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Blocco vpn, aumenta
censura in vista della parata

Blocco vpn, aumenta <br />censura in vista della parata


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 1 set. - La Cina stringe sulla censura di internet all'avvicinarsi della parata del prossimo 3 settembre. A meno di 48 ore dall'evento in cui sfileranno dodicimila membri delle Forze Armate cinesi, i più popolari vpn hanno subito il blocco da parte del Great Firewall, l'organo che si occupa di filtrare i contenuti e oscurare i siti web sgraditi a Pechino. Particolarmente colpito dalla censura è Astrill, tra i più popolari vpn comunemente utilizzati per aggirare la censura on line dagli internauti che vivono in Cina. Il sistema di vpn (Virtual Private Network) è stato bloccato nei tre server principali rendendo sostanzialmente impossibile l'utilizzo sui dispositivi mobili come smartphone e tablet. Un avviso, all'apertura dell'applicazione spiega che "a causa dell'imminente parata militare GFW sta bloccando i protocolli IPSec, PPTP e L2TP", ovvero i tre protocolli su cui si basano i server utilizzati, con una tecnica definita di "machine-learning". L'accesso a internet tramite dispositivi mobili, in particolare gli smartphone, è sempre più comune tra gli utenti di internet in Cina, e soprattutto da parte dei più giovani.

Il blocco dei vpn non rappresenta una novità in Cina. I primi casi risalgono già al gennaio di quest'anno, anche se in questa occasione la mano della censura ha colpito pesantemente. In passato, in diverse occasioni, si era verificato l'oscuramento di interi siti web per articoli sgraditi ai dirigenti cinesi. Siti web come quelli dell'Agenzia Bloomberg o della Reuters non sono visibili senza l'aiuto di un sistema per aggirare la censura. La stessa Bloomberg - in un caso che aveva fatto inarcare più di sopracciglio all'epoca - aveva deciso di non pubblicare un articolo di inchiesta sugli affari di un uomo di spicco, nel 2013, per evitare ripercussioni da parte di Pechino, compresa l'eventuale espulsione dalla Cina dell'agenzia. L'agenzia era stata presa di mira dalla censura già nel 2012, dopo un articolo sulle presunte fortune occulte di Xi Jinping, all'epoca ancora vice presidente della Cina. Il collegamento a internet tramite vpn, hanno lamentato i netizens, cinesi e non, è instabile da giorni, almeno da martedì di settimana scorsa, con un rapido peggioramento nelle ultime ore. Tra i primi a essere colpiti, già nei giorni scorsi, c'è la app di ShadowSocks, che aiuta i netizens ad aggirare il web cinese per connettersi liberamente a internet, che è stata rimossa dai server di GitHub, la piattaforma statunitense di sviluppo di sistemi per i software, che lamentava disturbi operativi sul web cinese già dalla scorsa settimana.

 

 

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