Economia

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Balzo investimenti esteri
Li Keqiang compare in tv

Balzo investimenti esteri <br />Li Keqiang compare in tv


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 17 lug. - Aumentano del 20,1% su base annua gli investimenti diretti esteri in Cina a giugno scorso, segnando il più grande balzo dal marzo 2011 a 14,4 miliardi di dollari. Nei primi sei mesi dell'anno gli investimenti diretti esteri sono stati pari a 62 miliardi di dollari, in crescita del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il dato di giugno conferma l'interesse degli investitori stranieri nella Cina nonostante i segnali di rallentamento degli ultimi due mesi. Gli investimenti dall'Unione Europea sono cresciuti del 14,7%, mentre quelli dagli Stati Uniti sono aumentati del 12,3% su base annua. In crescita del 12,4% gli investimenti nei servizi, salito a 30,6 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell'anno.

A pochi giorni dalla pubblicazione degli ultimi dati che vedono la crescita cinese arretrare al 7,5% nel secondo trimestre, il primo ministro Li Keqiang è comparso in televisione per rasserenare gli animi, confermando che l'obiettivo del 7,5% entro fine anno è alla portata di mano del Paese. "Non cambieremo l'orientamento della nostra linea a causa delle temporanee fluttuazioni economiche, che potrebbe e avere ripercussioni sull'opportunità di una ristrutturazione, ma saremo vigili e preparati qualora l'economia scivoli al di sotto di questa soglia" ha dichiarato Li Keqiang davanti alle telecamere di CCTV. Quella di Li è la seconda apparizione in pochi giorni allo scopo di rasserenare gli animi di investitori e cittadini. Ancora pochi giorni fa, il 2 luglio scorso, di fronte alle telecamere della CCTV Li aveva confermato che la Cina aveva tutte le carte in regola per raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. La precisazione di Li Keqiang arriva dopo che nei giorni scorsi il ministro delle Finanze, Lou Jiwei era tornato sull'argomento della crescita cinese da Washington, dove era in corso il Dialogo Economico e Strategico tra Cina e Stati Uniti stimando in un 7% la crescita del Pil in futuro.

L'obiettivo della Cina è quello di rivitalizzare l'economia attraverso le riforme finchè la crescita sta in un "range ragionevole" ha dichiarato il primo ministro. La rivitalizzazione dell'economia è uno dei nuovi cavalli di battaglia della classe dirigente cinese. Dopo la stretta creditizia di giugno scorso, ha fatto la sua comparsa uno slogan, "usare bene i nuovi capitali e revitalizzare gli asset esistenti": alcuni economisti interpellati dall'Economic Observer hanno provato a interpretare il significato pratico del nuovo slogan. Secondo Lu Feng, della National School of Development dell'Università di Pechino può significare nel lungo periodo migliorare l'efficienza delle risorse finanziarie stanziate, e non dirigerle verso quei settori che si sono dimostrati un buco nero anche negli anni in cui la crescita era ad alti livelli. Wu Xiaoqu, invece, si concentra di più sul periodo attuale: i nuovi capitali e i nuovi prestiti emessi dovrebbero essere allocati in settori virtuosi dell'economia, "con il presupposto di promuovere una riforma", e non quelli altamente inquinanti, per esempio, o quelli non competitivi, come successo nel 2008, quando il pacchetto di stimoli all'economia da quattromila miliardi di yuan è andato in gran parte in quattro settori: le società di finanziamento delle amministrazioni locali, il settore immobiliare, le banche e le industrie che soffrivano di eccesso di produzione. mentre gli analisti si dividono sulla possibilità o meno di un intervento dello Stato in economia, qualora il pil scendesse troppo, Pechino manda i primi segnali di un cambiamento di rotta per promuovere le riforme strutturali e ridurre la dipendenza dagli investimenti statali.



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