trattato ONU su diritti umani"
" /> agiChina - Intellettuali all'ANP: "ratificate <br />trattato ONU su diritti umani"<br />

Diritto

Diritto

Intellettuali all'ANP: "ratificate
trattato ONU su diritti umani"

Intellettuali all ANP:  ratificate <br />trattato ONU su diritti umani <br />


di Eugenio Buzzetti e Sonia Montrella

Pechino, 27 feb. - Oltre cento tra intellettuali, giornalisti e avvocati cinesi hanno inviato una lettera all'Assemblea Nazionale del Popolo che si riunirà dal 5 marzo prossimo per la sessione annuale per chiedere la ratifica del trattato sui diritti umani e civili, firmato già da 167 Paesi dell'ONU. L'Assemblea Nazionale del Popolo in Cina svolge funzioni simili a quelle del Parlamento. L'International Covenant on Civil and Political Rights protegge i diritti politici basilari dei cittadini, tra cui il diritto alla vita, alla libertà di parola, di riunione, e il diritto al giusto processo. La Cina aveva firmato il trattato nel 1998, ma non lo aveva ratificato. Qualora venisse ratificato, come chiedono i firmatari della lettera, Pechino sarebbe obbligata a riformare il suo apparato legislativo per rafforzare i diritti citati nel documento.

"La firma del trattato sui diritti umani e civili 15 anni fa -si legge nella lettera tradotta in inglese da China Media Project- ha dimostrato ancora di più l'impegno serio del nostro Paese nella protezione dei diritti umani di base. Sia il presidente Hu Jintao che il premier Wen Jiabao hanno detto in numerose occasioni sia in patria che all'estero che la Cina avrebbe ratificato il trattato appena ci fossero state le condizioni ideali". Nel corso della lettera, gli intellettuali ricordano poi come non sia la prima volta che chiedono la ratifica del trattato. "Per assecondare lo sviluppo dei diritti umani, venire incontro alle richieste del popolo, e per comportarci da grande nazione -concludono i firmatari della lettera- dobbiamo ratificare il trattato senza esitazioni, con atteggiamento positivo".

Lo scorso dicembre, molte di queste persone avevano già firmato un'altra lettera di richieste di riforme politiche ad iniziare quella che garantisce l'indipendenza giuridica fino all'auspicio di un cambiamento democratico significativo. "Se le riforme di cui la Cina ha bisogno continuano a stagnare, allora la corruzione e il dissesto della società arriverà a un punto limite e il Paese perderà ancora una volta l'opportunità di attuare riforme pacifiche, ma scivolerà nel caos e nella rivoluzione violenta".
Nell'ultimo documento i firmatari hanno ammorbidito i toni ammettendo le difficoltà nel mettere in pratica cambiamenti significativi, ma al tempo stesso sottolineando che la ratifica dell'ICCPR rappresenterebbe un risultato raggiungibile per i leader.

In un'intervista alla BBc il giornalista Wang Keqing si è detto fiducioso sul fatto che il governo ratificherà l'ICCPR durante l'Assemblea Nazionale del Popolo, una mossa che il giornalista descrive "mite e prudente". "Non osiamo sognare una Cina che farà progressi in un solo balzo – ha detto Wang -. Ma vogliamo impegnarci per cambiare le cose passo dopo passo. La situazione in cui ci troviamo è imbarazzante".

 

ARTICOLI PRECEDENTI

 

26 febbraio

 

Elezioni, Pechino scettica: "Italia chiusa in se stessa"

 

Ministero: "segreto di stato" sulle cifre dell'inquinamento

 

Bbc accusa, segnale radio 'silenziato' da Pechino


 

25 Febbraio

 

Principi rossi acclamano Xi Jinping. E a Pechino si discute il rimpasto di governo

 

Abe cerca sostegno su Diaoyu Basso il profilo degli Usa

 

Stime Pmi, stabile a 50,4 a febbraio

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci