Economia

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Capo 'consob' cinese
pronto a dimissioni

Capo  consob  cinese<br />pronto a dimissioni


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 18 gen. - Xiao Gang, il capo della China Securities Regulatory Commission, la “Consob” cinese, sarebbe pronto alle dimissioni. Secondo fonti legate alle elite politiche di Pechino e al settore finanziario che hanno parlato in queste ore con l’agenzia Reuters, a fare capitolare il capo della commissione di vigilanza sui listini cinesi sarebbe stata l’invenzione del circuit breaker, il sistema di interruzione dei mercati nel caso di eccessivi rialzi o ribassi delle azioni. Il fallimento del sistema, durato appena quattro giorni, dal 4 al 7 gennaio scorsi, ha provocato il crollo delle Borse cinesi, generando l’effetto contrario rispetto a quello per cui era nato, ovvero impedire il crollo del prezzo delle azioni nel corso della seduta, come avvenuto già l’estate scorsa. I pesantissimi ribassi della prima settimana di gennaio avevano fatto temere trader e analisti per lo stato di salute dell’economia cinese e, in una riunione di emergenza, la Csrc aveva deciso di sospendere il meccanismo, citando apertamente il fatto che “gli effetti negativi sono superiori a quelli positivi”.

Sabato scorso, Xiao Gang aveva fatto anche pubblica ammenda riguardo ai crolli di inizio anno. Il banchiere cinese ha detto che le turbolenze che hanno portato la  Borsa di Shanghai a perdere circa il 17% del proprio valore nella prima metà di gennaio erano dovute a “difetti nella supervisione” del mercato azionario e che le “abnormi fluttuazioni” dei listini hanno svelato tutti del pecche del sistema, come l’impreparazione degli operatori e l’immaturità dei mercati. Nei giorni scorsi, Xiao, sarebbe poi andato incontro a pesanti critiche da parte dei dirigenti del Partito Comunista Cinese per la gestione della crisi dei mercati. Tutt’altro che supponente sul proprio ruolo, Xiao, una volta avrebbe anche affermato che l’unica cosa buona fatta durante la sua vita sarebbe stato sposare sua moglie. Al di là della battuta, Xiao aveva fama fino a pochi mesi fa di grande banchiere, ma il fallimento della sua supervisione delle Borse cinesi era apparso chiaro agli occhi del governo già a luglio scorso, dopo il primo profondo rosso di Shanghai e Shenzhen che in tre settimane aveva bruciato circa quattromila miliardi di dollari. Xiao è stato tra i primi indiziati per i crolli estivi.

La colpa non sarebbe stata interamente sua, ma condivisa con gli uomini che lavoravano con lui, dipinti in quei giorni come giovani inesperti che non si erano accorti di una bolla speculativa gigantesca, che in un anno aveva gonfiato la piazza di Shanghai fino a oltre il 150% del proprio valore, prima del crollo. La Csrc era stata tra i primi obiettivi delle autorità: alcuni ispettori del Ministero di Pubblica Sicurezza cinese avevano visitato gli uffici della Commissione già il 10 luglio scorso per verificare eventuali irregolarità nella sorveglianza sui listini, poche ore dopo il primo crollo delle azioni cinesi che ha fatto tremare i mercati internazionali la scorsa estate. Il suo nome era già allora in cima alla lista delle teste che correvano il rischio di cadere, come confermato anche ai microfoni di Agi da Fraser J.T. Howie, economista e autore di "Red Capitalism - The fragile financial foundation of China's extraordinary rise”. In attesa di una conferma ufficiale, intanto,  il presidente cinese, Xi Jinping, ha ribadito anche oggi la sua fiducia nei fondamentali economici della Cina, ma la sorte di Xiao Gang, secondo gli insider del settore non appare affatto rosea: per alcuni Xiao avrebbe già rassegnato le dimissioni la scorsa settimana, altri danno per certo un cambio di mansioni a breve, ma nessuno sembra più disposto a scommettere su di lui. Per sostituirlo sarebbero pronti già tre candidati, tra cui Huang Qifan, l’attuale sindaco di Chongqing, la metropoli del sud-ovest cinese, dato negli ultimi giorni in ascesa per un ruolo a livello nazionale.

18 GENNAIO 2016

 

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