Ambiente

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Parigi batte
Pechino per smog

Parigi batte <br />Pechino per smog


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 18 mar. - Parigi batte Pechino per lo smog. L'ondata di inquinamento dei giorni scorsi ha fatto registrare livelli di polveri sottili nell'aria della capitale francese superiori a quelli che si respirano nei pressi della Città Proibita. L'inquinamento atmosferico ha raggiunto livelli così alti da rendere necessario per la prima volta in 17 anni il ricorso temporaneo alle targhe alterne. I media cinesi ha ironizzato sullo stato dell'aria che respirano i cittadini francesi con una vignetta pubblicata sul Global Times, in cui una triste Tour Eiffel è oscurata dalle emissioni dei gas di scarico delle automobili, mentre proprio negli ultimi giorni il cielo di Pechino è tornato parzialmente blu e il vento ha spazzato via la coltre di smog di quello che è stato definito "l'inverno nucleare" cinese.

Ma l'ironia e qualche colpo di vento non basteranno a risolvere il problema, come anche il premier Li Keqiang ha ricordato nei giorni scorsi, quando ha inaugurato la "guerra all'inquinamento" della Cina, che per importanza ha paragonato alla guerra alla povertà dei decenni passati. E l'ultima arma contro lo smog potrebbero essere gli esperti stranieri di protezione ambientale, che Pechino vuole attrarre per risolvere, o almeno provarci, il problema dello smog.



VISTI AGEVOLATI A ESPERTI DI SMOG STRANIERI


La Cina sarà più generosa nel concedere a questa categoria di stranieri il permesso di soggiorno, con un visto apposito. Le agevolazioni nell'altrimenti complicato processo per ottenere i documenti in regola erano previste già dal Terzo Plenum che si è tenuto nel novembre scorso: la Cina punta ad attrarre i talenti stranieri che vogliono vivere e lavorare in Cina, e che hanno competenze in linea con le esigenze del governo centrale. Luce verde, dunque, per gli ambientalisti che si stabiliranno nell'ex Impero di Mezzo.

Al momento, sono circa seimila gli stranieri in Cina che hanno ricevuto la "green card" cinese, ovvero il permesso di residenza con procedure agevolate che viene rilasciato a esperti, grossi investitori o top manager con residenza stabile in Cina. Ma lo scorso anno il governo ha introdotto una nuova categoria di visti, la "R", che può essere richiesta da tutti quelli stranieri in possesso di requisiti di cui il governo ha bisogno con urgenza. La necessità di talenti legati all'ambiente ha convinto i funzionari dell'Ufficio per gli Esperti Stranieri a chiudere un occhio sui numerosi passaggi burocratici da affrontare per ottenere un visto permanente in Cina. "Possiamo imparare da loro le tecnologie avanzate e i meccanismi" del risparmio energetico, ha confidato al China Daily un funzionario.

Il ricorso agli esperti stranieri non è l'unica arma a disposizione del governo cinese per combattere lo smog. Negli ultimi giorni dell'Assemblea Nazionale del Popolo, la sessione annuale di lavori del parlamento cinese chiusasi settimana scorsa, tra le possibili soluzioni al problema dell'inquinamento atmosferico c'era anche quella di un uso più consapevole dell'energia geotermica, che da sola potrebbe sostituire, per potenziale, 853 miliardi di carbone. Pechino sta, poi, investendo molto sulle auto elettriche, una scommessa difficile da vincere, al momento, almeno tra i consumatori, ancora poco entusiasti delle nuove vetture per la mancanza di punti di ricarica/rifornimento nel Paese e dubbiosi sulle performance dei nuovi veicoli. Ma il governo, che tiene molto al progetto, non si dà per vinto e intende introdurre i veicoli elettrici come sostituti dei mezzi pubblici tradizionali. Finora l'ameno dodici amministrazioni provinciali hanno fatto domanda di questo tipo di veicoli, mentre 25 città in tutto il Paese stanno già compiendo i primi test di prova.

 

18 marzo 2014

 

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