Advertisement

In evidenza

MUORE LIU XIAOBO, LA SUA POESIA SU TIANANMEN

MUORE LIU XIAOBO, LA SUA POESIA SU TIANANMEN


Roma, 13 lug. - E' morto oggi l'attivista democratico e premio Nobel per la Pace 2010. Liu era stato ricoverato nel Primo Ospedale di Shenyang, dopo la scarcerazione per motivi di salute, per un cancro al fegato in fase terminale.  Liu, uno dei prominenti intellettuali del dissenso in Cina, letterato, scrittore, era stato il primo firmatario dell'appello manifesto 'Charta 08' per i diritti umani e la libertà di espressione. Per questa iniziativa è stato condannato a undici anni di detenzione. Riproponiamo la traduzione di una poesia, resa per la prima volta in italiano nel 2012 a cura di Francesco Palmieri, che fu composta da Liu Xiaobo in occasione del diciassettesimo anniversario dei fatti di Tian'anmen.

 

GIGLI NELLA NOTTE DEL 4 GIUGNO

(traduzione italiana di Francesco Palmieri)

 

Diciassettesimo anniversario

Pechino. A casa mia. 24 maggio 2006

 

Sono passati diciassette anni
ed ecco ancora un altro 4 giugno
e un'altra spaventosa notte che discende nera.

La vita di un anno
viva vita vissuta
diventa tutt'a un tratto foglia secca
che penzola agli albori del sole rinascente.

Grato sono a Liu Xia, mia moglie,
che ogni anno il 4 giugno
torna a casa portando un mazzo di gigli bianchi.
Era quest'anno di diciassette steli.

I gigli nel cuore della notte nera
maculano i campi delle anime morte.
Splendente bianchezza dei fiori
splendente sbocciare dei petali
splendente verdeggiare delle foglie
splendente fragranza lieve.
Sono offerte di ricordo e pentimento.

La morte non può serrare gli occhi
al solo vivo bianco splendente bagliore
che perfora l'annerita coscienza della nazione.

I gigli imprigionati nella tenebra
sono la luce delle anime morte.
Schiudo l'animo mio
per guardare l'arrivo delle loro madri
per guardare nel Victoria Park*
per guardare in tutti gli angoli del mondo
ove sfavillano candele per le anime morte.

Mentre la libertà svanisce
i gigli calati nella tenebra
sono come un colloquio fra il Tempo e le anime defunte.
Il lucore delle fiammelle ardenti per le preghiere ai morti
abbaglia avvampa estingue il Vuoto che ho di fronte.

Mimiche irrigidite
sotto polvere che soffoca e annienta anche il suono dei canti.
Occhi sbocciano ancora quasi fossero fiori
per offrire la faccia a una carezza devastante.
Ci vuole proprio una durevole tenacia
un intelletto che non ceda un passo
così che per le terre desolate
s'aprano ovunque i dorati girasoli
d'un frenetico Van Gogh.
Van Gogh che semina nel sole
Van Gogh che usa colori volteggianti da riempire orecchi
Il Van Gogh trionfatore che è passato per Inferno e Paradiso.

Un maligno risveglio
avvelena di disperazione ogni singolo momento
intriso nella notte fonda.
I gigli sbocciano con pallido chiarore
fiori caduti della silente primavera
mi traggono dal mezzo di una voragine abissale.



•  Parco situato sull'isola di Hong Kong, teatro ogni 4 di giugno di manifestazioni in ricordo di Tian'anmen.


(la poesia è contenuta in "Liu Xiaobo, Niannian liu si – June fourth elegies", ed. Jonathan Cape 2012) 



@ Riproduzione riservata