Costume e società

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Accoglienza fredda per
lancio iPhone5 in Cina

Accoglienza fredda per <br />lancio iPhone5 in Cina<br />


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 14 dic.- Sarà per la neve che imbianca Pechino, sarà per la corsa all'iPhone4 di appena 11 mesi fa, ma l'ultimo smartphone di casa Apple ha ricevuto in Cina un'accoglienza fredda.  Alle 8 di questa mattina, quando gli addetti alle vendite nell'Apple Store di Sanlitun hanno aperto ai clienti, hanno trovato solo due persone in attesa. Colpa della colonnina di mercurio vicina allo zero? Possibile. Tuttavia lo scorso gennaio, quando l'azienda di Cupertino lanciò nella terra del Dragone l'iPhone 4, le temperature polari non demotivarono i cinesi che al contrario riservarono  all'ultima creatura nata in casa Apple una reazione fin troppo calorosa. Dopo aver aspettato in fila al gelo per un'intera notte fuori dal negozio di Sanlitun, la folla esplose alla notizia della "sospensione delle vendite per ragioni di sicurezza". Un delirio collettivo sfociato in scontri con la polizia e con il lancio di uova contro il negozio.

La scarsa affluenza di oggi, almeno al momento, non deve preoccupare più di tanto la Mela morsicata che nei giorni precedenti il lancio ha registrato più di 300mila prenotazioni online tramite l'operatore China Unicom, partner di Cupertino insieme a China Telecom. A settembre le vendite di Apple in Cina si aggiravano attorno ai 5,7 miliardi di dollari, circa il 16% delle vendite globali.

Il boom di richieste - riferisce China Unicom sul suo account Weibo, il Twitter cinese - proviene da Pechino, dalla provincia del Guangdong, da quella dello Shandong e da Shanghai.  Ma chi è il cliente tipo? Il 74% dei clienti è maschio, un divario che per China Unicom è dovuto al fatto che sempre più uomini scelgono di regalare un iPhone alla propria donna.  E se in Cina il prezzo è un po' alto, circa 5.288 yuan (647 euro al cambio attuale), basta volare a Hong Kong per trovarlo a meno.

Per molti analisti però il primato della Mela morsicata avrà vita breve. Con la nascita del sistema Android di Google applicata a smartphone come il Galaxy di Samsung, l'iPhone ha già iniziato a perdere terreno.


QUANDO SMARTPHONE FA RIMA CON SFRUTTAMENTO



"Designed by Apple in California, Assembled in China" basta girare qualsiasi iPhone, iPad o iPod per leggere questa dicitura. Raramente di un oggetto si conosce alla perfezione sia il nome della casa madre che quello dell'azienda che ne assembla le parti. A meno che non succeda qualcosa che la fa balzare agli onori della cronaca. E' quello che è successo  alla Foxconn, l'azienda di Taiwan presente su tutto il territorio cinese licenziataria di Apple, teatro nel 2010 di un'ondata di suicidi dovuti alle estenuanti condizioni di lavoro e alle paghe basse. La società promise di alzare i salari e migliorare il lavoro nell'impianto, ma nuovi scandali continuano a riempire le pagine dei giornali proiettando ombre sulla serietà dell'azienda di Cupertino. Ultimo quello dello scorso settembre quando a Huai'an, nella Cina orientale, migliaia di studenti universitari vennero cooptati dalle autorità locali, forzati a interrompere le lezioni, e  spediti al lavoro negli stabilimenti Foxconn per far fronte alla domanda di manodopera in vista dell'uscita dell'iPhone5. "Si tratta di stage previsti dagli accordi con la scuola" fecero sapere dalla società. Una spiegazione che non convinse: "Si tratta di una pratica in violazione delle norme sull'istruzione e sul lavoro, e tanto la Foxconn, che le autorità locali potrebbero essere trascinate in tribunale" dichiarò al quotidiano di Shanghai l'avvocato Wu Dong.

 

 

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