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Cameron difende missione
in Cina, critiche da Weibo

Cameron difende missione <br />in Cina, critiche da Weibo


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastnowest

 

Pechino, 4 dic. - Le critiche alla visita di Cameron in Cina sono arrivate anche da Weibo, la popolare piattaforma di social network cinese che fa le veci di Twitter nel Dragone. Il primo ministro britannico si era iscritto a Weibo venerdì scorso, alla vigilia della sua partenza per Pechino, ottenendo in pochi giorni più di 230mila followers. Tra le domande che ha ricevuto, oltre a quelle più "tradizionali" riguardo alla possibilità di accorciamenti per l'ottenimento del visto, ci sono state anche quelle di alcuni utenti che hanno chiesto apertamente il rientro delle antichità cinesi contenute al British Museum. La domanda è arrivata, per prima, direttamente dall'account di un think-tank cinese, il China Center for International Economic Exchange. "Quando la Gran Bretagna restituirà i reperti saccheggiati illegalmente?". Il riferimento è a circa 23mila reperti sottratti dall'esercito britannico, nei primi anni del Novecento, dopo  avere sedato la rivolta dei Boxer che si opponevano all'occupazione delle potenze occidentali in Cina.

 

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il premier britannico ha risposto alle critiche ricevute per la sua missione diplomatica e commerciale in Cina. David Cameron risponde con i numeri alle critiche piovute nei giorni scorsi sulla missione di tre giorni in Cina da parte del premier britannico, alla testa di circa cento imprenditori del Regno Unito. "Questa visita ha prodotto accordi per circa sei miliardi di sterline (pari a circa 7,2 miliardi di euro) e arriva al termine di un periodo di 18 mesi in cui abbiamo visto più investimenti cinesi in Gran Bretagna di quanto ne avessimo visti negli ultimi trenta anni". Nella giornata di ieri, il quotidiano cinese Global Times, in un editoriale, aveva criticato Cameron per l'incontro dello scorso anno con il Dalai Lama e, pur augurando una buona permanenza in Cina al primo ministro di Londra, aveva spiegato che "agli occhi dei cinesi il Regno Unito non rappresenta una grande potenza" ma soltanto "un vecchio Paese europeo adatto per viaggiare e per studiare".

 

Nonostante le polemiche, Cameron ha difeso ieri il valore della sua visita in Cina. Al seguito del primo ministro erano presenti anche esponenti dei grandi nomi dell'industria britannica, come Jaguar, Land Rover e il gruppo petrolifero Shell. A seguire Cameron c'era anche Andrew Witty, CEO della casa farmaceutica GlaxoSmithKline, che nei mesi scorsi è stata il principale bersaglio dell'inchiesta anti-corruzione lanciata dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme cinese contro le pratiche illecite di gruppi internazionali e domestici che ha colpito soprattutto i settori farmaceutico e alimentare. Cameron ha difeso l'operato di GSK definendolo "molto decoroso". La scorsa estate GSK era stata accusata di avere corrotto medici e intere strutture ospedaliere attraverso un giro di circa 700 agenzie viaggio cinesi compiacenti, per convincere a prescrivere le proprie medicine ai pazienti. GSK, ha affermato il premier britannico, "è un investitore di lungo termine in Cina" e l'industria farmaceutica britannica, ha concluso il premier, "ha a cuore lo sviluppo a lungo termine dei suoi prodotti e dei suoi affari".

 

04 dicembre 2013

 

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