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PREMIER LI, NON VOGLIAMO GUERRA COMMERCIALE CON USA

PREMIER LI, NON VOGLIAMO GUERRA COMMERCIALE CON USA


di Eugenio Buzzetti



Pechino, 15 mar. - La Cina non vuole una guerra commerciale con gli Usa e auspica che il rapporto tra le due sponde del Pacifico possa evolversi positivamente. Così, il primo ministro cinese, Li Keqiang, ha sottolineato lo stato attuale delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, alla conferenza stampa di oggi a conclusione dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, durante la quale ha rassicurato sullo stato attuale dell'economia cinese e ha ribadito la difesa della globalizzazione da parte della Cina.

"Non vogliamo che scoppi una guerra commerciale" tra Cina e Stati Uniti, ha dichiarato il premier cinese, che "non renderebbe più giusto il commercio" tra i due Paesi. La Cina, ha sottolineato Li Keqiang, vuole che il rapporto con gli Stati Uniti continui a evolvere lungo una "direzione positiva" per il futuro. "Ci sentiamo ottimisti sul futuro delle relazioni tra Cina e Stati Uniti perché i due Paesi condividono oggi molte aree di interesse comune", ha poi commentato il premier cinese. "Possiamo avere differenti metodi statistici - ha aggiunto Li  Keqiang - ma credo sia importante che qualsiasi siano le differenze ci possiamo sedere e parlare, e lavorare insieme per trovare le soluzioni".

Una prima soluzione che Cina e Stati uniti dovranno trovare insieme, nei prossimi giorni, sarà come affrontare la minaccia nord-coreana, tema centrale del viaggio del segretario di Stato statunitense, Rex Tillerson, che sabato prossimo sarà a Pechino, dopo le prime due tappe a Tokyo e a Seul. Giappone e Corea del Sud hanno apertamente condannato l'ultimo test missilistico di Pyongyang del 6 marzo scorso, mentre Pechino ha manifestato la propria opposizione, ma ha sottolineato che vuole evitare un'escalation della tensione nella penisola. Un concetto simile lo ha ribadito oggi anche il primo ministro cinese. "Nessuno vuole il caos all'uscio di casa", ha dichiarato Li Keqiang. "E' chiaro che la situazione in Asia nord-orientale si è fatta tesa e la tensione potrebbe portare a un conflitto che arrecherebbe danno a tutte le parti coinvolte, ma crediamo che tutte le parti possano lavorare insieme per evitare un'escalation della tensione".

Li Keqiang ha poi sottolineato la difesa cinese della globalizzazione. La Cina rimane impegnata nelle aperture della propria economia e crede nella globalizzazione. "Alcuni problemi possono essersi presentati lungo il percorso, ma non pensiamo che questi siano problemi che derivino direttamente dalla globalizzazione" e la Cina è pronta a lavorare con altri Paesi per migliorare la governance globale. "Chiudere la porta al mondo esterno non aiuterà la Cina a migliorare". Li ha citato i progressi della Cina sul piano delle aperture del sistema finanziario e ha ricordato il prossimo forum internazionale per la cooperazione all'interno dell'iniziativa "Belt and Road", che si terrà a Pechino a maggio.

Il primo ministro cinese ha poi toccato i temi dell'economia interna, smentendo ancora una volta che la Cina possa essere a rischio di hard landing, uno scenario spesso invocato dagli analisti più critici, e che lo scorso anno è stato smentito con una tenuta della crescita, al 6,7%, all'interno degli obiettivi fissati dal governo. Per il 2017, il target da raggiungere è quello di una crescita al 6,5%, come dichiarato dallo stesso Li il 5 marzo scorso, alla presentazione del rapporto del governo in occasione dell'apertura dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo. L'obiettivo "non è basso e non è semplice" da raggiungere, ha aggiunto il premier, ma la Cina "rimarrà un importante motore della crescita mondiale in un momento in cui la ripresa economica globale è ancora lenta": il sistema finanziario è "stabile e non ci sono rischi di sistema". Tra le novità maggiori presentate da Li Keqiang, c'è il bond connect tra i mercati obbligazionari cinese e di Hong Kong, che sarà al centro di un progetto pilota che partirà entro la fine del 2017.

Li ha infine toccato il tema dell'inquinamento atmosferico. Solo dieci giorni fa, il premier cinese aveva dichiarato che il governo punterà a "fare tornare i cieli blu". La Cina metterà a punto un fondo speciale per riunire scienziati per appurare le cause dello smog che, soprattutto nei mesi invernali, copre il cielo del nord della Cina. "La Cina combatterà e vincerà la battaglia contro lo smog", ha dichiarato Li Keqiang, "ma ci vorrà tempo".


 

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