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Al via scuola italiana
d'ambasciata, prima in Asia

Al via scuola italiana <br />d ambasciata, prima in Asia


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 7 set. - Cominciano oggi i corsi della prima scuola italiana nell'estremo Oriente, realizzata dall'Ambasciata d'Italia a Pechino. L'inizio delle lezioni è stato preceduto da una cerimonia di inaugurazione del nuovo istituto che ha sede nel compound diplomatico residenziale di San Li Tun, in una zona centrale della capitale cinese, vicino alla sede dell'Ambasciata d'Italia in Cina. La scuola nasce da un progetto avviato dalla stessa ambasciata, con la collaborazione della camera di Commercio Italiana in Cina e coordinato da Mariassunta Peci. Il nuovo istituto si avvarrà della collaborazione scientifica di Reggio Children, il Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine, nato nel 1994 su iniziativa di Loris Malaguzzi. La scuola avrà una sezione per l'infanzia e comincerà oggi i corsi elementari con il primo anno per poi crescere negli anni a venire. L'istituto accoglierà i figli della comunità italiana con insegnamenti bilingue in italiano e inglese e con una forte impronta cinese.
 
All'inaugurazione era presente l'ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Francesco Sequi che, prima del taglio del nastro, ha presentato  l'istituto ricordando un antico proverbio cinese. "Se l'obiettivo è di un anno, piantiamo del riso, se è di venti piantiamo un albero, se è di un secolo insegniamo agli uomini", ha dichiarato. L'ambasciatore ha poi ricordato la figura di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace nel 2014 per il suo impegno nella difesa dell'educazione per le bambine. "I libri e le penne sono le nostre armi più potenti - ha proseguito l'ambasciatore ricordando la frase del Premio Nobel per la Pace - Questa scuola è un'arma importante è darà molte famiglie la possibilità di avere un'istruzione per i propri bambini su standard nazionali ed europei". Sequi ha infine ringraziato le autorità cinesi e la moglie del suo predecessore, Germana Bradanini, per avere ispirato l'iniziativa, assieme al marito, Alberto Bradanini, ambasciatore d'Italia in Cina fino al 2015. Progetti simili a quello di Pechino sono stati avviati anche a Shanghai, Canton e Hong Kong.

 

 

7 settembre 2015

 

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