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BOAO, LI KEQIANG: NO A NUOVI STIMOLI ALL'ECONOMIA

BOAO, LI KEQIANG: NO A NUOVI STIMOLI ALL ECONOMIA


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 10 apr. - La Cina non metterà in atto misure di breve periodo per fare ripartire l'economia nei prossimi mesi. Da Boao, durante la cerimonia di apertura del forum economico annuale, il primo ministro cinese Li Keqiang traccia un quadro estremamente positivo dell'economia nazionale, soprattutto se confrontato con gli ultimi dati, che danno la Cina in forte rallentamento in avvio del 2014. Gli ultimi dati commerciali relativi a marzo scorso segnano per la Cina un pesante calo nelle importazioni, scese dell'11,3%, e nell'export, in calo del 6,6%, spiazzando gli analisti di Dow Jones, che davano in moderata crescita entrambe le voci. A febbraio, poi, la Cina aveva registrato un deficit commerciale di quasi 23 miliardi di yuan, il primo in undici mesi.

"Non prenderemo misure di stimolo energiche a breve termine, nonostante le momentanee fluttuazioni nella crescita economica - ha dichiarato il primo ministro - Ci focalizzeremo, invece, maggiormente, su un sano sviluppo nel medio e lungo periodo". La priorità del governo è la creazione di posti di lavoro, un obiettivo che il primo ministro ha sottolineato anche durante il suo discorso, e per cui la Cina è disposta a sacrificare punti di prodotto interno lordo a fine anno. "Abbiamo fissato l'obiettivo di crescita attorno al 7,5% - ha continuato Li Keqiang - Significa che c'è spazio per le fluttuazioni. Non importa se la crescita è un po' più alta o un po' più bassa". Negli scorsi due anni, la Cina ha registrato i livelli di crescita più bassi dal 1999, al 7,7%.

Li Keqiang rimane positivo sulla situazione generale, nonostante le incertezze di questa fase, segnate dal rallentamento della domanda interna e dal terzo mese consecutivo di contrazione del mercato, secondo i dati di marzo scorso pubblicati da HSBC sul manifatturiero. "La Cina ha una grande economia e forti riserve di valuta estera - ha spiegato il premier cinese - C'è un sostenuto e coordinato lavoro per l'avanzamento di un nuovo tipo di industrializzazione, l'applicazione delle tecnologie informatiche e la modernizzazione dell'agricoltura".

Solo una settimana fa, il governo aveva varato un pacchetto di stimoli all'economia incentrato sullo sviluppo delle infrastrutture nelle aree centrali e occidentali del Paese, sull'allentamento delle politiche fiscali per i proprietari di piccole e micro imprese e sugli investimenti nell'edilizia popolare per ammodernare le città e i villaggi più degradati. Solo per gli investimenti nelle nuove linee ferroviarie, la Cina prevede di spendere quest'anno 720 miliardi di yuan, pari a 83,5 miliardi di euro. Nei giorni scorsi anche la Banca Mondiale aveva rivisto in lieve ribasso le prospettive di crescita della Cina per il 2014: Pechino dovrebbe crescere del 7,6% quest'anno. Invariata, invece, la previsione del Fondo Monetario Internazionale, che prevede per quest'anno il PIL cinese al 7,5%.

Molto più ottimistiche altre stime cinesi, quelle del vice presidente del Forum di Boao, Zeng Peiyan, che in un discorso ha commentato il debole tasso di crescita degli investimenti nei primi mesi dell'anno, spiegandolo come un tentativo del governo centrale di mettere un freno al debito delle amministrazioni locali, uno dei crucci finanziari principali di Pechino. "Nel suo complesso l'economia cinese è ancora in fase ascendente - spiega Zeng, che in passato ha ricoperto anche la carica di vice primo ministro - e la capacità di ripresa c'è ancora. Penso che non ci saranno problemi per l'economia a crescere tra il 7% e l'8% nei prossimi cinque anni".

10 aprile 2014

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