In evidenza

SINDACO DI CHONGQING VERSO NOMINA AL GOVERNO

SINDACO DI CHONGQING VERSO NOMINA AL GOVERNO


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Roma, 13 gen. - Il governo cinese si appresterebbe alla nomina di un nuovo braccio destro del premier Li Keqiang. Lo riferisce l'agenzia Reuters, citando fonti vicine alla leadership e fonti di settore. Huang Qifan, sindaco di Chongqing dal 2010, dovrebbe rimpiazzare Yang Jing quale segretario generale del Consiglio di Stato. Considerando il lavoro fatto da Huang Qifan nella metropoli di Chongqing, si ritiene che la sua nomina "rafforzi la fiducia degli investitori e stabilizzi il mercato azionario". Huang sarebbe il sesto ministro piu' importante dopo il premier Li e i quattro vice premier. L'ufficio informazioni del Consiglio di Stato non ha ancora rilasciato commenti.

Huang, l’ultima carta di Pechino per riguadagnare la fiducia dei mercati

E’ Huang Qifan, dal 2010 sindaco di una delle più importanti metropoli della Cina, Chongqing, l’uomo che potrebbe fare riacquistare fiducia agli investitori cinesi dopo i crolli delle Borse di inizio anno, che hanno perso il 15% del proprio valore in meno di due settimane di contrattazioni a partire dall’inizio del 2016. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dall’agenzia Reuters provenienti dalle elite politiche di Pechino e dagli ambienti industriali, Huang sarebbe in odore di promozione, con la possibilità di diventare segretario generale del Consiglio di Stato, il governo cinese, sostituendo Yang Jing, che attualmente occupa il posto, e lavorando a stretto contatto con il primo ministro, Li Keqiang.

 

Huang ha fatto un “lavoro eccellente” a Chongqing, dichiarano le fonti sentite dall’agenzia britannica, e nelle speranze del governo dovrebbe aumentare la fiducia, da tempo deteriorata, degli investitori nelle istituzioni, per stabilizzare il mercato. Nato nel 1952 nella provincia costiera dello Zhejiang, Huang è nel Partito Comunista Cinese da quaranta anni (l’ingresso risale al 1976) e dal 2012 siede nel Comitato Centrale, il vertice allargato a 205 membri ordinari più 168 supplenti. Prima di arrivare nel 2001 a Chongqing - come vice sindaco e successivamente come sindaco - aveva scalato posizioni nella municipalità di Shanghai passando a ricoprire incarichi di sempre più alto livello. A Chongqing, Huang è passato indenne dallo scandalo legato alla figura dell’ex segretario provinciale, Bo Xilai, condannato a settembre 2013 all’ergastolo con le accuse di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere, nonostante il rapporto tra i due fosse come quello che c’è “tra il pesce e l’acqua”, per ammissione dello stesso Huang: il sindaco della metropoli ha in seguito fatto ammenda per l’appoggio all’allora segretario provinciale, e avrebbe aiutato le indagini che si stavano svolgendo sul suo capo, per riguadagnare il supporto dei vertici del partito a Pechino.

 

Apprezzamenti per l’operato di Huang sono arrivati in forma indiretta, settimana scorsa, anche dal presidente cinese, Xi Jinping, che ha scelto la metropoli del sud-ovest cinese come  tappa del primo viaggio di ispezione all’interno del Paese nel 2016. Xi ha espresso apprezzamento per il nuovo corso della città-provincia da oltre trenta milioni di abitanti. Chongqing, per Xi, avrà un ruolo chiave che può avere sia nella promozione dell’ovest cinese sia nel progetto di investimenti infrastrutturali della Nuova Via della Seta lanciata nel 2013. Huang era stato anche tra i funzionari di alto livello che avevano accompagnato il presidente cinese nel lungo viaggio statunitense, nel settembre scorso, quando ha incontrato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alla Casa Bianca. Il successo della sua città è anche nei numeri: Chongqing è cresciuta dell’11% nel primi tre trimestri dello scorso anno, un dato che fa della metropoli una delle aree più dinamiche di tutta la Cina, a un ritmo di crescita ormai non più raggiungibile a livello nazionale (nello stesso periodo la provincia nord-orientale del Liaoning non è andata oltre il 2,7%).

 

Nel nuovo ruolo che potrebbe ricoprire, Huang lavorerebbe a stretto contro con il primo ministro e opererebbe in svariati settori dell’economia nazionale, tra cui anche la finanza, l’industria, il settore della tecnologia e quello dell’energia, diventando a livello gerarchico, il numero sei del governo, dietro al premier stesso e ai quattro vice premier. Non è la prima volta dall’inizio delle turbolenze sui mercati che il nome di Huang Qifan ricorre tra le carte da giocare: già nei mesi scorsi, per Huang si pensava anche a un altro ruolo di primo piano nella finanza cinese, quello di sostituto di Xiao Gang, a capo della China Securities Regolatory Commission, l’ente di vigilanza sui listini cinesi, tra i primi a finire sotto processo dopo i primi crolli di Borsa di luglio scorso. Ora potrebbe essere arrivato il suo momento per una promozione a livello nazionale.

 

13 GENNAIO 2016

 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci