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STRAGE PARIGI: LE REAZIONI DEL WEB CINESE

STRAGE PARIGI: LE REAZIONI DEL WEB CINESE


Pechino, 9 gen. - L'attentato terroristico di mercoledì scorso al settimanale satirico francese Charlie Hebdo, ha occupato le pagine di giornali e siti web di informazione cinesi che hanno condannato l'attentato e si sono interrogati sulle sue cause, non senza polemiche con l'Occidente, termine usato spesso per rimarcare una distanza geografica e di vedute su un tema in particolare, quello della libertà di stampa e del suo valore. Diversi editoriali hanno commentato a partire dalle prime ore di ieri il massacro dei giornalisti francesi: alla reazione di condanna si sono accompagnate le riflessioni sulle cause dell'accaduto. Un giornale su tutti, il tabloid Global Times, che mantiene posizioni forti nei temi di politica estera, in due diversi articoli di commento tra ieri e oggi ha espresso una visione critica sul concetto di libertà di stampa come viene intesa in Occidente e, nell'ultimo editoriale, punta il dito contro un sistema definito di "doppio standard", per la valutazione della violenza terroristica.

"L'occidente spesso mostra una mancanza di fermezza nel rispondere agli attacchi terroristici che sono successi in Cina - scrive il Global Times riferendosi alla scia di attacchi a opera dei gruppi terroristi di etnia uighura e di fede musulmana avvenuti in Cina nell'ultimo anno e mezzo - Anche dopo che la Cina definisce la loro natura terrorista, i media ufficiali occidentali mettono le virgolette quando descrivono questi assalitori sanguinari come "terroristi", dicendo che è un'affermazione del governo cinese". Un'opinione, questa, condivisa anche da diversi utenti del web cinese.

Alcuni commenti, comparsi sulla piattaforma di microblogging Weibo, la più popolare in Cina, sono stati raccolti dal sito di informazione del Guangdong, thenanfang.com. C'è chi pone la questione sulle differenze di civiltà. "Sembra che i valori chiave possano avere differenze culturali. Ogni sistema di valori può non violare valori universali". Un altro si avventura in analisi storiche quanto meno discutibili. "L'Europa è stata la prima a sbagliare. Diversi secoli fa, la Spagna è partita per una violenta crociata e ha spinto tutti i musulmani fuori dall'Europa". C'è, poi, chi taglia corto. "Questa volta, Charlie Hebdo non ha ragione". Tra queste, c'è anche l'opinione di chi si scaglia contro i jihadisti o prende di mira l'Islam, a volte anche con toni estremamente crudi, o con forte ironia. "Non si può ridicolizzare una fede nell'RPG e nell'AK47. Si sa", scrive, infine, un quarto.

Un'analisi della rivista colpita al cuore della follia jihadista è comparsa, invece, sul sito 163, che nel raccontare la parabola editoriale di Charlie Hebdo, cita anche le vignette a sfondo religioso, con la Vergine Maria in posa compromettente o le immagini satiriche su Maometto. Sina.com, altro grande network on line di informazione cinese, si concentra sulla lunga tradizione satirica francese, spiegando che il settimanale aveva preso di mira anche altri soggetti di alto profilo, come il governo, la polizia e le banche. Sina puntualizza che il settimanale era stato in diverse occasioni criticato per la sua volgarità e per la crudeltà delle immagini.

L'attentato di Parigi ha scatenato anche la reazione dei vignettisti cinesi, spesso costretti a cambiare nome per non incappare nelle maglie della censura, e che si definiscono come "il partito dei resuscitati" proprio per l'utilizzo dei vari nickname utilizzati. Gli omaggi ai loro colleghi francesi sono stati raccolti dal sito web di informazione China Files e mostrano penne che bloccano la canna dei fucili di uomini barbuti (di DaShiXiong) e matite sanguinanti a terra sotto i colpi delle armi automatiche usate nell'attentato con, in secondo piano, altre matite in piedi che alzano lo striscione "Non potete ucciderci tutti" (di Badiucao). Un altro terrorista di corporatura minuscola, dipinto da Remonwang, indica un'enorme matita con sopra scritto "Charlie Hebdo" e urla: "abbiamo trovato le armi".



Redazione agichina

 

Photo courtesty of China Files

 

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