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FITCHT-MOODY'S: EFFETTO CROLLO BORSE LIMITATO SU ECONOMIA

FITCHT-MOODY S: EFFETTO CROLLO BORSE LIMITATO SU ECONOMIA


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 16 lug. - Le grandi agenzie di rating americane mantengono la fiducia sulla Cina, a una settimana dal crollo dei mercati azionari. La bolla speculativa esplosa tra giugno e luglio "non avrà effetti concreti sull'economia reale cinese o sulla qualità del credito sovrano". Lo afferma l'agenzia di rating Moody's in un comunicato in cui spiega che la crescita prodotta dalle agenzie di intermediazione è destinata ad "attenuarsi, ma non peserà in maniera significativa sulla crescita economica", anche se, sottolinea in un rapporto, occorrono riforme finanziarie al gigante asiatico. Secondo l'analisi di Moody's, l'intervento del governo per frenare il rapido declino degli indici azionari è "senza precedenti", ma le misure introdotte sono solo "una deviazione temporanea dalle riforme orientate al mercato" dell'economia cinese. Bassa, inoltre, l'esposizione del settore bancario e limitati i danni alla qualità del credito cinese.

Giudizio analogo anche da Fitch, secondo cui il crollo dei mercati "non pone rischi di sistema all'economia reale o al sistema finanziario". L'agenzia di rating "non si attende un grosso impatto dalla correzione del mercato azionario sui bilanci delle banche o un rischio di sistema al settore bancario. Le banche non possono prestare fondi direttamente ai clienti per il margin lending", ovvero per investire in Borsa a credito. In totale, a fine 2014, gli investimenti diretti al mercato azionario da parte degli istituti di credito ammontavano a meno dell'1% del totale degli asset bancari. Le piazze cinesi, intanto, danno segnali di progressiva stabilizzazione: oggi Shanghai ha chiuso in lieve rialzo, dello 0,46%, mentre Shenzhen ha terminato la seduta in positivo, guadagnando l'1,86%.

La previsione delle agenzie rating arriva nello stesso giorno in cui la Asian Development Bank ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'economia cinese per quest'anno, ora data al 7%, e per il prossimo, stimata al 6,8%. Anche nel giudizio dell'istituto di Manila prevale l'ottimismo per il corso dell'economia cinese che non dovrebbe soffrire, nei consumi, per lo scoppio della bolla che ha portato la Borsa di Shanghai a perdere un terzo del proprio valore in poche settimane, bruciando tremila miliardi di dollari. Ieri erano anche usciti i dati sulla crescita del secondo trimestre di quest'anno, al 7%, secondo i calcoli dell'Ufficio Nazionale di Statistica, al di sopra delle aspettative e con segnali di consolidamento dell'economia.

16 luglio 2015

 

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