Economia

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CINA PRONTA A SORPASSO USA,
PRIMA ECONOMIA MONDO GIA' NEL 2014

CINA PRONTA A SORPASSO USA,<br />PRIMA ECONOMIA MONDO GIA  NEL 2014


a cura di Alessandra Spalletta

Twitter@ASpalletta

 

Roma, 30 apr. - Gli Stati Uniti stanno per perdere il loro primato di economia mondiale e si apprestano a cedere il passo alla Cina. Il sorpasso avverrà prima del previsto 2019, forse già quest'anno.

 

E' quanto emerge da uno studio dell'International Comparison Programme della Banca Mondiale che sarà diffuso oggi e che il Financial Times riporta in prima pagina.

 

Gli Stati Uniti detenevano il primato dal 1872 quando lo sottrassero alla Gran Bretagna. E' la prima volta che lo studio viene aggiornato dal 2005, anno in cui l'economia cinese era circa la metà di quella statunitense, rappresentando solo il 43% del totale Usa. Nel 2011 è arrivata all'87% del Pil Usa, non solo per la crescita più veloce, ma anche grazie a una modifica delle metodologia di calcolo che è ora basata sulla parità dei poteri di acquisto. Il rapporto sostiene che nel 2011 gli Stati Uniti "rimanevano la prima economia mondiale ma erano seguiti da vicino dalla Cina". Basandosi anche sui dati del Fondo Monetario Internazionale che stima una crescita dell'economia cinese del 24% tra il 2011 e il 2014 a fronte del +7,6% di quella Usa, il Financial Times conclude che è probabile che la Cina superi gli Stati Uniti già quest'anno.

 

Ma prevale tra gli economisti la prudenza.  “Il sorpasso della Cina come prima economia mondiale a danno degli Stati Uniti, anche se avvenisse prima del 2019, in realtà è soltanto una formalità statistica che gonfierà d’orgoglio i cittadini cinesi, ma non riempirà in modo equivalente le loro tasche" scandisce Michele Geraci, a capo del China Program del Global Policy Institute della London Metropolitan University e docente di finanza presso la Nottingham University Business School China e la Zhejiang University.

 

La vischiosità statistica modera l'entusiasmo del professore di affari internazionali della Cina all'università della California Barry Naughton: "E’ una notizia importante che indica come l’economia cinese si stia mettendo al passo con quella statunitense a livello aggregato, ma il metodo di calcolo utilizzato è notoriamente difficile e non molto accurato", ha spiegato Naughton ad AgiChina. "I precedenti calcoli della parità di potere d’acquisto davano diversi grattacapi, e fu necessario revisionarli: il fatto che una revisione statistica diventi notizia di prima pagina sulla stampa ci dice quando fossero grandi i problemi con la versione precedente. Gli specialisti avranno bisogno di tempo per approfondire i nuovi metodi statistici e capire se effettivamente siano migliori di quelli vecchi".

 

Anche mettendo da parte i dubbi statistici, "la Cina, prima o seconda economia mondiale che sia, ha un reddito pro-capite che la pone al 110° posto nella classifica mondiale: ovvero tra i più poveri al mondo", ha aggiunto Geraci interpellato da AgiChina. " E’ chiaro che – almeno da un punto di vista strettamente economico - un individuo preferirebbe essere cittadino del Lussemburgo (che ha un reddito pro-capite di 70 mila dollari annui), anche se l’economia lussemburghese risulta la settantesima al mondo".

 

La portata del sorpasso annunciato dalla Banca Mondiale appare ridimensionata anche agli occhi dell'analista e scrittore inglese Jonathan Fenby, che riferisce ad AgiChina: "Questo è un risultato che in termini di potere d’acquisto non è sorprendente, anche se arriva in anticipo rispetto alle previsioni. La dimensione assoluta dell’economia non è importante come la qualità del Pil, e la Cina ha ancora un sistema trainato dalla produzione, con grandi numeri in settori come quello dell’acciaio dove persiste la sovrapproduzione. Il sorpasso dell’economia cinese sugli Usa è quindi una notizia moderatamente epocale".

 

Epocale fu un invece il sorpasso effettuato dagli Stati Uniti alla fine del diciannovesimo secolo a danno dell’Inghilterra, allora prima economia mondiale, "perché è coinciso all'incirca con il sorpasso anche del reddito pro-capite" spiega ancora Geraci "gli americani diventarono, in media, più ricchi degli inglesi. Invece i cinesi dovranno aspettare altri cento anno, o forse mai, prima di divenire più ricchi degli americani".


Ma guardando le tabelle del rapporto Icp, l'intera classifica mondiale ne esce rivoluzionata. L'India sale dal decimo al terzo posto con un economia che rappresentava quasi il 19% del Pil Usa nel 2005 e raggiunge il 37,1% nel 2011. Russia, Brasile, Indonesia e Messico rientrano nei primi 12 mentre gli alti costi e la minore crescita allontanano ulteriormente Regno Unito e Giappone dagli Usa rispetto al 2005. La Germania migliora leggermente la sua posizione rispetto al colosso americano passando dal 20,3% del Pil Usa al 21,6% mentre l'Italia rimane stabile (13,2% nel 2011). I paesi più ricchi continuano a rappresentare il 50% del Pil globale pur rappresentando solo il 17% della popolazione. Confrontando il costo della vita nei differenti Paesi, il rapporto sottolinea inoltre che i quattro Stati in cui è più costoso vivere sono Svizzera, Norvegia, Bermuda e Australia mentre i Paesi piu' economici sono Egitto, Pakistan, Myanmar ed Etiopia.

 

30 aprile 2014


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