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Nobel letteratura:per i
bookmaker vince Mo Yan 

di Filippo Seminara e Sonia Montrella



Roma, 8 ott.- "No comment". Delle voci che lo vogliono Premio Nobel per la Letteratura 2012 Mo Yan, parla poco, o per niente. Ma se lo scrittore cinese si barrica dietro il silenzio, il resto del mondo è pronto a scommettere sulla sua vittoria. Letteralmente. Mentre a Stoccolma procedono i preparativi per la cerimonia di consegna dell'11 ottobre, i bookmaker puntano tutto su due nomi, entrambi asiatici: lo scrittore giapponese autore di novelle Haruki Murakami e, appunto, Mo Yan.



Classe 1955, autore di Sorgo Rosso (1986) e di Rossa radice cristallina (1985), Mo è quotato dall'agenzia svedese Unibet che lo vede favorito 5,25 volte la scommessa. Anche l'inglese Ladbrokers e Bocai dalla lunga lista di candidati, in cui figurerebbero anche gli italiani Dacia Maraini, Umberto Eco e Andrea Camilleri scommettono sui due nomi asiatici, ma con ordine inverso rispetto a Unibet.



"Mo è uno degli autori più in vista in Cina ed è un autore tipicamente cinese nel senso tradizionale del termine. I suoi lavori riflettono un vivido e reale spaccato della Cina degli umili" ha scritto il quotidiano cinese in lingua inglese Global Times.  Poi ha continuato osservando che, i premi Nobel non a carattere scientifico, in particolare il Nobel per la Pace, "negli ultimi anni sono stati sempre più contaminati dalla politica" con riferimento al dissidente Liu Xiaobo, premio Nobel 2010, un riconoscimento che Pechino vide come uno sgambetto non da poco. Lo stesso articolo ha aggiunto che "L'onorificenza del Nobel per la pace al Dalai Lama (il leader tibetano), Liu Xiaobo ed anche al Presidente americano Barack Obama nel 2009, sono tutti esempi di quanto il mondo sia pieno di controversie".



"I cinesi devono stare attenti: la scelta dell'autore vincente del premio Nobel per la Letteratura avrà una forte influenza politica e culturale sul paese, in quanto valori, standard estetici e morali  e spirito nazionale, sono il nocciolo dei lavori presentati" si legge ancora nel pezzo.



Intanto in Cina il destino professionale di Mo Yan spacca il web, diviso tra coloro che sostengono lo scrittore e quelli che lo accusano di aver comprato i giudici. Un'accusa cui Mo, tuttavia, non intende replicare. 'Merito' forse del suo stesso nome "Senza parole" pseudonimo che lo scrittore scelse dopo aver scritto il suo primo racconto come promemoria: dato il linguaggio piuttosto schietto utilizzato che non veniva accolto né tollerato in tutta la Cina scelse Mo Yan per ricordare, soprattutto a se stesso, di non parlare molto.


Ma nonostante le 'precauzioni' Mo non è riuscito ad evitare le critiche. Durante la "Conferenza letteraria" di Hangzhou dello scorso 9 settembre aveva detto ai suoi lettori: "Non vi sono dubbi che il premio Nobel per la letteratura sia un'occasione prestigiosa ma, negli anni e tutt'oggi, molti validi scrittori, come ad esempio Kafka o Tolstoj, non vengono considerati e non vincono nessun premio. Così, tra coloro che hanno vinto il Nobel per la letteratura, ci sono opere che personalmente non apprezzo. Ecco perché non voglio parlare di questo argomento in quanto, parlarne, potrebbe esser motivo di attacco nei miei confronti e molti potrebbero criticarmi accusandomi di avere l'"ansia da Nobel".

 

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