Economia

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Nuove quote per bond
da amministrazioni locali

Nuove quote per bond <br />da amministrazioni locali


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 1 set. - Un numero sempre maggiore di amministrazioni locali cinesi potrà emettere bond per finanziare i progetti di pubblico interesse. Il governo cinese ha fissato nuove quote per l'emissione diretta di strumenti finanziari da parte degli enti periferici nell'ultima revisione alla legge sulla spesa. La nuova direttiva approvata dall'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese, rappresenta una vera e propria inversione di tendenza rispetto alla vecchia norma, risalente al 1994, che non permetteva il finanziamento delle amministrazioni locali tramite l'emissione di veicoli finanziari, e che ha prodotto un debito di proporzioni mastodontiche, giunto, secondo gli ultimi calcoli a 17900 miliardi di yuan, pari a 2181 miliardi di euro.

 La nuova norma rientra nelle misure per la riforma fiscale decise nel corso del Terzo Plenum dello scorso anno e promette di sradicare il vecchio e opaco sistema di finanziamento degli enti periferici attraverso una catena di società intermedie, le Local Investment Companies, che aggiravano le norme nazionali con l'emissione di bond che offrivano come asset la terra, di proprietà dello Stato, in Cina. La nuova misura è stata salutata con toni trionfalistici dal ministro delle finanze cinese, Lou Jiwei, secondo cui l'introduzione delle nuove quote "ha risolto il problema del prestito" alle amministrazioni locali, che da sole compongono l'80% della spesa nazionale a fronte del 40% di entrate provenienti dalle tasse sui cittadini, secondo i dati della Banca Mondiale.

L'approvazione, ieri, della revisione alla legge di spesa è destinata ad avere effetti "di grande portata" sull'amministrazione delle finanze, scrive oggi il quotidiano China Daily, che la definisce "una pietra miliare nella storia del fisco cinese" e permetterà una redistribuzione delle risorse "più trasparente e maggiormente fondata sulla legge". Il nuovo provvedimento contenuto nella legge sulla spesa che la Cina definisce come la propria "Costituzione Economica", aumenterà il ruolo di supervisione da parte del governo centrale, con un nuovo sistema contabile. "Permettendo alle amministrazioni di emettere debito, la revisione alla legge richiede che l'emissione venga sottoposta al controllo dei legislatori e del governo centrale - spiega oggi il quotidiano cinese - in modo che i debiti locali possano essere ripagati attraverso i ricavi generati dai governi locali". Le prime amministrazioni locali che hanno avuto il permesso di emettere direttamente bond sono state nel 2011 le città di Shanghai e Shenzhen, e le province costiere dello Zhejiang e del Guangdong. Da quest'anno, all'elenco, si sono aggiunte anche le città di Pechino e Qingdao e le province interne del Jiangxi e del Ningxia.


1 settembre 2014

 

 

 

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