Economia

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CINA PROMETTE ALLARGAMENTO SETTORI
APERTI A INVESTIMENTI STRANIERI

CINA PROMETTE ALLARGAMENTO SETTORI <br />APERTI A INVESTIMENTI STRANIERI


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

 Pechino, 5 nov. - Più della metà dei settori che subiscono forti restrizioni o sono ancora interdetti agli investimenti stranieri saranno aperti agli investitori internazionali. Lo ha annunciato la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, l'agenzia di pianificazione economica del governo cinese, che nella nuova bozza di legge pubblicata sul proprio sito web ha diminuito da 79 a 35 il numero dei settori industriali che subiranno restrizioni al capitale straniero. I tempi di approvazione della proposta di legge sono brevi e si attende il si definitivo entro la fine del 2014.

 

Diversi i settori interessati alla manovra: dall'acciaio alla raffinazione, passando per l'elettronica per l'automotive, il trasporto transoceanico e l'e-commerce. "La nuova versione del catalogo faciliterà ulteriormente gli investimenti stranieri - ha dichiarato alla stampa cinese Wang Dong, vice direttore generale del Dipartimento per il capitale straniero e gli investimenti esteri della Commissione - e mostra il nostro forte impegno ad aprire e ottimizzare l'ambiente per gli investitori stranieri".

 

Oltre ai settori che verranno aperti, l'agenzia del governo cinese prevede anche un taglio, sempre entro fine anno, dei settori in cui la partecipazione straniera è prevista solo tramite joint-venture, da 43 passeranno a undici, mentre quelli che richiedono una maggioranza di investimenti cinesi saranno dimezzati, passando da 44 a 22. Ai settori che sono stati depennati dalla lista degli inaccessibili al capitale straniero se ne sono aggiunti altri, che entrano, invece, farne parte, o rimangono interdetti all'ingresso di capitale straniero: tra questi, ci sono gli omg, il settore dei tabacchi, le case d'asta e il settore dell'antiquariato.

 

La decisione di rimuovere le restrizioni agli investimenti stranieri in alcuni settori industriali arriva all'inizio del vertice Apec, che si tiene in questi giorni a Pechino, e che nei primi giorni della prossima settimana ospiterà i leader stranieri in visita nella capitale cinese. Un accordo nel settore degli investimenti sembra però lontano in queste ore: il 27 ottobre scorso, il ministro del Commercio australiano, Andrew Robb, aveva annunciato che dopo anni di discussioni stava prendendo forma il Trans-Pacific Partnership (TPP), l'accordo commerciale tra dodici nazioni della regione Asia-Pacifico, tra cui gli Stati Uniti, che contano, da sole, per circa il 40% dell'economia mondiale. Il TPP è stato fino a qualche tempo fa, fortemente avversato dalla Cina, che sarebbe esclusa dall'accordo: lo scorso anno, lo stesso presidente cinese Xi Jinping si era espresso in maniera negativa, paragonandolo a una "ciotola di spaghetti", che corre il rischio di ingarbugliare le relazioni nella regione e un tentativo degli Usa di dominare l'economia nel quadrante Asia-Pacifico. L'atteggiamento, nel frattempo, è mutato: il mese scorso, il vice ministro delle Finanze, Zhu Guangyao, aveva espresso un giudizio di parziale apertura all'ingresso della Cina nel TPP, anche se aveva precisato che non è ancora stato raggiunto un consenso riguardo ad alcuni punti dell'accordo, oggi sempre più vicino, e che allo stato attuale delle negoziazioni vedrebbe esclusa la Cina.

 

Il governo cinese intende incoraggiare gli investimenti nel Paese. Il totale degli investimenti diretti esteri (FDI) in Cina ha subito un calo nei primi nove mesi dell'anno dell'1,4% rispetto ai primi tre trimestri del 2013, a quota 87,4 miliardi di dollari, con un forte calo nei mesi di luglio e agosto di rispettivamente il 14% e il 17%. Alla fine del 2013, gli FDI in Cina avevano toccato il record dei 118 miliardi di dollari, contando per l'1,31% del prodotto interno lordo. La Cina ha compilato per la prima volta nel 1995 una lista di settori industriali aperti o meno agli investimenti stranieri, e da allora il catalogo è stato più volte ritoccato. Oltre ai settori in cui la Cina vieta gli investimenti stranieri, ci sono altre industrie in cui Pechino incoraggia gli investimenti stranieri: l'apertura di vaste aree dell'economia agli investimenti stranieri e privati era parte delle decisioni prese durante il terzo plenum dello scorso anno, in cui i leader cinesi avevano preparato un'agenda di riforma che comprendeva un ruolo maggiore del mercato e dei consumi interni nell'economia nazionale.

 

05 novembre 2014

 

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