Costume e società

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Apocalisse: salgono
a 1.000 gli arresti

di Sonia Montrella e Wang Jing
Twitter@SoniaMontrella e WangJing_it

 

Roma, 20 dic.- Sale a 1.000 il numero dei membri della setta della "Chiesa di Dio Onnipotente" finiti in cella per aver seminato il panico sulla fine del mondo prevista – secondo la profezia dei Maya – per il prossimo venerdì. Oltre 400 detenuti nella provincia del Qinghai, quasi 350 in quella del Guizhou, una  maxi retata risultato soprattutto del giro di vite attuato di recente da Pechino dopo che la setta della "Chiesa di Dio Onnipotente" avrebbe dato il via a un vero e proprio  lavaggio del cervello preparando gli abitanti al 21 dicembre: giorno in cui, sempre secondo i Maya, il sole non sorgerà e non ci sarà elettricità, mentre tutto il mondo sarà scosso da tsunami e terremoti. L'associazione, che chiede ai suoi adepti di cedere al gruppo le loro proprietà, è nata nel 1989 nella provincia settentrionale dell'Heilongjiang, ma ha molto seguito anche nelle altre province, prima fra tutte quella del Qinghai.
 
Il culto dell'associazione è bandito in Cina e la "Chiesa" figura tra i "mali" individuati dal Partito Comunista cinese, cui la setta si riferisce con il nome di "Grande Drago Rosso". Secondo il loro credo, una donna cinese rappresenterebbe la seconda venuta sulla terra di Gesù Cristo.
Intanto la parola Maya continua a essere la più cliccata della rete, dove trovano spazio le voci del popolo cinese e dove si accavallano commenti e versioni sui probabili eventi che sanciranno la fine del mondo, dall'asteroide che si schianterà sulla terra, al sole che scomparirà per tre giorni lasciando il pianeta al buio. Altri cercano conferme negli avvenimenti già accaduti, collegando il terremoto del 7 dicembre scorso in Giappone e quello rappresentato nel film "2012". Scenari da film pronti a 'rovinare' quello che in Cina dovrebbe essere un giorno di festa: secondo la tradizione, nel giorno del solstizio d'inverno lo Yin raggiunse il massimo livello e si generò lo Yang, da cui tutto ebbe inizio. Un avvenimento che il Dragone onora soprattutto a tavola, con i cinesi del nord che mangiano i ravioli, mentre a sud a farla da padrone è il "tangyuan", tipico dessert cinese.

Il timore si allarga a macchia d'olio tra la popolazione soprattutto tra coloro che vivono in condizioni disagiate e a nulla sono valse le rassicurazioni degli esperti che continuano a ripetere che la "fine del mondo" è una leggenda e che non esiste nessuna prova scientifica che la possa dimostrare.

Nella provincia del Sichuan molti hanno acquistato quantità smisurate di candele e cerini, svuotando gli scaffali dei negozi; in altre province, come lo Shanxi, il Fujian, a Chongqing e a Wuhan agli angoli della strada sono comparsi i "narratori di leggende sulla fine del mondo" alimentando l'ansia tra la gente. Proprio questa sembrerebbe essere la ragione che lo scorso 14 dicembre ha spinto un uomo di Xinyang nella provincia meridionale dello Henan, influenzato dalle voci sulla fine del mondo, a entrare in una scuola elementare e ferire con un coltello ventitre bambini.

Secondo alcuni esperti quest'ansia collettiva sarebbe strettamente correlata con la mancanza di un sistema di sicurezza sociale e con la pratica di alcune attività illegali. La popolazione cinese oggi si sente smarrita, la grande quantità di informazioni in rete ha alzato le barriere fra le persone, i rapporti sono più freddi ed emerge un senso si inadeguatezza e un forte desiderio di evasione. Tutta queste tensione covata all'interno della società può arrivare ad esplodere in una crisi.

Ma anche i più assidui procacciatori d'affari hanno sfruttato l'occasione per trarre profitto, trasformando la fine del mondo in un "carnevale" dove i consumatori stessi sono i protagonisti e i sostenitori di questa isteria collettiva. Le grandi agenzie di viaggio hanno creato appositi pacchetti vacanza per l'evento, mentre su Taobao, popolare sito di e-commerce cinese, si sono registrati acquisti folli: i biglietti per un posto sulla moderna Arca di Noè è stato acquistato da circa 100 mila persone.
"La fine del mondo" è diventata un semplice pretesto o divertimento, un modo per rilasciare la tensione della vita quotidiana. Tre anni fa l'uscita del film "2012" ha riscosso un enorme successo in Cina, superando i 400 milioni di yuan di incassi, quest'anno la versione in 3d nella prima settimana di proiezione ha totalizzato i 90 milioni di yuan.

Divertimento, paura, finzione, clamore, cosa sta succedendo ai cinesi? Il direttore del Global Times ha scritto sul proprio account Weibo- la versione cinese di Twitter- : "Se argomenti come la fine del mondo sconvolgono i cinesi a tal punto, ciò significa che nella società mancano stimoli e momenti svago. Spero vivamente che la Cina maturi l'abilità per produrre questo genere di film, in cui Shanghai viene travolta da uno tsunami, Pechino invasa dagli alieni e Canton in preda a un attacco da parte degli uccelli o delle locuste, in cui la polizia è inerme e la popolazione si diverte. L'arresto di un funzionario corrotto è l'unico divertimento, ma è troppo classica".

Il regista di "2012", Roland Emmerich aveva dichiarato: "La nostra più grande paura è affrontare il male e l'oscurità che esistono dentro di noi. L'assurdità e l'alienazione della società umana talvolta ci portano a pensare alla distruzione irrazionale del nostro mondo, questa paura risiede nell'animo di ogni uomo."




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