 260 miliardi  di dollari (1612,8 miliardi di yuan).

  La Cina rimane a rischio deflazione nei primi sei mesi dell'anno, con  l'indice dei prezzi al consumo che si attesta all'1,3%. Tra gli aumenti  più significativi nei primi sei mesi dell'anno ci sono quelli  dell'abbigliamento, in crescita del 2,9%, e dei generi alimentari, in  aumento del 2%, trainati dalla carne di maiale (+2,4%) e dalle verdure  (+4,6%). Di poco inferiore al risultato dei primi tre mesi dell'anno il  dato delle vendite al dettaglio, che hanno registrato un aumento del  10,4% a 14160 miliardi di yuan, pari a 2320 miliardi di dollari, lo  0,2%  in meno del periodo compreso tra gennaio e marzo. Nel totale, un ruolo  sempre più importante lo ha il settore dell'e-commerce: le vendite on  line hanno raggiunto quota 1646 miliardi di yuan (265 miliardi di  dollari), registrando una crescita su base annua del 39,1%. In aumento  del 9% il reddito disponibile a livello nazionale, anche se resta forte  lo squilibrio tra chi vive in città e chi risiede nelle aree rurali,  con un rapporto di circa tre a uno in favore dei primi. Sono 174  milioni  i lavoratori migranti, in crescita dello 0,1% rispetto allo stesso  periodo dello scorso anno.

  I dati del secondo trimestre mostrano una stabilizzazione  dell'economia, secondo quanto riportato a commento dei dati  dall'Ufficio  Nazionale di Statistica cinese, anche se gli analisti si attendono  nuove  misure a sostegno della crescita, dopo che il secondo trimestre si è  chiuso con lo scoppio della bolla dei mercati azionari, che in poche  settimane ha vaporizzato circa tremila miliardi di dollari, un terzo  del  capitale della Borsa di Shanghai. La pubblicazione del dato della  crescita nel secondo trimestre al di sopra delle aspettative non ha  spinto al rialzo le piazze cinesi che a metà mattina viaggiavano in  ribasso di oltre il 3% dopo un'apertura contrastata, con Shanghai in  ribasso dell'1,26% e Shenzhen a +0,43% a inizio seduta. "In linea  generale, i maggiori indicatori del secondo trimestre mostrano che la  crescita si è stabilizzata ed è pronta a ripartire, l'economia si è  sviluppata con cambiamenti positivi e la vitalità dello sviluppo si è  rafforzata", spiega in una nota a commento dei dati l'Ufficio Nazionale  di Statistica, anche se la stabilità della crescita cinese "deve essere  ulteriormente consolidata". Tra gli ostacoli alla crescita vengono  segnalati i rischi connessi alle condizioni "ancora complicate" di  condizioni economiche interne ed esterne e la "lenta e tortuosa" ripresa economica globale.

 

Dati Pil spingono mercati asiatici, ma Shanghai negativa

I dati del prodotto interno lordo cinese, superiori alle aspettative degli analisti, con segnali di stabilizzazione nella crescita, hanno spinto al rialzo le piazze asiatiche nella giornata di oggi, tutte positive. Poco sopra lo zero Tokyo e Seul: il Nikkei guadagna a fine giornata lo 0,4%, mentre l'indice Kospi segna un aumento dello 0,7%. In rialzo anche i mercati del sud-est asiatico, mentre Sydney realizza un aumento dell'1,1%. "Ci sono buone ragioni per pensare che le ultime statistiche rispecchino una genuina stabilizzazione delle condizioni sul campo", e' stato il commento degli analisti di Capital Economics, alla pubblicazione dei dati compilati dall'Ufficio Nazionale di Statistica cinese, preceduti, nei giorni da polemiche sull'attendibilita' dei dati. L'istituto che si occupa dei rilevamenti statistici per la Cina ha smentito oggi seccamente le critiche sull'attendibilita' dei risultati d'esercizio del secondo trimestre, parlando di "ricerca diligente" che "descrivono oggettivamente la situazione" dell'economia cinese che "deve essere ulteriormente consolidata". Secondo gli ultimi rilevamenti, tra i segnali di stabilizzazione ci sono, a giugno scorso, l'accelerazione sia delle vendite al dettaglio che della produzione industriale. "I numeri del pil cinese sono molto buoni - ha commentato a caldo ai microfoni della Bloomberg, Bernard Aw strategist di IG Asia a Singapore - I risultati al di sopra delle aspettative suggeriscono che Pechino possa togliere il piede da maggiori misure di stimolo per il momento: Questo avra' effetto anche sul sentiment dei mercati". Il giudizio positivo sugli ultimi dati da parte degli analisti non ha pero' inciso sulle Borse cinesi. Negative entrambe le piazze del Drago, con l'indice Composite di Shanghai in calo del 3,03% in chiusura, e Shenzhen che registra un calo del 4,68% a fine seduta. Le attenzioni sono ora concentrate sulla relazione al Congresso americano delle prossime ore del governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, che parlera' delle prospettive dell'economia americana. L'attenzione degli analisti e' rivolta soprattutto a possibili richiami all'accordo sul debito greco e al crollo delle borse cinesi delle scorse settimane.

 

 

15 LUGLIO 2015

 

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