Economia

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Acciaio: rammarico
Cina per dazi Ue

Acciaio: rammarico <br />Cina per dazi Ue


Di Eugenio Buzzetti


Pechino - La Cina ha espresso rammarico per i dazi della durata di cinque anni e retroattivi tra il 19,7% e il 22,1% annunciati dalla Commissione Europea sui prodotti di acciaio laminato a freddo, utilizzati soprattutto nei settori dell'automotive e delle costruzioni. "La Cina si rammarica per queste mosse di protezionismo commerciale e chiede con urgenza all'Unione Europea di onorare i propri impegni presi a livello internazionale", ha sottolineato il Ministero del Commercio di Pechino. L'Unione Europea dovrebbe evitare il ricorso a questo tipo di misure, spiega ancora il Ministero, ed "evitare di mandare il segnale sbagliato al mondo".

Il tema della sovrapproduzione nel settore dell'acciaio cinese è al centro della disputa tra Cina e Unione Europea per il riconoscimento di Pechino come economia di mercato, che la Cina si aspetta in maniera automatica entro la fine dell'anno. Il mese scorso, durante una visita in Cina, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, aveva sottolineato la correlazione tra il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina e il taglio alla produzione di acciaio, e aveva chiesto "dolorosi aggiustamenti" a Pechino, per ridurre la produzione in eccesso.

Il problema è riconosciuto anche dalla Cina, che punta, quest'anno, a tagliare la produzione di acciaio di 45 milioni di tonnellate e di 250 milioni di tonnellate la produzione di carbone. L'obiettivo è, però, ancora difficile da raggiungere. Secondo quanto scrive oggi il Quotidiano del Popolo, il più importante giornale cinese, le ultime cifre ufficiali mostrano che i progressi fatti in questo senso non sono ancora pienamente soddisfacenti: nel settore dell'acciaio la riduzione della produzione in eccesso è pari al 47% dell'obiettivo fissato (21,67 milioni di tonnellate a fine luglio scorso), mentre per il carbone è pari solo al 38%. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, l'organo del governo cinese che si occupa della pianificazione economica, ha chiesto alle amministrazioni locali di aumentare gli sforzi per ridurre la produzione in eccesso , soprattuto nelle aree dove sono presenti le maggiori acciaierie del Paese, come lo Hebei, la provincia che confina con Pechino.


 

 

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