Economia

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CINA ABBANDONA AUTO-SUFFICIENZA PRODUZIONE GRANO

CINA ABBANDONA AUTO-SUFFICIENZA PRODUZIONE GRANO


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 12 feb. - La Cina rinuncia all'autosufficienza nella produzione di grano e cereali. Entro il 2020, scrive il Financial Times, le nuove linee guida emesse dal Consiglio di Stato prevedono che la produzione cinese dei prodotti alimentari di base si terrà molto al di sotto della domanda interna: il volume scenderà a 550 milioni di tonnellate, contro i poco più che 600 milioni del 2013 "ponendo enfasi sulla quantità di cibo - spiega il documento del governo - e maggiore attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare". La diminuzione della produzione di cereali tradizionalmente considerati alla base della dieta cinese certifica un cambiamento delle abitudini alimentari del Drago, e le linee guida del governo danno più spazio alla produzione di frutta, verdura e carne, che richiedono superfici meno estese per la coltivazione, il cui consumo è molto cresciuto sulle tavole delle famiglie cinesi. Il cambiamento era atteso da tempo, secondo gli esperti, ma il sigillo del Consiglio di Stato certifica l'abbandono, almeno sulla carta, della politica autosufficienza nella produzione di grano e cereali, in vigore dai tempi di Mao.

 

"Finora la Cina aveva una politica di autosufficienza nei cereali - spiega ad AgiChina24 Eckart Woertz, senior researcher presso il Barcelona Centre for International Affairs, e autore del saggio "Oil for Food" - le strategie agricole di outsourcing si erano focalizzate solo sull'input al settore industriale, come nei casi della gomma, e del cotone e di altri prodotti, come i semi di soia, dal Brasile". Woertz, esperto di food security a livello globale, definisce la decisione del governo di importare volumi maggiori di cereali di base per il consumo umano come "un importante cambio di linea", che potrebbe avere tra le sue conseguenze anche quella di "sostenere i prezzi delle commodities alimentari a livello globale". Mantenere gli attuali ritmi di produzione è riconosciuto come un problema anche dagli esperti cinesi, come Wang Jimin, che al quotidiano della city spiega che lo slittamento nelle quote potrebbe tradursi in un minore apporto di mais e soia, a favore di altri cereali, come il riso.

 

Le conseguenze di questa scelta per la Cina potrebbero essere positive sul lungo periodo, anche se da soli non serviranno a cancellare i maggiori fattori di rischio per la produzione agricola. "L'agricoltura cinese - continua Woertz - ha già vissuto significativi incrementi della produttività negli scorsi due decenni, il cambiamento di linea potrebbe estendere questo processo, che è comunque minacciata dal degrado ambientale e dalla carenza d'acqua in alcune aree del Paese". Proprio la carenza d'acqua è uno dei temi più dibattuti in Cina negli ultimi mesi, anche a livello energetico: il 97% dell'elettricità prodotta in Cina si serve dell'oro blu, e le grandi miniere di carbone del Paese ne fanno un uso intensivo, senza contare che una gran parte delle risorse energetiche del Dragone si trovano in area che già soffrono di carenza d'acqua.

 

I due fattori che hanno maggiormente dettato il cambio di rotta del governo sono stati la scarsità delle risorse e le abitudini alimentari relativamente nuove che si sono diffuse negli ultimi decenni. La dieta più ricca, ma non sempre più variegata, dei cinesi rimane un problema sia a livello di produzione che di consumo, con un aumento della popolazione in sovrappeso e un progressivo aumento della carne nella dieta dei cinesi sempre più difficile da sostenere al ritmo attuale di consumo delle risorse. Proprio le variazioni di prezzo della carne di maiale rappresentano una delle voci principali nel calcolo dell'inflazione. "D'altra parte - conclude Woertz - un alto livello di autosufficienza rimarrà un obiettivo strategico. Nutrire un Paese grazie alle importazioni di generi alimentari può essere un'opzione per gli Stati più piccoli del Golfo, persino per l'Arabia Saudita, ma non per la Cina, che ha 1,3 miliardi di abitanti".

 

12 febbraio 2014

 

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