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SFUMA EFFETTO CSRC, GERACI «SISTEMA FINANZIARIO NON PRONTO»

SFUMA EFFETTO CSRC, GERACI «SISTEMA FINANZIARIO NON PRONTO»


Di Eugenio Buzzetti e Alessandra Spalletta



Pechino, 23 feb. - E’ durato un giorno l’effetto del cambio della guardia alla guida della Csrc sui mercati. Dopo i guadagni di ieri, le Borse cinesi hanno chiuso di nuovo con segno negativo nella giornata di oggi. Shanghai ha ceduto lo 0,81% scendendo a quota 2903,33 punti, mentre Shenzhen ha perso lo 0,69%, poco al di sotto dei 10300 punti. Tra le performance peggiori ci sono quelle dei grandi nomi della finanza cinese: Industrial & Commercial Bank of China ha chiuso in ribasso dello 0,74%, mentre Citic Securities, protagonista dei rialzi di ieri, ha perso l’1,28%. In calo anche i titoli legati all’immobiliare, mentre i petroliferi hanno guadagnato poco più dell’1% sul rialzo dei prezzi del greggio a livello globale.

Ieri le Borse cinesi hanno segnato rialzi a fine seduta dopo la notizia del licenziamento dell’ex capo della China Securities Regulatory Commission, la Consob cinese, Xiao Gang, sostituito dal presidente della Agricultural Bank of China, Liu Shiyu, ma l’entusiasmo per il cambio della guardia è durato soltanto un giorno. Sulle spalle del nuovo capo della Csrc grava il peso delle aspettative di milioni di piccoli investitori che dall’estate scorsa hanno visto crollare diverse volte i titoli su cui avevano investito, nonostante gli interventi del governo per calmare le turbolenze sui mercati. “Il cambio  capo della Csrc è, ancora una volta, una dimostrazione che il sistema finanziario in Cina non è assolutamente pronto per entrare a fare parte della comunità internazionale - commenta ad Agi Michele Geraci, economista e direttore del China Economic Research Program presso la Nottingham University Business School China - Xiao Gang non è stato sollevato dal suo incarico e usato un po’, come spesso capita in Cina, come capo espiatorio di un semestre disastroso, bensì per incompetenza”. 

A Xiao, Geraci rimprovera soprattutto l’invenzione del circuit breaker - il meccanismo di interruzione delle contrattazioni in caso di eccessive fluttuazioni nei prezzi delle azioni - che definisce “con-causa del crollo del mercato azionario di Shanghai all’inizio dell’anno, un meccanismo i cui effetti collaterali non erano stati bene ponderati da mister Xiao e dal suo team, cosa che dimostra una certa inesperienza nel gestire il mercato azionario”. A Xiao è stato rimpiazzato Liu, che per i più superstiziosi sarà in grado di risollevare le sorti delle Borse cinesi. Liu è del segno zodiacale cinese del toro, forse di buon auspicio per il ritorno del "bull market", dopo le performance di gennaio, che hanno visto Shanghai maglia nera tra le Borse mondiali, con un ribasso complessivo del 23%.

I più attenti ai dettagli hanno però già messo in preventivo che anche con il nuovo capo della Csrc, lo scenario potrebbe rimanere inalterato. Il curriculum di Liu non è molto diverso da quello del suo predecessore, quello di un banchiere che ha ancora scarsa dimestichezza con le regole del mercato azionario, in uno scenario che si presenta molto complesso e dove l’intervento del governo, spesso, non riesce a fermare le emorragie. Per Geraci, l’errore di fondo è il tentativo di emulazione di piazze finanziarie come New York e Londra, sviluppatesi nell’arco di tantissimi decenni. “La teoria dei cluster industriali ci insegna che ogni luogo sviluppa competenze specifiche che lo rendono un po’ diverso dagli altri, e la sostenbilità economica dipende da quanto tali competenze risultino superiori a quelle di altri luoghi concorrenti - conclude Geraci - Ecco, la Cina continui a fare il manifatturiero, che fa benissimo, che inizi pure a spingersi piano piano in settori ad alto valore aggiunto , ma lasci la Finanza a Wall Street e a Londra. Il fallimento di Francoforte come sostituto di queste due piazze dovrebbe insegnare qualcosa”.  

 

23 FEBBRAIO 2016

 

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