Economia

Economia

ANP, 83 SUPER RICCHI IN PARLAMENTO

ANP, 83 SUPER RICCHI IN PARLAMENTO


di EugenioBuzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

ha collaborato Lara Bruno



Pechino, 8 mar. - In questi giorni siedono nell'aula della Grande Sala del Popolo dove si tiene l'Assemblea Nazionale del Popolo. Durante il resto dell'anno preferiscono accomodarsi sulle sedie delle sale ovattate dei loro consigli d'amministrazione. Sono gli ultra-ricchi del Dragone che fanno parte del Parlamento cinese, e che nel 2013 sono aumentati del 20% rispetto allo scorso anno, raggiungendo quota 90, contro i 75 del 2012. I loro nomi compaiono nella lista dei mille uomini più ricchi del Paese pubblicata dallo Hurun Report, che comprende tutti coloro che hanno un patrimonio personale di almeno 1,8 miliardi di yuan, cifra pari a 220,5 milioni di euro.

 

Trentuno di loro fanno parte dell'Assemblea Nazionale del Popolo, specifica lo Hurun Report, mentre gli altri appartengono alla Conferenza Consultiva Politica, l'organo consultivo. Su base provinciale è la provincia costiera del Jiangsu a guidare la classifica, con sei paperoni presenti alle riunioni di questi giorni. Il giro d'affari dei miliardari cinesi di ANP e CPPCC raggiunge quota 637 miliardi di yuan, pari a 78 miliardi di euro. Tra questi, il più noto è Zong Qinghou, patron di Wahaha, colosso cinese delle bibite, che nella recente lista degli uomini più ricchi del mondo pubblicata nei giorni scorsi da Forbes si è aggiudicato il primo posto tra i cinesi, con un patrimonio di 11,6 miliardi di dollari, in 86esima posizione a livello mondiale. Assieme a lui, ci sono anche Pony Ma, co-fondatore del social network TenCent, con una fortuna stimata dall'agenzia Bloomberg in 7,2 miliardi di dollari, e Liu Yonghao, presidente di New Hope Liuhe, catena di pollame, con asset non inferiori al valore di 3,7 miliardi di dollari.

 

Tra i più maligni sorgono già i primi dubbi sulle reali intenzioni dei paperoni cinesi verso il massimo organo legislativo del Dragone: Con tutti questi soldi, perché mai dovrebbero essere interessati a politiche di carattere sociale? E come si conciliano i continui richiami di Xi Jinping alla sobrietà per evitare l'impressione di una distanza incolmabile con la maggioranza dei cittadini? Le domande potrebbero non essere oziose se comparate con un dato, il coefficiente di Gini, che misura il divario sociale all'interno di un Paese e che l'Ufficio Nazionale di Statistica ha reso pubblico nello scorso mese di gennaio. La scala di riferimento del coefficiente di Gini va da un livello 0, in cui c'è perfetta uguaglianza, o un livello 1, dove il gap tra ricchi e  poveri raggiunge il livello massimo e comporta altissime probabilità di rivolte sociali. Il valore del coefficiente di Gini per la Cina è di 0,474, al di sopra della soglia di guardia fissata dall'ONU in 0,4, oltrepassata la quale il rischio di instabilità in un paese si fa più grave.

 

Il timore di rivolte interne - fino a diventare incontrollabili - è una delle ossessioni di Xi Jinping, che nei primi mesi da segretario generale ha cercato di ricostruire un'immagine del PCC più vicino alle istanze sociali e inflessibile con i funzionari che si macchiano di corruzione. Un'Assemblea Nazionale del Popolo con una minoranza sempre più nutrita di miliardari non sembra andare in questa direzione. Specialmente nel caso di Zong Qinghou, noto per un'intervista del 2010 in cui si era dichiarato contrario all'introduzione di una tassa patrimoniale che avrebbe portato maggiori entrate alle casse delle amministrazioni locali alle prese con il debito da 10700 miliardi di yuan registrato proprio in quell'anno a causa di operazioni che hanno finanziato l'edilizia e le infrastrutture. Per quest'anno, il fondatore di Wahaha sembra cambiare rotta: accanto a una proposta di agevolazioni fiscali per le imprese private, ha avanzato anche la proposta di un taglio delle tasse per la classe media e una per l'abbassamento del prezzo delle case popolari per renderle più accessibili alla classe media, strangolata dal surriscaldamento del settore immobiliare.

 

 

INDISCREZIONI SULLE NOMINE



La riunione dell'Assemblea Nazionale del Popolo è anche occasione di promozioni, soprattutto in questa occasione, in cui si completa il ricambio generazionale al vertice del potere. Tra gli esponenti politici candidati a un avanzamento c'è Yang Jing, alleato del prossimo primo ministro Li Keqiang. Per lui è pronta la poltrona di segretario generale del Consiglio di Stato, il governo cinese, che gli permetterebbe di lavorare a stretto contatto con il suo mentore politico. Yang, di origini mongole, ricopre attualmente la carica di capo della Commissione per gli Affari Etnici ed è membro del potente Segretariato del Comitato Centrale del partito. L'indiscrezione sulla sua nomina è arrivata dal presidente della Conferenza Consultiva Politica del Popolo della Mongolia Interna, Ren Yaping, che dà per certo il suo avanzamento la prossima settimana. Il nuovo Consiglio di Stato cinese verrà reso noto il 16 marzo prossimo al termine dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo.



Altra promozione in vista anche per Guo Shuqing, che dal 2011 è presidente della China Securities Regulatory Commission, l'authority che regola i listini del Dragone. Per lui è prevista la poltrona di capo del China Investment Corporation (CIC) il fondo sovrano cinese, al posto di Lou Jiwei. Entrambi i nomi, quello di Guo e quello di Lou, erano circolati nelle scorse settimane come probabili sostituti di Zhou Xiaochuan alla guida della Banca Centrale cinese, prima che alcune indiscrezioni degli ambienti dell'alta finanza escludessero questa possibilità. La promozione di Guo Shuqing alla guida del CIC va parzialmente contro le previsioni delle ultime settimane formulate dal Financial Times, secondo il quale Guo sarebbe rimasto al suo posto per il lavoro molto apprezzato di modernizzazione del mercato obbligazionario cinese. A guidare il ministero del Commercio dopo Chen Deming, invece, dovrebbe essere, secondo fonti interpellate dalla Reuters, Gao Hucheng che attualmente ricopre la carica di vice ministro con delega per il commercio estero.



ARTICOLI CORRELATI


Urbanizzazione al centro dei lavoratori dell'ANP

Anp: yuan, hukou e riforme economiche

Anp: crescita nel 2013 al 7,5%, focus su occupazione



8 marzo - Donne potenti, donne fragili. Xi Jinping sorride a tutte?

 

ANALISI - ANP, IL 'MANUALE DEI SOGNI' DI XI JINPING

 

SPECIALE 18 CONGRESSO - CAMBIO AL VERTICE


 

 

ARTICOLI PRECEDENTI

 

07 marzo


Urbanizzazione al centro dei lavoratori dell'ANP  

 

Onu approva sanzioni contro Corea del Nord. Pyongyang minaccia attacco nucleare  

 

Inquinamento diventa la prima causa di protesta

 

06 marzo

 

Cordoglio per Chavez "grande amico della Cina" 

 

Anp: yuan, hukou e riforme economiche

 

Finché tassa non ci separi

 

 

05 marzo

 

Anp: crescita nel 2013 al 7,5%, focus su occupazione

 

Aumenta del 10,7% il budget per la difesa

 

Cina sorpassa Usa come importatore di petrolio

 

Chen Guangcheng: non credo alle parole di Xi Jinping 

 

04 marzo

 

IL 'MANUALE DEI SOGNI' DI XI JINPING 

 

Inflazione al 3% nel 2013, prezzi sotto controllo

 

Anp: nessuna indiscrezione sul budget militare

 

Chen Kaige: smog un male per l'umore

 

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci