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WASHINGTON RIARMA TAIWAN, CINA PROTESTA FORMALMENTE

WASHINGTON RIARMA TAIWAN, CINA PROTESTA FORMALMENTE


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 


Roma, 19 dic.- Pechino non ci sta. Dopo la firma la presidente Obama per il rinnovo della vendita di armi a Taiwan, che comprende quattro fregate missilistiche Oliver Hazard Perry, la Cina ha presentato una protesta formale nei confronti degli Stati Uniti.  E si riserva il diritto di adottare ulteriori misure.  "La nostra posizione è ferma, chiara e coerente" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang sottolineando che la questione di Taiwan resta uno dei principali punti di attrito nei rapporti con Washington.  "E' una esplicita interferenza nelle questioni interne della Cina" ha aggiunto Qin.

La condanna di Pechino, dunque, è arrivata puntuale alla riconferma da parte della Casa Bianca del Taiwan Relation Act, il trattato siglato nel 1979 e attraverso il quale Washington fornisce protezione e sostegno alla difesa dell'isola che si proclama indipendente, ma che per Pechino è parte integrante del proprio territorio. Sin dalla fine della seconda guerra mondiale, infatti, gli Stati Uniti riforniscono l'ex isola di Formosa di equipaggiamento bellico. Un appuntamento a scadenza più o meno annuale – l'ultimo risale agli inizi di aprile- , ma con proporzioni variabili, a cui – di solito - fa seguito la risposta dai toni duri di Pechino.

Si andò oltre nel 2010 quando in seguito alla decisione di Obama di vendere 6,4 milioni in armamenti all'ex-Formosa la Cina congelò i rapporti. Il disgelo avvenne quasi un anno dopo con la visita ufficiale di gennaio del presidente cinese Hu Jintao negli USA, seguita da quella del vicepresidente americano Joe Biden in Cina ad agosto.


19 dicembre 2014

 


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