Diritto

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CHIUSO PROCESSO GU KAILAI,SENTENZA ANCORA LONTANA 

CHIUSO PROCESSO GU KAILAI,SENTENZA ANCORA LONTANA 


di Antonio Talia

twitter@AntonioTalia

 

Roma, 9 ago.- Processo concluso ma sentenza ancora tutta da definire per Gu Kailai, moglie dell'ex alto dirigente del Partito comunista cinese Bo Xilai, accusata dell'omicidio dell'uomo d'affari inglese Neil Heywood. L'udienza si è svolta a porte chiuse presso un tribunale della città di Hefei, nella Cina orientale, ma le autorità cinesi hanno ammesso la presenza di alcuni diplomatici britannici. "Nel corso del processo Gu Kailai è apparsa in condizioni fisiche e mentali stabili e non ha sollevato obiezioni alle accuse rivolte. La data della sentenza sarà annunciata prossimamente" ha riferito alla stampa un funzionario della corte.  

 

SI AGGRAVA LA POSIZIONE GU KAILAI

Si aggrava la posizione di Gu Kailai. Secondo i pochi elementi filtrati dall'udienza, la donna ha ammesso di avere somministrato personalmente il veleno che ha ucciso Heywood.


In precedenza Gu Kailai aveva accusava un suo dipendente, Zhang Xiaojun, di essere l'autore materiale del delitto. La difesa di Zhang ha quindi chiesto un alleggerimento della pena, in quanto il dipendente di Gu Kailai avrebbe svolto un ruolo puramente accessorio nella morte di Heywood. In Cina la condanna prevista per l'omicidio è la pena di morte, ma molti analisti ritengono che Gu Kailai potrebbe ricevere una sospensione della sentenza adducendo l'attenuante della seminfermità mentale.

 

ALLA SBARRA QUATTRO FUNZIONARI POLIZIA

 

Quattro funzionari della polizia cinese saranno processati per avere offerto copertura a Gu Kailai. I quattro funzionari sono tutti di grado elevato e fanno parte della polizia di Chongqing. Guo Weiguo, Li Yang, Wang Pengfei and Wang Zhi, sono stati accusati il 30 luglio di "abusi e favoritismi nell'applicazione delle leggi vigenti" e saranno processati, venerdì, nella città orientale di Hefei, dove oggi si e' tenuto il processo alla moglie di Bo Xilai

 

Potere e corruzione alla sbarra, al via in Cina il processo alla moglie di Bo Xilai

 

Nell'aula a porte chiuse le autorita' hanno permesso l'accesso a due diplomatici britannici. Il processo potrebbe concludersi oggi stesso, o al massimo domani. Il verdetto di colpevolezza e' praticamente certo, in un Paese dove il 98% degli imputati e' regolarmente condannato, e dopo che l'agenzia ufficiale Xinhua ha scritto che "i fatti sono chiari e le prove convincenti e sostanziali".

 

Molto probabile la condanna a morte con la condizionale, una formula che permette di tramutare la pena capitale nel carcere, in caso di buona condotta del condannato durante un periodo prestabilito.

 

Il processo dovrebbe mettere fine a quello che e' stato considerato il maggiore scandalo politico cinese degli ultimi dieci anni, quando siamo ormai alla vigilia del congresso del Partito comunista. Prima della sua caduta in disgrazia si dava per scontato che Bo Xilai, capo del partito a Chonqing e uno dei politici piu' popolari del Paesi, sarebbe stato uno dei nuovi membri del Comitato permanente del politburo, l'organo dirigente del partito.

 

Lo scandalo inizio' lo scorso febbraio, quando Wang Lijun, vicesindaco di Chongqing e braccio destro di Bo, chiese asilo al consolato degli Stati Uniti a Chengdu, denunciando il coinvolgimento di Gu con la morte di Heywood, amico di famiglia. Fino a quel momento in Cina era calato il silenzio sulla morte dell'uomo d'affari britannico.
  Si cerco' di far credere che fosse stata causata da abuso d'alcol, ma i familiari della vittima avevano sempre giurato che Heywood era astemio.

 

Il 10 aprile Gu e l'assistente Zhang Xiaojun furono dichiarati "altamente sospettati" per la morte di Heywood. Contestualmente avvenne l'espulsione di Bo Xilai dal Politburo e dal Comitato centrale del Partito comunista, per presunte irregolarita'. Tre mesi dopo, il 26 luglio, e' stato annunciato che la Procura di Hefei aveva accusato formalmente Gu e Zhang di omicidio.

 

PROCESSO A MOGLIE BO XILAI, IL FIGLIO ROMPE IL SILENZIO

di Eugenio Buzzetti (twitter@eastofnowest)

 

Pechino, 8 ago. - A ventiquattro ore dall'inizio del processo a Gu Kailai, moglie dell'ex leader di Chongqing Bo Xilai, caduto in disgrazia nei mesi scorsi, Bo Guagua, il figlio della coppia ha inviato la propria testimonianza scritta alla Corte Popolare di Hefei, nella provincia meridionale dello Anhui, dove domani si aprirà il processo contro sua madre, accusata, assieme a un uomo alle dipendenze della famiglia Bo, Zhang Xiaojun, dell'omicidio del businessman britannico Neil Heywood. La testimonianza di Bo Guagua arriva a distanza di ventiquattro ore dalla notizia della confessione di Gu agli inquirenti dell'omicidio Heywood.

 

"Dal momento che sono stato citato come il fattore che ha motivato i crimini di cui è accusata mia madre -spiega il figlio dell'ex leader di Chongqing all'emittente televisiva statunitense CNN in una e-mail- ho già presentato la mia testimonianza scritta. Spero che mia madre abbia l'opportunità di vederla". Bo Guagua non ha fatto cenno ai contenuti della testimonianza. "Ho fiducia nel fatto -conclude Bo Guagua- che i fatti parleranno da soli".

 

L'ESITO DEL PROCESSO HEYWOOD SEMBRA GIA' SCRITTO

Quello di Bo Guagua è l'ultimo colpo di scena in una vicenda, quella legata all'ex leader di Chongqing, Bo Xilai, che gli osservatori hanno già definito come il più grande scandalo politico cinese degli ultimi venti anni. Secondo molti commentatori ed esperti legali, il processo che si aprirà domani sarà breve e molto alte sono le probabilità che Gu Kailai venga giudicata colpevole dell'omicidio. Ma la sentenza, almeno per lei, non sarà di condanna a morte. Gu, secondo gli esperti, rischia l'ergastolo, o anche solo quindici anni di carcere se saranno provate le attenuanti nei suoi confronti. L'esito del processo sembra già scritto: l'agenzia di stampa statale Xinhua aveva già definito nei giorni scorsi le prove a carico della moglie di Bo Xilai come "inconfutabili e sostanziali". Un fatto, questo, che secondo Jerome Cohen, esperto di legge cinese presso la New York University, renderà il processo una burla sotto il profilo legale. "Se non permetti all'imputato di avere il migliore avvocato possibile -spiega l'esperto ai microfoni dell'agenzia di stampa Reuters- e gli assegni avvocati che controlli, rendi il tutto una completa farsa". A rappresentare Gu al processo saranno, infatti, due avvocati dello Anhui non scelti dall'imputata. Nel sistema giudiziario cinese giudici, procuratori e avvocati sono tenuti a osservare obbedienza nei confronti del partito unico. "L'interferenza politica -spiega al Financial Times un avvocato di Chongqing- non è solo una cosa comune, è sottintesa".

 

Le attenuanti che si fanno strada in queste ore per Gu Kailai riguardano le motivazioni dell'omicidio. Sempre secondo quanto riportato dalla Xinhua il 26 luglio scorso, quando venne formalizzata l'accusa di omicidio contro Gu, la moglie di Bo Xilai avrebbe ucciso il suo consulente per proteggere il figlio, Bo Guagua, dalle minacce sferrate dallo stesso Heywood per "interessi economici". Neil Heywood lavorava come consulente finanziario privato per la famiglia dell'ex boss di Chongqing e si ritiene che nel corso degli anni avesse aiutato la famiglia Bo a nascondere all'estero ingenti somme di denaro. Secondo le parole di un procuratore informato dei fatti sentito dal South China Morning Post di Hong Kong, Gu Kailai avrebbe confessato sia l'omicidio del businessman britannico, sia altri "reati economici" commessi con l'aiuto di Heywood e dei quali non è imputata. Il caso legato alla vicenda di suo marito si compone di tre parti: oltre all'omicidio c'è il tentativo di spionaggio agli alti vertici dello Stato messo a punto da Bo Xilai e dal suo ex braccio destro, Wang Lijun, ai tempi vice sindaco e capo della Pubblica Sicurezza di Chongqing, e una serie di reati finanziari per aggirare il fisco cinese. Attraverso un gioco di società offshore e nomi multipli, tutti riconducibili a membri della sua famiglia, Bo Xilai aveva accumulato un patrimonio di 136 milioni di dollari, secondo le stime fatte nei mesi scorsi dall'agenzia di stampa Bloomberg.

 

Ma il processo a Gu Kailai ha sollevato nelle scorse ore paragoni con un altro processo, che nei decenni passati ha contribuito a trasformare la storia della Cina: quello alla Banda dei Quattro. Fatte le debite proporzioni, i due casi presentano similitudini non trascurabili. Al centro della vicenda giudiziaria c'è sempre una donna sposata con un uomo ai vertici del Partito Comunista Cinese: Gu Kailai, oggi; Jiang Qing, vedova di Mao Zedong, ieri. Entrambi i processi avvengono al culmine di un processo di cambiamento dei vertici della classe dirigente: tra pochi mesi verranno nominati i nuovi vertici dello Stato al Congresso del PCC e il potere passerà alla quinta generazione di leader; allora, il processo segnò la fine del radicalismo maoista che aveva appena vissuto la sua fase più cruenta negli eccidi della Rivoluzione Culturale. In entrambi i casi le donne al centro delle cronache sono state definite spietate e, se le previsioni saranno confermate, anche Gu Kailai, come Jiang Qing prima di lei, potrebbe non essere condannata a morte. In entrambi i casi, poi, c'è la fretta con cui la classe dirigente al potere vuole mettere la parola fine a uno scandalo politico di prima grandezza, e archiviare i conti con la fazione più radicale del Partito; gli uomini che avevano diretto la Rivoluzione Culturale per conto di Mao negli anni Settanta, allora, e l'uomo che ha voluto rispolverare quel periodo storico per legittimarsi a livello popolare oggi, cioè Bo Xilai.

 

Noto avvocato e figlia di un importante generale dell'esercito cinese, Gu Kailai è stata definita come un'enigmatica via di mezzo tra una versione cinese della perfida Lady Macbeth e una madre premurosa nei confronti del figlio scapestrato, Bo Guagua, più volte al centro delle cronache rosa per il suo stile di vita sopra le righe. Dalle pagine del Want China Times, quotidiano on line di Taiwan, Fan Chengxiu, novantenne madre di Gu Kailai, dichiara di non credere alle accuse contro sua figlia, che ritiene innocente. Dallo scorso aprile Fan aveva usato tutti i suoi legami per aiutare la figlia, senza però ricevere aiuto dai vecchi amici. Assassina a sangue freddo o capro espiatorio di una lotta di potere ai vertici dello Stato, Gu Kailai è soprattutto un avvocato che in anni lontani aveva difeso la giustizia cinese con parole molto forti. "Dal momento che si sa che tu, John Doe, hai ucciso qualcuno -scriveva in un libro nel 1998- sarai arrestato, sottoposto a processo e ucciso" perché, spiegava all'epoca Gu, la giustizia cinese "non usa giri di parole". Ma ora Gu si trova dalla parte sbagliata della legge e domani sarà lei a essere alla sbarra.

 

 

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