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SMOG RECORD AL NORD, ANDRA' AVANTI PER 5 GIORNI

SMOG RECORD AL NORD, ANDRA  AVANTI PER 5 GIORNI


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 11 nov. - Livelli di smog record nel nord-est della Cina e nella capitale, Pechino, dove una fitta coltre ha coperto il cielo della capitale cinese nelle ultime ore. La foschia di questi giorni ha fatto salire i valori dei rilevatori di inquinamento atmosferico di decine di volte oltre la soglia di sicurezza fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in 25 microgrammi di polveri sottili per metro cubo di aria, destando l'allarme delle autorità. Alle sei del pomeriggio di oggi, le undici del mattino in Italia, secondo i calcoli dell'Ambasciata statunitense in Cina, a Pechino il livello di inquinamento atmosferico era di 181 microgrammi per metro cubo: la capitale figura oggi tra le città più inquinate in Cina, superata nel triste primato solo da Shenyang, nel nord-est del Paese, a quota 185 microgrammi per metro cubo.

Complice dell'ultima ondata di smog è la lenta ripresa del funzionamento degli impianti di riscaldamento. I termosifoni nelle case della capitale riprenderanno a funzionare a pieno regime solo dal 15 novembre prossimo, comunicava nei giorni scorsi l'amministrazione municipale di Pechino, che diffondeva anche gli ultimi dati riguardanti l'aggiornamento degli impianti: secondo le stime ufficiali, in sei grandi distretti centrali della capitale cinese, i vecchi impianti a carbone sono stati sostituiti da nuove centrali a gas o a energia elettrica e l'addio al carbone come combustibile per riscaldare case, fabbriche e uffici è imminente. Già quest'anno è previsto un taglio al consumo di carbone pari a 1,47 milioni di tonnellate, con l'eliminazione di quasi 17mila agenti inquinanti.

Gli investimenti per la modernizzazione degli impianti, pari a cento milioni di dollari nel solo 2015, non servono però a migliorare l'aria della capitale. In una nuova nota diffusa nella serata di ieri, la municipalità di Pechino ha confermato che lo smog graverà sopra la capitale cinese fino a tutto il fine settimana, con la possibilità di un miglioramento a partire da venerdì, quando è prevista pioggia. "L'inquinamento causato dagli impianti di riscaldamento è un fattore significativo - ha spiegato così il direttore dell'ufficio meteorologico locale, Zhang Dawei - e l'alto asso di umidità e lo scarso vento sono condizioni favorevoli alla diffusione di agenti inquinanti". Quasi paradossalmente, Zhang coglie un aspetto positivo nello smog di questi giorni: nonostante si tratti di un fenomeno ricorrente all'inizio dell'inverno, "il numero di giorni di alto inquinamento a Pechino sono significativamente diminuiti rispetto allo stesso periodo degli anni passati". Un risultato imputabile, secondo il meteorologo, ai piani della municipalità di migliorare la qualità dell'aria, compreso il divieto ai grandi impianti inquinanti di avere sede all'interno delle aree più densamente abitate della città.

I livelli di inquinamento dei giorni scorsi ricordano da vicino quelli della Airpocalypse dell'inverno 2012-2013, quando si sono registrati i casi più gravi. All'epoca, nelle grandi città del nord e del nord-est, compresa Pechino, le amministrazioni locali avevano diramato avvertimenti ai cittadini, soprattuto bambini e anziani, di non uscire di casa, se non per questioni di assoluta necessità e per brevi periodi. Tra le località più colpite nei giorni c'è stata Shenyang, nel nord-est del Paese, che domenica scorsa ha toccato la vetta dei 1400 microgrammi per metro cubo di aria in alcuni punti della città, secondo quanto scrive oggi il quotidiano China Daily, con una visibilità ridotta a meno di cento metri. E' andata un po' meglio in altre località, come Changchun, città da otto milioni di abitanti nella provincia nord-orientale del Jilin, dove i livelli di Pm 2.5 hanno raggiunto quota 860 microgrammi per metro cubo di aria nei giorni scorsi.

 

 

11 NOVEMBRE 2015

 

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