Economia

Ocse, crescita cinese ancora alta, ma pesano i rischi finanziari

Ocse, crescita cinese ancora alta, ma pesano i rischi finanziari


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 21 mar. - La crescita cinese è ancora "alta per gli standard internazionali" e la Cina rimane il maggiore motore della crescita mondiale secondo l'ultimo rapporto dell'Ocse, ma sulle prospettive dell'economia del Paese pesano i rischi del sistema finanziario. La Cina, secondo l'istituto parigino, deve agire "con urgenza"  per evitare il rischio di un "default disordinato". Nelle stime complessive, l'Ocse rimane ottimista sulla crescita fissata al 6,5% per il 2017 e al 6,3% per il prossimo anno, in lieve rialzo rispetto alle precedenti previsioni di una crescita al 6,4% per il 2017 e al 6,1% per l'anno prossimo, ma nell'ultimo "Economic Survey of China" elenca tre fattori di rischio:

 

- Il debito delle aziende, giunto al 175% del prodotto interno lordo cinese, al livello più alto tra le grandi economie del pianeta;

 

- il sistema bancario ombra, che ha sfondato quota trentamila miliardi di yuan, 4360 miliardi di dollari, secondo i calcoli ufficiali;

 

- la sovrapproduzione industriale. Pechino ha promesso di tagliarla lo scorso anno ed entro fine 2017 prevede di ridurre ulteriormente la produzione nei settori del carbone e dell'acciaio, rispettivamente di 150 milioni di tonnellate e 50 milioni di tonnellate.


CONTINUARE A INVESTIRE SU RICERCA E INNOVAZIONE

 

Tra le raccomandazioni dell'Ocse alla Cina ci sono quelle di continuare a sostenere la ricerca e l'innovazione, a cui è destinato circa il 2% del pil, e l'imprenditorialità diffusa, a scapito delle "garanzie implicite" di cui godono le grandi e spesso inefficienti aziende di Stato, che dovranno ridurre le commistioni tra la politica e affari e guadagnare indipendenza nei processi decisionali. Tra le altre stime, l'Ocse prevede una crescita delle esportazioni del 3,4% per quest'anno e del 3,3% nel 2018, ma la bilancia commerciale cinese potrebbe risentire dell'ondata di protezionismo proveniente da alcuni partner commerciali, sottolinea il rapporto, senza citare direttamente gli Stati Uniti.

 

Per approfondire:

 

South China Morning Post - China must urgently tackle soaring corporate debts, says OECD 

 

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