In evidenza

SEUL TEME UN NUOVO MISSILE, THAAD 'INEVITABILE' MA 'TEMPORANEO'

SEUL TEME UN NUOVO MISSILE, THAAD  INEVITABILE  MA  TEMPORANEO



di Eugenio Buzzetti


Pechino, 8 set. - Crescono i timori di Seul per un possibile nuovo lancio missilistico di Pyongyang, domani, in occasione del sessantanovesimo anniversario della fondazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea, la Corea del Nord, la stessa data in cui lo scorso anno, Pyongyang condusse il suo quinto test nucleare. Tra i primi a lanciare l'allarme è stato il primo ministro, Lee Nak-yong che durante un meeting di ministri della Difesa a Seul ha definito "molto grave" la situazione. "Non sembra che manchi molto prima che la Corea del Nord raggiunga un arsenale nucleare completo. Qualcuno teme che la Corea del nord possa lanciare un missile balistico intercontinentale, il 9, ha proseguito, "questo volta a un'angolatura standard".

Il Ministero per l'Unificazione delle due Coree ha invece annunciato oggi che esplorerà "tutte le opzioni" per evitare che Pyongyang sia in grado di sviluppare un missile balistico interncontientale in grado di ospitare una testata atomica. "Seul cercherà anche di raggiungere la denuclearizzazione della Corea del Nord pacificamente", ha affermato il ministro per l'Unificazione, Cho Myoung-gyon, anche questo "non è il momento giusto per cercare il dialogo" sia per il test nucleare condotto domenica scorsa dal regime di Kim Jong-un, sia per ulteriori provocazioni che potrebbero arrivare presto.

I timori espressi dal governo sud-coreano serpeggiano da giorni in Corea del Sud: nella notte tra lunedì e martedì scorso, secondo indiscrezioni della stampa sud-coreana, un missile balistico intercontinentale sarebbe stato spostato da un sito militare alla costa occidentale del Paese, alimentando le paure di un nuovo lancio. Da Ginevra, dopo il test di domenica scorsa era arrivato anche l'avvertimento dell'Ambasciatore nord-coreano all'Onu, Han Tae Song. Per gli Stati Uniti, aveva detto il diplomatico di Pyongyang, sono previsti "altri pacchi regalo", una formula già utilizzata dalla propaganda del regime di Kim Jong-un, dopo il test del primo missile balistico intercontinentale, il 4 luglio scorso.

Le paure di Seul riguardano anche la possibile contaminazione di materiale radioattivo dopo il test. La Nuclear Safety and Security Commission ha trovato tracce di xenon-133, un isotopo radioattivo del gas xenon, che in passato era stato ricondotto ai test nucleari di Pyongyang, in analisi compiute sia su campioni di terra e di acqua marina, che nell'aria. Dai primi riscontri sarebbe, però, tropo presto per stabilire se le quantità ritrovate possano essere riconducibili al test di domenica scorsa: in ogni caso, la commissione sud-coreana ha precisato che, dai rilevamenti compiuti, non dovrebbero esserci effetti sulla salute dei cittadini. Simili controlli erano stati fatti anche dalla Cina, nelle zone di confine con la Corea del Nord, subito dopo il test: a un primo controllo, non erano stati rilevati livelli di radiazioni fuori dalla norma dagli scienziati cinesi, ma nei giorni successivi, scrive il South China Morning Post, gli scienziati cinesi hanno iniziato a notare un piccolo ma graduale aumento di radiazioni ambientali rilevato dalle stazioni di monitoraggio vicino al confine con la Corea del Nord, in un'area che si trova a circa ottanta chilometri da Punggye-ri, il sito dove Pyongyang conduce i suoi test atomici.

Per contrastare la minaccia proveniente dal Nord, il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, ha difeso oggi la decisione di spiegare lo scudo anti-missile Thaad (Terminal High-Altitude Area Defense system) installato con l'aiuto degli Stati Unti, nel sud-est del Paese, definendolo "inevitabile" per difendere i cittadini dalle minacce missilistiche e nucleari di Pyongyang, ma anche "temporaneo". In base agli sviluppi creatisi nella penisola coreana dopo i ripetuti lanci missilistici e dopo il sesto test atomico di Pyongyang, "la situazione della sicurezza è diventata più grave che mai", ha detto Moon, e il governo "ha deciso di non potere ritardare ulteriormente il temporaneo spiegamento del Thaad, per prevenire la guerra nella penisola e proteggere le vite e la sicurezza della gente". L'installazione degli ultimi quattro intercettori allo scudo anti-missile aveva provocato forti proteste tra gli abitanti di Seongju, dove si trova il Thaad, con scontri con le forze dell'ordine, ma la scelta di installare il sistema di Difesa anti-missilstico si è resa necessaria, ha spiegato Moon, "per portare le nostre capacità di Difesa al massimo livello".

 

08 SETTEMBRE 2017

 

@ Riproduzione riservata